Analisi degli aspetti cinematografici e dell’impatto emotivo nel film francese “Parigi è nostra” di Élisabeth Vogler


Term Paper, 2019

17 Pages, Grade: 1.0


Excerpt

Indice

1. Introduzione

2. Analisi di „Parigi è nostra” di Élisabeth Vogler
2.1. La trama e il tipo di narrazione
2.2. Tecniche cinematografiche
2.2.1. Riprese e montaggi
2.2.2. Luci e colori
2.2.3. Musica
2.3. Impatto emotivo e critica moderna

3. Conclusione

4. Bibliografia

1. Introduzione

“Anche se il mondo è come un aereo che cade, anche se la caduta è lunga, forse possiamo fare qualcosa: credere che sia possibile. Possiamo cambiare insieme il corso di questa caduta, anche se siamo in equilibrio e nel vuoto, anche se l’impatto è inevitabile. C’è qualcosa di forte fra te e me e se domani tutto si sgretolerà, se in un secondo il mondo sparirà, lo terremo dentro di noi come in questa notte in cui tutto è possibile. E se domani tutto crollerà accenderemo un fuoco e ci scalderemo con le macerie del mondo. Sarà la nostra luce, anche se tutto svanirà.”1

Leggendo questa citazione tratta dalle ultime scene del film “Parigi è nostra” di Élisabeth Vogler si può percepire la nota amara da cui è caratterizzato tutto il film. Questo lavoro rappresenterà il tentativo di analisi del film, sia dal punto di vista stilistico che dal punto di vista contenutistico. Nonostante le numerose critiche ricevute e nonostante si abbia accusato Vogler di aver esagerato con metafore e simbolismo2, io credo invece che almeno ne valga la pena di osservare quest’opera con attenzione, lasciandosi invadere dalle più svariate emozioni che ci vengono trasmesse. Nei capitoli seguenti verranno suggeriti degli spunti di riflessione per quanto riguarda molteplici aspetti.

Il capitolo 2 rappresenterà l’analisi dettagliata del film: in 2.1 verrà lasciato spazio alla descrizione del tipo di narratore, dopo aver presentato brevemente la trama della vicenda; in 2.2 si analizzeranno le tecniche utilizzate attraverso le quali il film appare agli occhi dello spettatore e in 2.3 si svolgerà l’analisi contenutistica, cercando di estrapolare il significato profondo racchiuso dietro al lungometraggio. Il terzo capitolo è dedicato ad un breve riepilogo di quanto affermato.

2. Analisi di „Parigi è nostra” di Élisabeth Vogler

Affermando che i film sono dei mezzi di comunicazione, come suggerisce L. Mikos (cfr. MIKOS 2015: 23) è possibile riuscire ad estricarne il messaggio celato nel loro interno attraverso un’analisi approfondita, che è necessario avvenga su più livelli al fine di essere il più completa possibile. Gli ambiti che bisogna analizzare per comprendere al meglio un film complicato e insolito come Parigi è nostra di Élisabeth Vogler sono i seguenti: l’istanza del narratore, che vedremo essere un indizio prezioso per avviare un’analisi psicologica dei personaggi; le tecniche cinematografiche, che rivelano dettagli preziosi per un’analisi ancor più completa e raffinata ed infine è necessario mettere in relazione i primi due campi d’indagine con la realtà socio-culturale della Parigi ritratta dal film.

