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La politica nel Teatro di Dario Fo

Termpaper, 2000, 25 Pages
Author: Elisabetta D'Amato
Subject: Romance Languages - Italian and Sardinian Studies

Details

Event: Il teatro contemporaneo
Institution/College: University of Heidelberg (IÜD)
Tags: Teatro, Dario
Category: Termpaper
Year: 2000
Pages: 25
Bibliography: ~ 12  Entries
Language: Italian
Archive No.: V621
ISBN (E-book): 978-3-638-10407-4

File size: 377 KB


Excerpt (computer-generated)

Ruprecht-Karls-Universität Heidelberg

Institut für Übersetzen und Dolmetschen

La politica nel teatro di Dario Fo

Hausarbeit für das Hauptseminar

,,Il teatro contemporaneo"

SS 2000

Seminarleiterin: Dr. Palazzotti

vorgelegt von: Elisabetta D′Amato

Indice

1 Il personaggio di Dario Fo - Biografia

2 Cronologia storica dell′Italia dal 1961 al 1963
2.1 L′anno 1961
2.2 L′anno 1962
2.3 L′anno 1963

3 Le ecomafie - Le holding degli appalti

4 Il teatro di Dario Fo

5 Chi ruba un piede è fortunato in amore

6 Settimo: ruba un po′ meno

7 Fotografie

8 Bibliografia

1 Il personaggio di Dario Fo - Biografia

Dario Fo nasce nel 1926 a San Giano in provincia di Varese; suo padre un ferroviere, sua madre una contadina. Nasce in una famiglia proletaria, di tradizioni democratiche e antifasciste. Dai suoi compaesani, per la maggior parte contrabbandieri e pescatori di frodo, tutti individui dotati di una fantasia senza limiti, Fo impara a vedere e a leggere le cose in un certo modo.
A Milano giovanissimo, frequenta l′accademia di Brera. Si iscrive alla facoltà di architettura del Politecnico, che frequenta fino a sette esami dalla laurea. È questo un periodo di enorme entusiasmo per Fo, il quale inizia a scoprire un ambiente nuovo e in movimento, e i rapporti umani che si aprono e gli crescono intorno. Dario Fo si inserisce nella città con un profondo istinto per la partecipazione attiva e creativa nel rapporto con gli altri, un forte senso del positivo, della realtà concreta, una sana voglia di vivere che rifiuta ogni atteggiamento di introversione, di abbandono decadente.
Si porta addosso la fantasia dei "fabulatori" che giravano intorno al lago Maggiore, dove Fo è nato, raccontando nelle piazze, nelle osterie, strane storie, un poco ingenue, un poco matte. La semplicità era la loro caratteristica. Le loro storie erano semplici iperboli desunte dall′osservazione della vita quotidiana, ma al di sotto di queste storie "assurde" si nascondeva la loro amarezza; l′amarezza di una gente delusa e di una satira acerba - rivolta al mondo ufficiale - che forse pochi coglievano. Raccontavano, sempre in prima persona, di strani pescatori che, dando troppa forza al lancio della lenza pescavano dall′altra parte campanili; di strani corridori su barche, che si dimenticavano di mollare gli orrneggi e arrivavano al traguardo logicamente secondi; di strani esploratori del mondo sottomarino dove scoprivano un paese tale quale sopra, ma immobile e pulitissimo con tutti i suoi personaggi.
Studiando architettura, si interessa alle chiese romaniche e rimane stupito dal fatto che la maggior parte di esse è opera di scalpellini semplici, ignoranti ed analfabeti. Dario Fo scoprì improvvisamente una cultura nuova. vera: la forza creatrice di coloro che sono sempre stati definiti i "semplici" e gli "ignoranti", che sono sempre stati i "paria" della "cultura ufficiale".
E′ in questo periodo che dipinge molto e frequenta Morlotti, Cassinari, conosce Vittorini; sono gli anni del "Politecnico", in cui si vuole decisamente rompere con il tradizionale provincialismo culturale, nell′immediato dopoguerra, e si ricerca un′apertura a livello europeo. E′ in questo stesso periodo che Dario Fo inizia a improvvisare storie, che lui stesso recita, in chiave farsesca e satirica; sono storie il cui obiettivo è rappresentato dal mettere a nudo le banalità e le idiozie della cultura scolastica, una storia in cui gli "scalpellini" delle chiese romaniche non hanno alcun posto e in cui si susseguono personaggi boriosi e ridicoli in una dimensione di cartapesta, privi di qualsiasi umanità concreta, gonfi di retorica astratta. Tutto il periodo ruota su alcuni cardini: l′infrazione alla norma ed al conformismo, la provocazione del potere, il gusto della sorpresa, una specie di risarcimento rispetto alla quotidianità subita. Risentimento e astuzia ironica ne fanno un personaggio straniato, aggressivo e fantasioso rispetto al mondo grigio e stupido del diritto di proprietà, del potere, della "storia tramandata". Il personaggio prende coscienza di sé, si determina un brusca inversione, dallo spettacolo nella vita alla vita nello spettacolo.

[...]


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