Gianni Brera ha cosparso il mondo mass-mediatico del giornalismo calcistico con un vocabolario neologico ancora esistente, ed uno stile narrativo innovativo molto divertente. Lo sport del calcio è un fenomeno socio-culturale tanto trasversale che verticale, di un’ampia portata nazionale ed internazionale, senza confini geografici e senza distinzione nella stratificazione dei ceti sociali. La "cultura letteraria giornalistica" Breriana si è diffusa senza subordinarsi ai confini ovvero ai strati del diasistema linguistico dell'italiano e neanche delle altre lingue dell’Europa occidentale.
Indice dei contenuti
1. Introduzione
1.1 Gianni Brera e la letteratura sportiva calcistica
1.2 Come si può distinguere Gianni Brera dagli altri giornalisti sportivi?
2. Argomentazione per rispondere alle due domande
2.1 Prima domanda: Perché si ritiene che Brera abbia creato una nuova lingua per il calcio?
I. Soprannomi o epiteti antonomastici
II. Terminologia di genere metaforico tecnico …
III. Gergo dialettale …
IV. Espressioni idiomatiche di genere allegorico …
2.1.1 Risposta conclusiva alla prima domanda
2.2 Seconda domanda: Perché la cronaca calcistica di Brera è anche considerata una epopea calcistica?
2.2.1 Risposta conclusiva alla seconda domanda
3 Conclusione
Obiettivi e temi della ricerca
Il presente lavoro si propone di analizzare l'apporto metalinguistico e letterario di Gianni Brera al giornalismo sportivo italiano, esplorando come egli abbia trasformato la cronaca calcistica attraverso una nuova lingua e uno stile epico. La ricerca indaga le motivazioni linguistiche dietro il successo di Brera, distinguendo il suo operato dalla cronaca sportiva tradizionale dell'epoca.
- Innovazione lessicale e creazione dei cosiddetti "Brerismi".
- La trasformazione della cronaca sportiva in narrazione epica.
- L'influenza del neorealismo e del contesto socio-culturale del dopoguerra.
- Analisi della struttura narrativa del "Crescendo Breriano".
- La ridefinizione della figura del calciatore come eroe letterario.
Auszug aus dem Buch
1.1 Gianni Brera e la letteratura sportiva calcistica
Gianni Brera, a gran differenza dai suoi famosi contemporanei della letteratura sportiva italiana, è stato un ambizioso e versatile scrittore eppure un giornalista sportivo di gran successo, contraddistinto dalla sua ingombrante attività prediletta da scrittore di cronaca nell’ambito mass-mediatico dell’intrattenimento sportivo e predominantemente calcistico. Contraddistinto dunque dall’suo incessante e arduo impegno nel giornalismo calcistico, esposto sempre ad una continua e dura concorrenza dirimpetto all’intrattenimento sportivo narrato e visualizzato in tempo reale, dirimpetto a quell’intrattenimento calcistico di una infinita portata mass-mediatica, perché trasmesso in vivo dalla radio e dalla televisione.
È addirittura questa ardua lotta di sopravvivenza che lo ha esorto a creare e a scrivere in un nuovo stile letterario-sportivo nel gremito ambito mass-mediatico italiano del 2° dopo-guerra. Ciò gli richiese di scrivere in un linguaggio e uno stile completamente diversi rispetto ai soliti disponibili, per aggiungere e rassicurarsi una posizione distinta e ben conosciuta dai suoi lettori, e per ottenere allo stesso tempo un vantaggio competitivo per promuovere il suo giornale e datore di lavoro.
Per dipingere un quadro del carattere letterario-mediatico del “Arcimatto Brera” non bisogna altro che leggere qualcuna delle sue famose opere del genere giornalistico calcistico per scoprire il suo contagioso senso di umore coniato in vocabolario proprio e trasmesso con un’avvincente abilità letteraria, tanto rispetto all’intrattenimento mediatico che alla sua autorevolezza e competenza sportiva, in una lingua tagliente molte volte insolente e sarcastica. È stato un giornalista e scrittore sempre divertente e intrattenente nell’opinione del popolo lettore che lo accompagnava, ma anche molto discusso e criticato da giornalisti sportivi e letterati tradizionali della sua epoca.
