Indice
Introduzione 3
1.Il perfetto composto 6
1 . 2. Usi deittici del perfetto composto 7
1 . 3. Usi non-deittici del perfetto composto 9
2. Il perfetto semplice 12
2 . 1. Le forme del perfetto semplice 12
2 . 2. Usi del perfetto semplice 14
3. I due perfetti a confronto 16
4. Dimostrazione degli impieghi die due perfetti in base a un brano del romanzo di
Tomasi di Lampedusa Il gattopardo 18
5. Conclusione 22
La bibliografia 23
4
Introduzione
La categoria del tempo italiano indica innanzi tutto la triplice opposizione di presente, passato e futuro. In questo lavoro voglio occuparmi del passato- e precisamente dei due perfetti nell ´italiano- del perfetto semplice e composto. Per migliorare la comprensione dell` argomento desciveró all´inizio le categorie dell´aspetto e dell´azione del verbo. Dopo continueró con la descrizione delle forme e degli usi (deittici e non- deittici) del perfetto composto. Alla fine, con l´aiuto degli esempi, voglio accostarmi piú vicino al perfetto semplice con i suoi caratteritici usi. Alla fine proveró a confrontare i due perfetti tra loro e riassumeró tutte le informazioni importanti dei due tempi passati.
Nel sistema temporale del verbo italiano é necessario analizzare le tre categorie: del verbo, dell´aspetto e dell´azione del verbo. Questo tre categorie insieme contribuiscono a determinare il significato delle diverse forme- dei tempi verbali.
La categoria del tempo situa un certo evento sull´asse temporale. Questo evento 1 puó essere situato rispetto al momento dell´enunciazione (ME) o al momento del riferimento (MR). Nel primo caso possiamo distinguere tra un evento anteriore, simultaneo o posteriore rispetto al momento dell´enunciazione.
1. Ieri Piero ha cantato alla Scala.
2. In questo momento Piero canta alla Scala.
3. Domani Piero canterá alla Scala.
Per mostrare la situatione, in cui un evento, il momento dell´avvenimento é situato rispetto al momento del riferimento, faccio un esempio.
1. Alle cinque Piero avrá finito i compiti.
Qui il momento dell´avvenimento é anteriore rispetto a un momento di riferimento (alle cinque).
L´aspetto verbale mostra la modalitá con la quale lo svolgimento di un evento viene presentato. La stessa azione viene essere presentata in modi diversi.
1. Quella mattina Piero andava in piscina, quando incontró Giacomo.
2. Quella mattina, Piero andó in piscina.
1 Un evento sull´asse temporale ha ancora un altro nome - il momento dell´avvenimento. Questo e lo spazio di tempo, in cui una frase é vera.
5
Nel primo caso si tratta dell´aspetto imperfettivo- l` azione viene interrotta dall´incontro tra i due amici. La continuazione dell´azione viene lasciata indeterminata. Nel secondo caso invece l´azione é compiuta- Piero é arrivato in piscina (aspetto perfettivo). Caratteristico dell´aspetto perfettivo é che un evento si avviene un´unica volta o molte volte, dove la ripetizione deve essere sempre espressa (l´aspetto perfettivo aoristico). Ma esiste ancora un secondo tipo dell´aspetto perfettivo- l´aspetto perfettivo compiuto. Questo aspetto esprime il perdurare nel momento di riferimento del risultato di un evento giá compiuto in precedenza.
1. Piero era arrivato da due ore. 2
Tranne degli aspetti imperfettivi e perfettivi si distinguono ancora altri tre aspetti: abituale, progressivo e continuo.L´aspetto abituale significa una regolare ripetizione dell´avvenimento, ma senza precisare con esattezza il numero delle ripetizioni.
1. Piero si alzava tutti i giorni alle quattro e mezza. L´aspetto continuo invece presenta un evento non interrotto nel suo svolgimento.
1. Maria era intelligente.
2. Mentre sua moglie cucinava, lui fumava nervosamente.
Anche in questo caso non si puó precisare il numero delle ripetizioni o l´ulteriore svolgimento dell´evento.
Sotto il concetto dell´azione verbale si comprende una classificazione di singoli verbi in base a certe caratteristiche semantiche. In questa classificazione si distinguono cinque tipi di verbii verbi stativi, continuativi, risulativi, trasformativi e puntuali. Il primo tipo, verbi stativi, esprimono una qualitá o uno stato di fatto permamente , non modificabile (p.e.: permanere, esistere, prevedere)
1. Maria é intelligente.
I verbi continuativi indicano che un evento dura un tempo, non ha una precisa meta, ma puó essere interrotto dal soggetto nel corso di uno stesso episodio (p.e:. guardare, pensare, ridere)
1. Antonio dorme.
2 L´aspetto perfettivo compiuto é tipico delle frase composte, dove il verbo puó essere seguito del´indicazioni di tempo introdotte da `da`.
