L’incrocio tra cinema e moda analizzato nel film “A bout de souffle” di Jean Luc Godard


Essay, 2009

8 Pages, Grade: 1,0


Excerpt

Indice

0 Abstract

1 A bout de souffle
1.1 Nouvelle Vague
1.2 Trama del film
1.3 Persone e soggetti
1.4 Tecnica della ripresa e della narrazione

2 Jean Seberg come icona dello stile
2.1 Trasformazione della società e l’emanzipazione della donna
2.2 Jean Seberg come Patricia Franchini
2.3 Stile come espressione

Letteratura

0 Abstract

Il film e la riproduzione del nostro mondo sono uno specchio della nostra società, del suo sviluppo e delle sue tendenze. Attraverso la possibilità della retrospetività nel film sullo spirito del tempo, sui temi che toccano la società, sulle azioni di registi e attori, non è solo possibile ricevere un’impressione di una certa epoca, ma anche vedere proprio un contesto storico possibile e quindi capire gli sviluppi complessi dall’era poststorico.

Il film non serve solo come opera storica per l’uso di una analisi storica, benche porti alla gente moderna un nuovo resoconto analitico delle proprie tradizioni e valori culturali; inoltre aiuta a porre nuove domande nel conteso sociale e quindi attraverso l’esperienza del tempo storico, esperienza “di seconda mano”, aiuta a concepire e localizzare il nostro cerchio culturale nel sistema complesso.

I materiali che vengono preso nel film per fare vedere per esempio una certa epoca, esprimono oltre al piano linguistico-testuale i filoni e le correnti di una società. Materiali di scena, maschera, moda e lingua formano la quinta ed l’autenticità di una soria. Particolarmente attraverso la moda come lingua, attraverso l’abito come prolungamento della pelle[1] si mostra attraverso un altro canale il processo ed l’ avanzamento.

Il testo seguente tratta una analisi breve del film nouvelle vague“A Bout De Souffle” di Jean Godard, specialmente la protagonista Jean Seberg nel ruolo di Patricia Franchini come un segno dei processi trasformativi della società tra gli anni 50 e 60, tra la nuova vecchia ricerca della sicurezza dopo la seconda guerra mondiale, la probità e gli “swinging sixties”.

1 A bout de souffle

1.1 Nouvelle Vague

Il cinema europeo dopo la guerra mondiale era stato coniato nei anni 50 da registi italiani come Rosselini, Visconti, Fellini e De Sica e dalle loro opere del neorealismo, però nel anno 1959, con l’uscita di “A bout de souffle” si era arrivati alla svolta decisiva. Il soggetto del dopo guerra veniva sostituito con una forma nuova della narrazione filmica, che aspirava al cambiamento, al movimento, ad una espressione adeguata per la modernità. Registi francesi come Truffaut e Chabrol iniziavano a fondare un movimento di stile revoluzionario, la “Nouvelle Vague”. Il anzì più radicale è stato Jean- Luc Godard che creava con il suo debutto “A Bout De Souffle”, una pietra miliare del movimento, che diventava con i suoi elementi artistici un classico della culura pop.

1.2 Trama del film

Il film tratta la storia del microcriminale Michel (Jean- Paul Belmondo), chi fugge dopo l’omicidio di un poliziotto e si trova per una sosta a Parigi. Là lui incontra l’americana Patricia (Jean Seberg), si innamora e restano qualche giorni insieme a Parigi. Michel progetta di andare in Italia, però Patricia lo tradisce, denunciandolo alla polizia.

1.3 Persone e soggetti

La storia è semplice e ricalca vari punti del film noir americano, come i gesti di Humphrey Bogart che Belmondos imita. La trama si sviluppa tra la velocità e le variazioni delle scene accompagnate dal battente ritmo della musica Jazz. Belmondo e Seberg riflettono sull’ amore e sulla via, gironzolano attraverso parigi e seguono propenzioni spontanee. Il film rispecchia il varco agli anni 60, cioè non solo la moda storica e i comportamenti culturali, ma anche il cosidetto “way of life”, lo stile di vita della generazione di allora. I protagonisti sono indecisi, è girovagando che cercano un scopo concreto, un posto fisso nella vita. Jean- Paul Belmondo recita il donnaiolo disinvolto, con un gesto ostinato ma affascinante, tipico francese. Jean Seberg recita la studentessa americana dubbiosa che vende i giornali per sopravvivere e cerca di fare carriera come giornalista e cerca anche se stessa. I caratteri sono dipinti sfiziosi, come spesso nei film die Godard. Entrami esprimono la loro ricerca di senso in discorsi filosofici, per esempio:

Patricia: Se dovessi decidere per la sofferenza oppure per il nulla – cosa sceglieresti?

Michel: Ovviamento il nulla! La sofferenza per me sarebbe un compromesso – per me ci sono solo „tutto oppure niente“!

[...]


[1] cfr. M. McLuhan, 1992, p. 109

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Details

Title
L’incrocio tra cinema e moda analizzato nel film “A bout de souffle” di Jean Luc Godard
College
University of Rome "La Sapienza"
Course
Storia degli eventi espositivi
Grade
1,0
Author
Year
2009
Pages
8
Catalog Number
V170535
ISBN (eBook)
9783640896448
ISBN (Book)
9783640896554
File size
447 KB
Language
Italian
Tags
l’incrocio, jean, godard
Quote paper
Felicitas Aull (Author), 2009, L’incrocio tra cinema e moda analizzato nel film “A bout de souffle” di Jean Luc Godard, Munich, GRIN Verlag, https://www.grin.com/document/170535

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