2.1. La trama e il tipo di narrazione

Nel caso in cui ci si trovasse a doversi confrontare con la trama del film Parigi è nostra, senza avere ancora fatto l’esperienza di guardarlo attentamente, essa potrebbe sembrare troppo semplice, talvolta molto ripetitiva e trarrebbe dunque nell’inganno di un film dallo svolgimento prevedibile. Il filo rosso che è facilmente individuabile all’interno della vicenda già dopo pochi minuti di osservazione è la storia d’amore di due giovani, Anna e Greg, che stanno vivendo una relazione a tratti molto intensa e armoniosa e a tratti soffocante e irrefrenabilmente deleteria. Già nella seconda scena lo spettatore si sente scomodamente partecipe di una lite tra i due giovani che passeggiano per le strade di Parigi e che non rappresenterà la sola eccezione all’instabile armonia tra i protagonisti. Greg decide di trasferirsi a Barcellona per lavoro, ma la relazione con Anna non sembra aver importanza nella sua decisione, tanto da diventare motivo di contrasti e litigi. Inoltre tra i due è presente una differenza notevole che contribuisce alla discordanza: per Greg fare carriera e guadagnare bene rappresentano un modo per realizzarsi nella vita, nonché i suoi più grandi obbiettivi; Anna al contrario “si trascina avanti” come dice Greg, senza avere grandi aspirazioni nella vita e guadagnando il minimo indispensabile grazie ad un lavoro come cameriera.

Avendo però osservato attentamente il film dall’inizio fino alla fine, si comprende che quello appena visto è ben più che il racconto della relazione fragile tra due ragazzi parigini. Vogler infatti si serve dei due giovani utilizzandoli come metafora e personificazione di un problema più che mai attuale ad incidenza sociale, in cui molti francesi, e non solo, potrebbero facilmente riconoscersi. Si tratta di una crisi sociale in una città in cui niente è più dato per scontato: il domani, il futuro, l’essere ancora in vita vengono messi in dubbio dalle numerose umiliazioni degli ultimi tempi, nei quali la Francia si è vista presa di mira da attentati terroristici e catastrofi che hanno avuto una grande risonanza nei media, come ad esempio la tragedia aerea del marzo 20153 che avrà un ruolo anche all’interno del film.

Nonostante dalla vicenda non traspaia uno schema narrativo come lo si conosce in film da uno svolgimento più usuale, ciò non implica che in Parigi è nostra non ci sia il tentativo di un racconto. Come suggeriscono Kaul, Palmier e Skrandies basandosi sulle riflessioni di A.C. Danto, il racconto non è altro che la rappresentazione di una successione di eventi nel proprio ordine cronologico o meno (cfr. KAUL/PALMIER/SKRANDIES 2009: 16-17) e che di conseguenza anche in un susseguirsi incongruo di vicende è rintracciabile un tentativo di narrazione.

Partendo da questo presupposto possiamo dunque affermare che con ogni propria opera un qualsiasi autore soddisfi il bisogno di voler comunicare qualcosa al pubblico (cfr. MIKOS 2015: 23) e che laddove vi sia presente una narrazione o un racconto, è anche indispensabile la presenza di un’istanza che racconti, nel nostro caso si tratta di una voce narratrice fuori campo: quella di Anna, alla quale si affianca talvolta quella di Greg.