Sintesi dei capitoli
1. Introduzione: Definisce Gianni Brera come un innovatore del giornalismo sportivo nell'Italia del dopoguerra, analizzando la genesi del suo stile distintivo.
1.1 Gianni Brera e la letteratura sportiva calcistica: Esamina il contesto in cui operava Brera, sottolineando la sfida della concorrenza mediatica nel secondo dopoguerra.
1.2 Come si può distinguere Gianni Brera dagli altri giornalisti sportivi?: Presenta le due linee guida d'analisi: l'aspetto meta-linguistico e lo stile narrativo epico.
2. Argomentazione per rispondere alle due domande: Struttura l'analisi dettagliata del lessico e della retorica breriana attraverso esempi concreti.
2.1 Prima domanda: Perché si ritiene che Brera abbia creato una nuova lingua per il calcio?: Analizza la classificazione etimologica dei neologismi di Brera e la loro diffusione.
2.1.1 Risposta conclusiva alla prima domanda: Conclude che Brera ha inventato un vocabolario innovativo che non aveva precedenti nella cronaca scritta italiana.
2.2 Seconda domanda: Perché la cronaca calcistica di Brera è anche considerata una epopea calcistica?: Esplora le affinità tra il calcio narrato da Brera e gli stilemi del racconto epico classico.
2.2.1 Risposta conclusiva alla seconda domanda: Conferma che le cronache di Brera sono vere e proprie narrazioni di gesta eroiche, elevando il calcio a epopea.
3 Conclusione: Sintetizza la figura di Brera come un carattere poliedrico che ha rotto con il passato letterario per inaugurare una nuova epoca nella letteratura sportiva.
Parole chiave
Gianni Brera, calciolinguaggio, giornalismo sportivo, neologismi, Brerismi, stile epico, epopea calcistica, letteratura italiana, dopoguerra, neorealismo, meta-poetica, cronaca sportiva, linguaggio mass-mediatico, Principe della Zolla, Crescendo Breriano.
Domande frequenti (FAQ)
Di cosa tratta fondamentalmente questo saggio?
Il saggio analizza l'apporto innovativo di Gianni Brera al giornalismo sportivo italiano, focalizzandosi sulla creazione di una nuova lingua del calcio e sulla trasformazione della cronaca in un genere epico-letterario.
Quali sono i principali ambiti tematici trattati?
Gli ambiti principali includono la linguistica del giornalismo, l'evoluzione del "calciolinguaggio", il confronto con la tradizione letteraria classica e l'impatto socio-culturale del calcio in Italia nel secondo dopoguerra.
Qual è la domanda centrale o la tesi della ricerca?
La ricerca indaga come e perché Gianni Brera sia riuscito a creare una propria lingua per il calcio e perché le sue cronache debbano essere considerate una vera e propria epopea sportiva.
Quale metodologia scientifica viene applicata?
Il lavoro segue un approccio di analisi metalinguistica, basato su classificazioni etimologiche e sull'analisi stilistica dei testi di Brera, confrontandoli con i canoni del genere epico.
Cosa viene trattato nel corpo centrale dell'opera?
Il nucleo del saggio è suddiviso in due parti: la prima analizza la creazione del lessico breriano (neologismi, soprannomi, termini metaforici); la seconda esamina la struttura epica narrativo-sportiva.
Da quali termini si riconosce lo stile di Brera?
Si riconosce attraverso termini come "abatino", "goleador", "cursore" e locuzioni allegoriche come "arraffare calcio" o "mollare i pappafichi".
Cosa si intende con "Crescendo Breriano"?
È un ritmo narrativo ascendente, spesso segnato dall'uso dei due punti, utilizzato da Brera per concatenare le azioni della partita verso un climax conclusivo.
In che senso Brera è definito "anti-bembista"?
Viene definito così per il suo rifiuto di una norma linguistica rigida e arcaizzante in favore di una lingua viva, idiomatica e vicina alla realtà quotidiana e dialettale.
- Arbeit zitieren
- Siegfried Hotter (Autor:in), 2021, Gianni Brera: Una lingua per il calcio. Il calcio come epica., München, GRIN Verlag, https://www.grin.com/document/1234828