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Capire l’antico Egitto attraverso la sua letteratura

Title: Capire l’antico Egitto attraverso la sua letteratura

No Entry , 2026 , 57 Pages

Autor:in: Rüdiger Tessmann (Author)

ThinkShelf: Non-fiction books
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Ogni anno milioni di persone da tutto il mondo si recano in Egitto per ammirare, nei musei, i tesori dei corredi funerari dei faraoni e per contemplare le immagini sulle pareti di templi e tombe. Le iscrizioni in geroglifico sono rimaste illeggibili per milleottocento anni fino alla loro decifrazione, e continuano a rimanere un mistero anche per il turista.

Nelle consuete pubblicazioni informative si fa sì menzione di una letteratura dell’antico Egitto, ma senza renderla davvero concreta. Così, il turista nel Paese del Nilo vede per lo più un mondo di morti. Le immagini, in parte colorate e apparentemente spesso ripetitive, restano in larga misura incomprensibili nonostante le parole introduttive delle guide zelanti, così come incomprensibili restano i segni della scrittura. Il turista vi passa accanto come davanti a vignette dai colori vivaci, le cui nuvolette sono però scritte in caratteri cinesi.

Per me è stata una sorpresa constatare che, attraverso l’accesso alla letteratura degli antichi Egizi — della quale fino ad allora non sapevo nulla — ho trovato un ingresso nel mondo degli Egizi viventi. All’improvviso, gli Egizi dell’epoca dei faraoni divennero per me persone, i cui pensieri e le cui emozioni riuscivo a comprendere, al punto da esserne interiormente toccato e coinvolto. Per questo desidero qui, sotto forma di una raccolta di testi geroglifici tradotti, riferire dei miei sguardi e delle mie intuizioni su questo mondo per me del tutto nuovo.

La saggezza scolastica ci ha fatto credere che la nostra storia delle religioni sia iniziata in Israele e la nostra storia culturale in Grecia. Le testimonianze della letteratura e della poesia, della teologia e della filosofia di Stato dell’antico Egitto ci mostrano invece che le radici della nostra memoria culturale collettiva affondano molto più indietro nel tempo. Poiché, da appassionato dilettante nel campo dell’egittologia, non mi sento vincolato a una precisione scientifica, ho abbreviato arbitrariamente passaggi lunghi o di difficile comprensione — senza però mai falsificarli. Il mio intento principale era suscitare nel lettore la voglia di approfondire ulteriormente l’argomento.

Questo libro, con la sua breve panoramica della letteratura dell’antico Egitto, è particolarmente adatto ai turisti in Egitto che si entusiasmano per la vita quotidiana di quest’epoca affascinante.

Excerpt


Indice

Introduzione

Sintesi della storia

Sintesi geografica

Il Nilo

I geroglifici

La religione nell'antico Egitto

La creazione del mondo

La famiglia divina dei nove

Osiri

Isi

Horo

L'aldilà

Achenaton

La filosofia dello stato

La posizione della donna

Liriche d'amore

Estratti dal libro

Cover: Capire l’antico Egitto attraverso la sua letteratura

I geroglifici – la scrittura sacra

Il turista, guardando le pitture alle pareti dei templi circondate dagli scritti in geroglifici, può essere tratto in inganno da una scrittura così strana e impraticabile e pensare che con essa si possano esprimere solo formule religiose semplici ma non pensieri complessi.

Ma il turista non è la sola vittima di questo errore di valutazione.

Nel suo libro „La memoria culturale“(Biblioteca Einaudi 2) l'egittologo Jan Assmann prende posizione contro l'opinione dello storico americano Havelock il quale sostiene che solo l'alfabeto greco abbia messo in grado la comunicazione scritta di esprimere pensieri filosofici controversi, mentre il sistema dei geroglifici non sarebbe adatto a questo scopo. Jan Assman si oppone energicamente a questa tesi affermando: (pag. 219):

„Non esiste suono, parola, frase, pensiero di qualsiasi lingua che non sia possibile esprimere nella relativa scrittura. La concezione di Havelock delle scritture non alfabetiche, goffe nell'impiego ed estremamente riduttive nella loro qualità di resa, si basa semplicemente su conoscenze insufficienti.“

La scrittura geroglifica ha in comune con quella araba e con quella ebraica l'assenza di vocali. Per esempio, in arabo, il nome „Samir“ si scrive „Smr“. Solo chi conosce la lingua e la scrittura araba sa che si deve pronunciare „Samir“ e non „Sumer“ o.a.

La difficoltà nella lettura dei geroglifici e' che nessuno conosce il suono della lingua parlata degli egiziani antichi. La pronuncia corretta dei nomi dei faraoni si conosce soltanto per quelli ritrovati nella scrittura cuneiforme di Babilonia che comprendeva le vocali.