Quello però a cui lo spettatore deve fare attenzione riguarda l’attendibilità e l’affidabilità di quanto ci viene raccontato dal narratore fuori campo. Per poterlo capire al meglio è però necessario soffermarsi per un momento ad esaminare i titoli iniziali, quando ancora il film non è cominciato. Quello che ci viene mostrato nella sigla sono infatti delle immagini astratte, dai colori decisi e accompagnate da una musica surreale, che crea già tensione nonostante della trama non si sappia ancora niente. Questo è un chiaro indizio riguardo il genere del film: in questo modo viene svelata la componente surreale ed onirica di cui l’opera che si sta per ammirare è imbevuta. Mikos ci spiega che per poter analizzare e dunque comprendere un film è assolutamente necessario capire in primo luogo a quale genere esso appartenga, poiché da questo dipende il modo in cui le vicende vengono rappresentate e raccontate (MIKOS 2015: 56). I titoli iniziali hanno dunque il ruolo importante di indirizzare lo spettatore ad una visione attenta e svelano in anticipo che il film sarà contrassegnato da una particolare presenza onirica. Uno spettatore che è stato in grado di recepire questi messaggi saprà di conseguenza associare a tale genere determinate caratteristiche tipiche, come per esempio le problematiche dei protagonisti, la struttura del lungometraggio, i temi tipici e così via. Non a caso, subito dopo i primi minuti in cui viene presentato l’incontro in discoteca tra Anna e Greg, parte una voce femminile fuori campo, quella di Anna, che lo spettatore pensa erroneamente si tratti di un’anticipazione della scena che seguirà. Invece la voce continua a raccontare e le immagini successive vengono mostrate senza tono e non sembrano essere coerenti con quello che la voca sta raccontando. È in questo modo che viene introdotto il narratore che si ripresenterà ripetutamente all’interno del film. Tramite questa scelta stilistica si percepisce dunque la presenza di una persona che racconta fatti già accaduti, rivivendoli e commentandoli a posteriori, come se stesse avvenendo un processo di rielaborazione. A questo proposito è però necessario prestare attenzione al fatto che la narratrice potrebbe presentare gli avvenimenti in maniera soggettiva, tramite la propria visione e percezione del mondo circostante che, a seconda del genere del film, può essere più o meno distorta. Nel nostro caso, il narratore cinematografico ha addirittura un ruolo principale all’interno della storia rappresentata in maniera visiva: è come se le due narrazioni avvenissero parallelamente, sia tramite le immagini e le azioni di Anna, sia tramite le proprie riflessioni e ciò che ci racconta la sua voce fuori campo. È per questa ragione che la veridicità e l’affidabilità del narratore diviene d’un tratto dubbiosa. Siccome Anna ci racconta i fatti da un punto di vista prettamente soggettivo, quello che lo spettatore percepisce non ha niente a che vedere con l’oggettività che verrebbe rispettata da un narratore extradiegetico, quindi non coinvolto personalmente nelle vicende. Questa misura non viene adottata senza motivo dalla Vogler: ciò a cui si mira così facendo è la sensibilizzazione di colui che osserva ad alcuni aspetti particolari della psicologia dei personaggi principali (KAUL/PALMIER/SKRANDIES 2009: 38). Tale inaffidabilità diventa particolarmente evidente nel momento in cui vi è un’incongruenza tra il racconto della voce e “la rappresentazione cinematografica della storia” (KAUL/PALMIER/SKRANDIES 2009: 41), come avviene spesso in Parigi è nostra. Nel caso in cui non dovesse risultare semplice stabilire se un film segua uno schema narrativo inaffidabile oppure no, ci vengono in aiuto alcuni aspetti strettamente collegati a tale tipo di narrazione e che sono più facilmente individuabili. Tra questi appartengono, ad esempio, immagini subliminali, immagini surreali, distorte, che non sembrano reali oppure ancora la “tematizzazione del proprio stato mentale” (KAUL/PALMIER/SKRANDIES 2009: 72-74). Quest’ultimo aspetto si presenta alla fine nella sua massima estensione, quando Anna stessa si chiede cosa sia accaduto realmente e cosa invece no, oppure se tutto fosse stato reale o frutto della propria immaginazione.

[...]


1 Citazione dal film “Parigi è nostra” di Élisabeth Vogler.

2 Si confronti https://movieplayer.it/articoli/parigi-e-nostra-recensione-netflix_20406/

3 Si consulti in proposito https://it.wikipedia.org/wiki/Volo_Germanwings_9525

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Details

Title
Analisi degli aspetti cinematografici e dell’impatto emotivo nel film francese “Parigi è nostra” di Élisabeth Vogler
College
University of Cologne
Grade
1.0
Author
Year
2019
Pages
17
Catalog Number
V1131917
ISBN (eBook)
9783346534620
ISBN (Book)
9783346534637
Language
Italian
Tags
Cinema, francese, letteratura, kino, literatur, französisch, Elisabeth Vogler
Quote paper
Arianna Mirata (Author), 2019, Analisi degli aspetti cinematografici e dell’impatto emotivo nel film francese “Parigi è nostra” di Élisabeth Vogler, Munich, GRIN Verlag, https://www.grin.com/document/1131917

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