In un contesto dedicato all’insegnamento risulta determinante la conoscenza dei meccanismi che entrano in gioco nel momento in cui il cervello apprende una lingua. Scopo del presente lavoro è quello di illustrare le principali teorie che hanno fornito una base teorica e scientifica agli studi di glottodidattica, soffermandosi in particolare sulle scuole di matrice umanistica e sul modello teoretico di Krashen e, successivamente, sui risvolti psicologici che vanno a influire sul processo di apprendimento.
Indice dei contenuti
1. La didattica umanistica
1.1. Approcci e metodi tradizionali
1.2. Gli approcci naturali
1.3. Il ‘Reading Method’
1.4. Gli anni Sessanta e la ‘rivoluzione copernicana’
1.5. L’approccio comunicativo e la nozione di competenza comunicativa
1.6. La glottodidattica novecentesca
1.7. I metodi umanistico-affettivi
2. La teoria di Krashen
2.1. La glottodidattica negli anni Settanta
2.2. The Natural Approach
2.3. La teoria di Krashen
2.4. Le cinque ipotesi
2.4.1. Acquisizione e apprendimento
2.4.2. L’ipotesi del monitor
2.4.3. Input comprensibile
2.4.4. Ordine naturale
2.4.5. Il filtro affettivo
3. Apprendimento e acquisizione
3.1. Aspetti neurologici dell’apprendimento
3.2. L’apprendimento delle lingue straniere
3.3. Aspetti psicologici dell’apprendimento
3.4. Il ruolo della motivazione nel processo di memorizzazione
3.5. La relazione nel processo di apprendimento
3.6. Apprendimento e acquisizione secondo Krashen
4. La valenza delle emozioni nel processo di acquisizione
4.1. L’essenzialità della motivazione
4.2. Il ruolo dell’autostima
4.3. Relazione e apprendimento
Obiettivi e tematiche centrali
Il volume analizza i processi di acquisizione e apprendimento linguistico sotto il profilo glottodidattico e neuroscientifico, focalizzandosi in particolare sulle teorie di Stephen Krashen. L'opera indaga come le emozioni, la motivazione e il filtro affettivo influenzino l'efficacia del percorso di studio, esplorando l'importanza di un contesto educativo relazionale e di approcci didattici che rispettino le dinamiche cerebrali dell'apprendente.
- Evoluzione dei modelli glottodidattici: dai metodi tradizionali agli approcci umanistici.
- Analisi della "Second Language Acquisition Theory" e delle cinque ipotesi krasheniane.
- Ruolo delle neuroscienze e della bimodalità cerebrale nell'elaborazione linguistica.
- Importanza della motivazione e dell'autostima nel processo di memorizzazione a lungo termine.
- Gestione del filtro affettivo e promozione di un ambiente cooperativo in classe.
Auszug aus dem Buch
2.4.5. Il filtro affettivo
La terza condizione che deve verificarsi affinché si abbia acquisizione, e non apprendimento, è rappresentata dall’assenza di barriere o ostacoli tra il nuovo dato (i+1) e il cervello dell’apprendente. Come scrive Balboni (2015), ‘affinché i+1 sia acquisito, quindi, è necessario che non sia inserito il filtro affettivo, altrimenti ciò che si comprende viene collocato nella memoria a breve o medio termine ma non passa ai centri dell’acquisizione stabile e definitiva’67. Krashen ha ideato la metafora del filtro per spiegare quanto lo stato d’animo del discente possa incidere, se non addirittura inficiare, sulla sequenza dei passaggi che caratterizzano il processo di apprendimento che l’organismo traduce in reazioni chimiche molto puntuali: in una condizione predisponente (serena, tranquilla, non ansiogena o competitiva), l’adrenalina si tramuta in noradrenalina, un neurotrasmettitore che agevola la memorizzazione; al contrario, in una condizione di ansia e stress viene prodotto uno steroide che blocca la noradrenalina e conseguentemente l’amigdala (la ghiandola dell’emotività, che rimodula la mente umana di fronte a eventi sgradevoli) e l’ippocampo, la ghiandola che invece ha il compito di azionare i lobi frontali e avviare il processo di memorizzazione.