Per la riproduzione dei nomi stranieri come il nome greco „Aleksandros“ gli egiziani adoperarono le vocali nei geroglifici. Se per l'egittologo rimane irriconoscibile la pronuncia delle vocali di una parola esiste un accordo internazionale di interpolare una „e“, per rendere leggibile la lingua egiziana antica. La parola „la bella“ (questo e' il nome della moglie di Achenaton e anche di quella di Ramesse II) in geroglifici si scrive „nfrt“. Interpolando la vocale „e“ si legge nella letteratura internazionale o Nofretete, Nefertiti o Nefertari facendo attenzione di quale donna si parla.

Il francese Jean-Francois Champollion (1790 – 1832) arrivò alla decifrazione dei geroglifici, da due punti di partenza diversi.

Il primo dalla scoperta che la lingua che i kopti (i cristiani in Egitto) usano nelle loro cerimonie liturgiche deriva dalla lingua degli egiziani antichi. Fu facile per il giovane Champillon, molto dotato nell'apprendimento delle lingue, padroneggiare in breve tempo anche questa.

Il secondo fu il ritrovamento della stele di Rosetta da parte delle truppe napoleoniche sulla quale si trovava scritto il testo di un contratto politico in lingua egiziana antica, in geroglifici e anche in lingua greca antica. Leggere il testo greco antico per Champollion non rappresentava un problema. Nel testo in geroglifici saltava agli occhi che certe parole erano circondate da un cartiglio. Ovviamente queste parole erano i nomi dei re. Le parole corrispondenti nel testo greco gli rivelarono che nel cartiglio erano racchiusi i nomi di Alessandros e di Kleopatra. Fino allora non era chiaro se i geroglifici fossero lettere come fonogrammi o significassero sillabe o intere parole come pittogrammi. Bisognava anche stabilire il senso nel quale il geroglifico era stato scritto, se si leggesse da sinistra a destra come nel greco e nel latino o da destra a sinistra come per l'arabo e per l'ebraico. Ci voleva pazienza e una capacita' analitica straordinaria per capire che tutto questo era giusto. C'erano pittogrammi e geroglifici che significavano una parte di una parola e c'era anche un alfabeto dei fonogrammi. Un altro problema era riconoscere la fine di una parola e l'inizio della seguente. Qualche volta si leggeva da sinistra e qualche volta da destra.

Rendere davvero comprensibile la lingua scritta degli antichi egiziani rimaneva un grande compito per gli scienziati per cento anni ancora.

Per i turisti in Egitto e' un divertimento far incidere il proprio nome su un gioiello. Per questo si usano i fonogrammi che sono più facili da apprendere.

Una donna che si chiama „Anna“ può imparare che una „A“ è raffigurata con un'aquila e una „N“ da un'onda d'acqua.

Allora si puo' scrivere:

Anna = [geroglifici raffigurati]

Uno scriba egiziano invece, per rispettare un criterio estetico e per l'esigenza di occupare il minor spazio scriverebbe le due „N“ come lettere piane una sotto l'altra:

[geroglifici raffigurati]

Se Anna volesse scrivere il proprio nome alla destra della sua foto, dovrebbe mettere i geroglifici in senso inverso cominciando da destra.

[geroglifici raffigurati]

L'uso dei geroglifici come lettere sacre era una parte integrativa nell'arte dell'immagine. Scrittura era arte e arte era scrittura.

Per l'uso quotidiano gli egiziani usarono una scrittura semplificata, ma anche essa derivante dai geroglifici che si chiama scrittura ieratica.

Per esempio le lettere „U“ e „I“ in geroglifici: [geroglifici raffigurati]

e in scrittura ieratica: [geroglifici raffigurati]

[...]

La posizione della donna nella società dell'Antico Egitto

Il matrimonio, la fedeltà l'amore

Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza: Prese del suo frutto e ne mangio', poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anche egli ne mangio'. Allora si aprirono gli occhi, e tutte i due si accorsero di essere nudi. Mose, 1. libro, cap 2, vers 6,7

Il peccato originale della sessualità con la corruzione seduttiva femminile, nel mondo cristiano, per lungo tempo ha influito negativamente sulla posizione della donna. Nel medioevo c'era la convinzione che la donna fosse strumento del diavolo. Tanti santi dovevano infliggersi delle punizioni corporali per liberarsi dai tentativi della seduzione.

Come e' nato questo pensiero di collegare la sessualità con il peccato?

Mose, certamente non ha importato questo pensiero dall'Antico Egitto.

Nell'Antico Egitto la sessualità veniva considerata come espressione della vitalità e della fertilità. Nei templi si vedono raffigurazioni del faraone con il pene eretto come simbolo della sua potenza virile. Concepire e partorire erano espressioni del mistero della vita come un dono divino.

Il principio della femminilità fu originato dall'inizio della creazione del mondo.

Figure divine di grande importanza furono donne, come la Maàt, dea della verità, Iside come madre di Horo, Hathor, dea che rappresentava la creatività femminile. Nelle case reali c'erano donne importanti come la regina Hatsepsut, Teje, Nefertiti, la moglie di Akhenaton o Nefertari, la moglie di Ramesse II, fino a Cleonatra VI

Mentre il faraone poteva avere una o più donne oltre alla moglie, normalmente la famiglia nell'antico Egitto era monogamica.

