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Lo stile narrativo del sestimo giorno nel 'Decameron' di Giovanni Boccaccio comparato con il 'Satyricon liber' di Petronio

'[...] come ne' lucidi sereni sono le stelle ornamento del cielo [...] così de' laudevoli costumi e de' ragionamenti belli sono i leggiadri motti [...]" (Dec, VI 1)

Title: Lo stile narrativo del sestimo giorno nel 'Decameron' di Giovanni Boccaccio comparato con il 'Satyricon liber' di Petronio

Seminar Paper , 2009 , 25 Pages , Grade: 2,7

Autor:in: Hendrik Keilhauer (Author)

Romance Studies - Comparative Studies
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Summary Excerpt Details

Lo scopo di questa tesina sarà dunque di delineare come ha narrato Giovanni Boccaccio, autore fiorentino del trecento, nel suo Decameron in comparazione con un esempio dall’antichità: Il Satyricon liber di Petronio. Per prima cosa, darò delle notizie biografiche necessarie sulle loro vite e opere.
Inizialmente presenterò la persona del romano Petronio – e che cosa sappiamo oggi di lui e del suo testo frammentario scritto in lingua latina volgare – poi continuerò con il trattamento del nucleo proprio di questa tesina.
Per via del fatto che la teoria dell’arguzia viene già dall’antichità classica, ha ovviamente più senso cominciare dalle radici del fenomeno. Conseguentemente, avrò bisogno quindi di chiarire il termine ‘leggiadro motto’ e di delimitarlo dalla beffa, l’altro concetto letterario. Per finire, tenterò di comparare i due testi in base al loro stile narrativo.
Il tema principale della mia tesina è dunque, se ci siano delle affinità fra le due opere dei due autori e dove ci siano delle differenze a proposito dello stile.

Excerpt


Indice

Introduzione

1. Praeludium siue accessus: informazioni di base e generali sugli autori e le loro opere

1.1. Giovanni Boccaccio ed il Decameron

a) La vita dello scrittore in breve

b) Il Decameron: la macrostruttura

1.2. Petronio – che cosa sappiamo oggi

a) uita C. Petronii Arbitri

b) Il Satyricon liber

2. Nucleus: La sesta giornata – Il concetto dei leggiadri motti: definizione e delimitazione

3. Postludium uel ’έξοδος: paragone dei due testi

Conclusione/Commiato

Obiettivi e Tematiche

L'opera si propone di analizzare le affinità e le divergenze stilistiche tra il "Decameron" di Giovanni Boccaccio e il "Satyricon" di Petronio, concentrandosi in particolare sul concetto di narrazione burlona e sulla funzione del "leggiadro motto" come strumento di difesa intellettuale e sociale nelle opere dei due autori.

  • Analisi comparativa dello stile narrativo in Boccaccio e Petronio.
  • Definizione e delimitazione del concetto di "leggiadro motto" e "beffa".
  • Ruolo della lingua e della retorica nelle opere per fini comici e realistici.
  • Esame delle strutture narrative: la "cornice" nel Decameron e l'episodicità nel Satyricon.
  • Il passaggio dai modelli classici alla modernità letteraria.

Auszug aus dem Buch

1. Praeludium siue accessus: informazioni di base e generali sugli autori e le loro opere

Giovanni Boccaccio nacque, anche se non è stato chiarito assolutamente – perché le testimonianze storiche non affermano tutte la stessa cosa – nel mese di giugno o luglio dell’anno 1313 come figlio illegittimo a Firenze. Giovanni imparò a leggere e scrivere (anche in latino) a casa sua. Poi, il giovanotto fece pratica mercantesca e fu educato per sei anni da un cambista in città perché il padre voleva che Giovanni diventasse commerciante come lui stesso. Ad ogni modo, quest’occupazione non piaceva al figlio e lo ripugnava. L’inclinazione verso la letteratura e lo scrivere cominciò già a quei tempi. Suo padre, consocio del conosciuto e potente banco dei Bardi, fu mandato, quando Giovanni aveva appena 19 anni, a Napoli e lo prese con sé affinché cominciasse qui gli studi di diritto canonico. Ma anche quest’impegno non lo soddisfò. Essendo abbastanza benestante, Boccaccio conduceva una vita piacevole e bazzicava alla corte angioina. Negli anni 1340/41 ritornò alla casa paterna a Firenze, dove nel 1348 visse la grand’epidemia di peste. Dopo questa catastrofe cominciò a scrivere la sua opera cardinale: il Decameron. Quando il libro fu pubblicato, essendo esso un gran successo, attirò l’attenzione dei suoi concittadini che affidarono a Giovanni alcune cariche amministrative fra il 1350 ed il 1355. Nel 1350, egli fece la conoscenza di Francesco Petrarca che diventò suo amico fidato fino alla sua morte e che lui andò a trovare parecchie volte. Petrarca fece di lui il suo scolaro e svegliò in lui la briosità per l’antichità e per la fede. Conseguentemente, Boccaccio si applicò agli studi classici ed umanistici. Come ambasciatore di papa Urbano V andò a Roma nel 1365 e durante questo viaggio, nel monastero di Monte Cassino, riscoprì alcune calligrafie scomparse di Tacito, d’Apuleio e di Marziale. La città di Firenze gli delegò nell’ottobre 1373 l’interpretazione pubblica della Divina Commedia di Dante.