Il filtro affettivo consiste quindi in un preciso meccanismo di autodifesa, che si attiva nei momenti in cui il discente si trovi in situazioni ansiogene: attività nelle quali lo studente percepisce in pericolo la sua autostima, circostanze in cui egli avverte che la sua immagine (la sua ‘reputazione’ di fronte alla classe) possa venire compromessa o gli vengano fatte richieste di non immediata comprensione.
Riassunto dei capitoli
1. La didattica umanistica: Analizza l'evoluzione storica dei metodi di insegnamento linguistico, evidenziando il passaggio fondamentale dal modelli formalistici all'approccio comunicativo e umanistico.
2. La teoria di Krashen: Presenta il nucleo della "Second Language Acquisition Theory", delineando le cinque ipotesi che spiegano come avviene il processo di acquisizione naturale.
3. Apprendimento e acquisizione: Esplora le basi neurologiche e psicologiche che sottendono all'apprendimento, evidenziando le differenze tra l'acquisizione spontanea e l'apprendimento formale.
4. La valenza delle emozioni nel processo di acquisizione: Approfondisce l'impatto cruciale della motivazione, dell'autostima e della relazione tra docente e discente nel facilitare o bloccare il processo di memorizzazione.
Parole chiave
Glottodidattica, Krashen, acquisizione, apprendimento, input comprensibile, filtro affettivo, motivazione, neurolinguistica, bimodalità cerebrale, memoria, approccio umanistico, competenza comunicativa, zona di sviluppo prossimale, autostima, interlingua.
Domande frequenti
Di cosa tratta principalmente questa pubblicazione?
Il libro si occupa dei processi mentali coinvolti nell'apprendimento delle lingue straniere, analizzando le dinamiche che rendono efficace l'acquisizione linguistica secondo la prospettiva umanistica e la teoria di Stephen Krashen.
Quali sono i campi di studio presi in esame?
L'opera integra glottodidattica, psicologia dell'apprendimento, neuroscienze (bimodalità cerebrale) e pedagogia umanistica per offrire una visione olistica del processo di acquisizione.
Qual è lo scopo principale dell'autore?
L'obiettivo è dimostrare che un apprendimento efficace sia strettamente legato al superamento del filtro affettivo e alla promozione di un ambiente relazionale che stimoli sia la sfera cognitiva che quella emotiva.
Che metodo scientifico viene utilizzato per le tesi proposte?
L'autore si basa su studi linguistici di stampo comparativo, ricerche neuro-biologiche sulla memorizzazione e teorie consolidate sull'intelligenza emotiva e cognitiva.
Cosa viene discusso nel corpo centrale del volume?
Il corpo centrale approfondisce le cinque ipotesi di Krashen, il ruolo del LAD (Language Acquisition Device), la distinzione tra memoria a breve e lungo termine e l'influenza delle dinamiche di gruppo negli istituti scolastici.
Quali termini chiave definiscono il contenuto?
Termini come Acquisizione, Filtro affettivo, Input comprensibile, Bimodalità cerebrale e Motivazione sono i pilastri che caratterizzano l'intera trattazione.
Come definisce l'autore la differenza tra acquisizione e apprendimento?
L'acquisizione è descritta come un processo inconscio e spontaneo che porta a una conoscenza stabile, mentre l'apprendimento è inteso come un processo razionale, transitorio e gestito dall'emisfero sinistro.
In che modo le emozioni influenzano la memorizzazione?
Le emozioni positive stimolano neurotrasmettitori come la noradrenalina, favorendo la memorizzazione, mentre stati di ansia stress producono steroidi che inibiscono l'attività dell'amigdala e dell'ippocampo, bloccando l'apprendimento.
- Quote paper
- Cinzia Di Giacomo (Author), 2024, Krashen e i processi di apprendimento e acquisizione, Munich, GRIN Verlag, https://www.grin.com/document/1521662