La donna ebbe pieni diritti di gestire imprese e di fare affari di compravendita indipendentemente. Lo storico greco Erodoto constatava questo fatto con stupore.

Anche l'eventuale fallimento d'un matrimonio era previsto e regolato dalle leggi, come vediamo in un contratto matrimoniale:

Il marito dice:

„Ti ho preso in sposa, tu mi hai portato denaro d'argento, se io ti lascero' e ti odiero' ti restituiro' questo denaro piu' il terzo di quanto avro' guadagnato con te.“

La moglie risponde:

„Tu hai fatto di me la tua sposa, mi hai dato denaro; se io ti abbandonero' e amero' un altro uomo, ti restituiro' quanto ho ricevuto e non pretendero' nulla di quanto avro' guadagnato insieme a te.“

Una convivenza basata sulla fiducia certamente fu desiderabile, come modo di vivere insieme per allevare i bambini, lavorare insieme per aumentare la proprietà familiare. Lettere personali danno testimonianza di questo fatto.

Ma c'erano anche donne con il desiderio di una scappatella occasionale?

Dalla Bibbia conosciamo il caso della moglie di Putifarre che invano cercava di sedurre il bravo Giuseppe:

Ora Giuseppe era bello di forma e avvenente di aspetto.

Dopo questi fatti la moglie del padrone (Potifar) getto' gli occhi su Giuseppe e gli disse: „Unisciti a me!“ Ma egli rifiuto' e disse alla moglie del suo padrone:

„Vedi, il mio signore non mi domanda conto di quanto e' nella sua casa e mi ha dato in mano tutti i suoi averi. Lui stesso non conta piu' di me in questa casa; non mi ha proibito nulla, se non te, perche' sei sua moglie. E come potrei fare questo grande male e peccato contro Dio?“ (Mose, 1. libro, 38. cap, vers 7-9)

Si, la Bibbia ha ragione, queste cose sono successe nell'Antico Egitto come vediamo in un papiro dal 19. dinastia (Epoca dei Ramesse), conservato nel British Museum. Il tentativo della seduzione e anche la calunnia contro l'innocente vengono descritti quasi nello stesso modo. Nel Nuovo Regno, in contrasto alla moralità del Regno Medio, i lettori trovarono piacere nei racconti avventurosi e amorosi.

Il racconto dei due fratelli

C'erano una volta, si dice, due fratelli di una sola madre e di un solo padre. Anubi era il nome del maggiore, Bata il nome del minore. Quando ad Anubi, lui possedeva una casa ed aveva una moglie, mentre il suo fratello minore stava con lui a modo di figlio. Era lui, che gli faceva i vestiti, e andava dietro al suo bestiame nei campi, era lui che arava, che mieteva per lui, che faceva per lui tutti i lavori che riguardano i campi.

Ecco, il fratello minore era un bel giovane vigoroso, di cui non era l'eguale nella terra intera: la forza di un dio era in lui.

Ora dunque, nella stagione dell'aratura gli disse suo fratello maggiore: „Approntaci una coppia di vacche per arare, perche' la terra e' uscita dall'acqua ed e' buona per arare; poi ne andremo al campo con la semente, perche' ci metteremo ad arare domattina“. Cosi disse e il suo fratello minore fece tutte le faccende che gli aveva detto il suo fratello maggiore di fare.

Dopo molto giorni, erano nel campo, e mancavano di semente. Allora egli mando' il suo fratello minore dicendo: „Va' a prendere della semente dal villaggio“. Il fratello minore trovo' la moglie del fratello maggiore mentre si stava pettinando.

Allora le disse: „Alzati, dammi della semente, che torno al campo, perche' il mio fratello maggiore mi aspetta. Non indugiare.“ Allora ella gli disse: „Apri il granaio, e prendi quello che voi. Non far che interrompa il pettinarmi.“

Allora il giovanotto entro' nella sua stalla e prese una grande giara, volendo prendere molta semente. Si carico' di orzo e di frumento e usci' portandoli con sè. Allora ella gli disse: „Quanto pesa cio' che e' sulle tue spalle?“ Egli le rispose: „Frumento, tre sacchi, orzo, due sacchi, totale cinque sacchi, che sono sulla mia spalla.“ Cosi egli le disse. Allora ella parlo' con lui dicendo: „C'e' una grande forza in te! Io vedo il tuo vigore ogni giorno.“ Ella desidero' conoscerlo come si conosce un maschio.

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Details

Title
Capire l’antico Egitto attraverso la sua letteratura
Author
Rüdiger Tessmann (Author)
Publication Year
2026
Pages
57
Catalog Number
V1690622
ISBN (PDF)
9783389174166
ISBN (Book)
9783389174173
Language
Italian
Tags
Ancient Egypt hieroglyphics ancient Egyptian literature Antico Egitto geroglifici letteratura dell'antico Egitto
Product Safety
GRIN Publishing GmbH
Quote paper
Rüdiger Tessmann (Author), 2026, Capire l’antico Egitto attraverso la sua letteratura, Munich, GRIN Verlag, https://www.grin.com/document/1690622
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