Riassunto dei Capitoli

Introduzione: Il capitolo introduce il tema della narrazione burlona come fenomeno umano universale e definisce lo scopo di confrontare lo stile di Boccaccio con quello di Petronio.

1. Praeludium siue accessus: informazioni di base e generali sugli autori e le loro opere: Vengono presentate le biografie e le opere principali di Giovanni Boccaccio e Petronio, delineando il contesto storico e letterario.

2. Nucleus: La sesta giornata – Il concetto dei leggiadri motti: definizione e delimitazione: Il capitolo analizza teoricamente la natura del motto di spirito e della beffa, collegandoli alla dottrina ciceroniana della dicacitas.

3. Postludium uel ’έξοδος: paragone dei due testi: Questa sezione confronta direttamente le tecniche stilistiche, l'uso dei linguaggi e la funzione della cornice nei due testi.

Conclusione/Commiato: Si tirano le somme del confronto, evidenziando come entrambi gli autori, pur in epoche diverse, abbiano saputo ritrarre l'umanità in modo comico e realistico.

Parole Chiave

Giovanni Boccaccio, Petronio, Decameron, Satyricon, leggiadro motto, beffa, narrazione, stile, realismo, retorica, dicacitas, umanesimo, letteratura, comparazione, comicità.

Domande frequenti

Di cosa tratta fondamentalmente questo studio?

Lo studio analizza le analogie stilistiche e narrative tra il "Decameron" di Boccaccio e il "Satyricon" di Petronio, concentrandosi sul tema della narrazione comica.

Quali sono i campi tematici principali?

I campi principali sono la letteratura comparata, la teoria dell'arguzia (dicacitas), la struttura del romanzo antico e la novella medievale.

Qual è l'obiettivo principale della ricerca?

L'obiettivo è dimostrare come Boccaccio e Petronio utilizzino il linguaggio e l'arguzia per descrivere la realtà umana, rispondendo con vitalità alle sfide del loro tempo.

Quale metodo scientifico viene utilizzato?

Viene adottato un approccio di letteratura comparata, supportato dall'analisi filologica delle fonti, delle definizioni retoriche classiche e della struttura narrativa delle opere.

Cosa viene trattato nel nucleo centrale del lavoro?

Nel nucleo viene analizzata la Sesta giornata del Decameron, focalizzandosi sui "leggiadri motti" come strumenti di difesa verbale e intelligenza sociale.

Quali parole chiave definiscono meglio il lavoro?

Le parole chiave includono Boccaccio, Petronio, narrazione, motto, realismo, retorica e comparazione letteraria.

In che modo la "cornice" funge da elemento narrativo nei due autori?

Mentre in Boccaccio la cornice serve a unire le cento novelle in un progetto unitario, in Petronio la cornice definisce la vicenda centrale dei protagonisti ed è parte integrante della dinamica narrativa.

Come viene interpretata la figura di Trimalcione nel contesto del Satyricon?

Trimalcione viene visto come un personaggio comico e caricaturale che, attraverso il suo linguaggio volgare, permette a Petronio di esercitare una parodia dei costumi neroniani.

Qual è il ruolo del "locus amoenus" nelle due opere?

Il "locus amoenus" viene analizzato come topos letterario che in Boccaccio crea uno spazio accogliente per la narrazione, mentre in Petronio assume contorni ironici legati alla tradizione bucolica.

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Details

Title
Lo stile narrativo del sestimo giorno nel 'Decameron' di Giovanni Boccaccio comparato con il 'Satyricon liber' di Petronio
Subtitle
'[...] come ne' lucidi sereni sono le stelle ornamento del cielo [...] così de' laudevoli costumi e de' ragionamenti belli sono i leggiadri motti [...]" (Dec, VI 1)
College
Christian-Albrechts-University of Kiel  (Romanisches Seminar)
Course
... e cominciò a parlare in cotal' guisa - Novellenerzählen in Frankreich, Italien und anderswo
Grade
2,7
Author
Hendrik Keilhauer (Author)
Publication Year
2009
Pages
25
Catalog Number
V124938
ISBN (eBook)
9783640307852
ISBN (Book)
9783640306060
Language
Italian
Tags
Decameron Giovanni Boccaccio Satyricon Petronio Novellenerzählen Frankreich Italien
Product Safety
GRIN Publishing GmbH
Quote paper
Hendrik Keilhauer (Author), 2009, Lo stile narrativo del sestimo giorno nel 'Decameron' di Giovanni Boccaccio comparato con il 'Satyricon liber' di Petronio, Munich, GRIN Verlag, https://www.grin.com/document/124938
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