6
Ai verbi risultativi 3 appartengono verbi, che indicano un evento con una estensione temporale, che finirá quando raggiungerá una certa meta.(p.e. imparare, cantare una canzone, mangiare una mela.
1. Piero impara francese.
Verbi trasformativi 4 sono verbi in cui l´inizio e la fine del certo evento sono in relazione di coincidenza.(p.e.: trovare, ritornare, svegliare). Con questi verbi i partecipanti all´evento si trovano al termine del processo in una condizione diversa da quella che valeva in precedenza.
1. Pedro é partito.
2. Mario si é svegliato alle 8.
Verbi puntuali 5 non durano un certo spazio di tempo, ma esprimono un´azione puntuale (p.e.: spaventarsi, stupirsi)
1. Mario si spaventó per il grande cane.
2. Piero ha incontrato Maria.
Dopo questa introduzione nelle categorie dell´aspetto e dell´azione del verbo italiano, vorrei accostarmi piú vicino ai due perfetti.
3 I verbi stativi, continuativi e risultativi si chiamano anche i verbi durative- gli eventi durano nell tempo .
4 I verbi trasformative insieme con i verbi risultativi si chiamano anche i verbi telici, perché tutti i due sono finalzzati al raggiungimento di una metá.
5 I verbi puntuali e i verbi transformativi sono i verbi non- durativi.
7
1. Il perfetto composto
Nell´italiano si possono distinguere due perfetti- il perfetto semplice e il perfetto composto. La denominazione tradizionale dei due perfetti é anche il passato remoto e il passato prossimo.
C´`e una grande divergenza nell´uso dei due tempi passati. Nel Nord dell`Italia é usato piú comunente nella lingua parlata il perfetto composto al posto del perfetto semplice 6 . Nel Sud invece si preferisce usare nell´ italiano parlato il perfetto semplice al posto del perfetto composto. In Toscana e nell´Italia centrale si usano i due tempi, ma con valori diversi.
Il perfetto composto si costruisce con l´aiuto del partizipio passato dei verbi della prima, seconda e terza coniugazione 7 e con uno dei due verbi ausiliari essere o avere. La coniugazione in -a forma il participio passato con -ato (cantato, portato). Nella coniugazione in -i troviamo -ito (partito, finito). Nella coniugazione in -e abbiamo la desinenza -uto (creduto, voluto, saputo), ma ci sono anche molte forme irregulari. Abbiamo per esempio molti participi passati forti sintagmatici con -s, cioé questi, che hanno la loro origine storica nei perfetti latini 8 . Questi sono p.e.: acceso, deciso, mosso o riso. Questa forma forte si presenta particolarmente nei verbi dal tema in -t o -d (accendere, decidere) o in -rgere (immergere- immerso; spargere- sparso). Molti participi passati finiscono anche in -to: detto, letto, risposto o scritto.
Il perfetto composto rappresenta un´azione passata, ma in qualche modo collegata al presente. 9 Si distinguono due relazioni tra il presente e il passato composto. Nel primo caso l´evento perdura, anche al momento dell´enunciazione (l´aspetto inclusivo).
1. Finora le cose sono andate bene.
Nella seconda relazione. un evento é giá anteriore al momento dell´enunciazione, ma gli effetti dell´azione passata perdurano sotto forma di attualitá psicologica (l´aspetto compiuto).
6 Il perfetto semplice si usa nella lingua scitta, inanzi tutto come tempo della narrazione, nella trattatistica storicobiografica, nella letteratura di consumo e nella lingua giornalistica.
7 Il tipo della coniugazione dipende dalla desinenza dell´infinito dei verbi (-are, -ere, -ire).
8 Lepschy, A., Lepschy, G.: La lingua italiana, Firenze, Mailand, 1981, pag. 138.
9 C´`e una regola in cui si dice che il passato prossimo si usa per eventi accaduti durante le ultime ventiquattr ´ore.In: Lepschy,A,L.;Lepschy, G.: Die italienische Sprache, Tübingen ,1986, pag.. 199.
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Arbeit zitieren:
Bozena Esskali, 2002, Analisi grammaticale dei due tempi passati nell´italiano contemporaneo-passato remoto (semplice) e passato prossimo (composto), München, GRIN Verlag GmbH
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