Insegnare pianoforte nella Scuola Secondaria Superiore di I grado

Quadro normativo, sociale e metodologico - didattico


Essay, 2011

72 Pages


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Inhaltsverzeichnis

CAPITOLO I ASPETTI NORMATIVI
1.1 Introduzione
1.2 Quadro legislativo di riferimento
1.3 Organizzazione attuale dei Corsi ad indirizzo musicale secondo la normativa vigente
1.4 La Riforma dei Conservatori
1.5 La formazione dei docenti
Tabella riassuntiva della normativa in materia di disciplina musicale
1.6 I Licei Coreutici e Musicali: uno sbocco verso il futuro

CAPITOLO II ASPETTI SOCIALI DELL’APPRENDIMENTO STRUMENTALE
2.1 Introduzione
2.2 Valenza educativa e formativa dell’apprendimento strumentale
2.3 La professionalità del docente di strumento
2.4 Relazioni tra musica e vita

CAPITOLO III ASPETTI DIDATTICI DELL’INSEGNAMENTO PIANISTICO
3.1 Introduzione
3.2 La musica d’insieme: uno strumento didattico privilegiato
3.3 Il metodo d’insegnamento intuitivo: differenza tra vecchi e nuovi sistemi d’insegnamento
3.4 Metodi di didattica pianistica sperimentati: considerazioni e ipotesi di un metodo ideale

CAPITOLO IV ASPETTI METODOLOGICI: UTILIZZO DEL METODO CONTRO-INTUITIVO PER LO STUDIO DEL PIANOFORTE
4.1 Introduzione
4.2 Il metodo contro-intuitivo: conoscerlo per sperimentarlo
4.3 La seduta di studio
4.4 L’approccio con un pezzo nuovo: alcune strategie di studio
4.5 L’importanza dello studio a mani separate
4.6 Gli insiemi paralleli
4.7 La memorizzazione
4.8 L’uso del metronomo
4.9 Lo studio a mani unite
4.10 Alcuni aspetti tecnici: consigli utili per l’acquisizione

BIBLIOGRAFIA

BIBLIONET

PRESENTAZIONE

In anni ormai lontani si pensava che la musicalità, come ogni altro talento artistico, fosse un’attitudine innata e che la scuola non avrebbe potuto far molto per chi si fosse scoperto “naturalmente poco versato in campo musicale”.

Attualmente invece, per fortuna, è opinione comune che la musica sia di tutti e che tutti debbano potervi accedere. Dunque essa viene vista non più come prodotto artistico - culturale eccezionale e riservato a pochi eletti, ma come parte integrante del mondo che sperimentiamo ogni giorno, e ciò è dimostrato anche dal fatto che la musica sta man mano occupando una posizione importante nell’ambito della programmazione scolastica.

Di conseguenza è cambiata anche la concezione della competenza musicale: una volta si considerava “predestinato alla carriera musicale” chi aveva l’orecchio assoluto e “musicalmente competente” chi, avendo appreso le regole della grammatica musicale, riusciva a leggere dei brani musicali, a cantarli e ad eseguirli su uno o più strumenti.

Oggi, invece, si considera musicalmente competente chi ha preso coscienza del mondo sonoro che lo circonda, sa orientarvisi ed è in grado di operare delle riflessioni sui brani musicali.

Gli spunti teorici e pratici riportati nei capitoli seguenti vogliono rappresentare proprio un invito a mettere in rilievo le diverse dimensioni della musica: logica, emotiva e motoria.

E proprio perché la musica presenta queste molteplici dimensioni, l’insegnante q chiamato ad essere creativo, preparato musicalmente e pedagogicamente, proponendo ai suoi allievi attività interdisciplinari che siano occasione non solo di apprendimenti musicali, ma anche linguistici, logici, temporali, spaziali, motori, ecc.

L’apprendimento musicale e strumentale, concepito in tale ottica, può rappresentare pertanto un’occasione importante nella formazione e nell’educazione dei ragazzi di oggi, fornendo loro gli strumenti necessari alla costruzione di un equilibrato mondo intellettivo e affettivo.

Il presente saggio sviluppa una proposta metodologica a partire dalle opere di Chuan C. Chang e Ciro Fiorentino, due studiosi che hanno indagato sull’insegnamento/apprendimento musicale, corroborando la riflessione con approfondimenti vertenti su Leggi e Decreti Ministeriali, opere relative all’insegnamento musicale e strumentale, metodi di didattica pianistica ed opere relative alla pratica musicale in un’ottica interdisciplinare.

CAPITOLO I

ASPETTI NORMATIVI

1.1 Introduzione

Negli ultimi anni le istituzioni scolastiche hanno rivolto più attenzione, rispetto al passato, al ruolo che le attività artistiche rivestono nella formazione dei ragazzi e riconsiderato, in particolar modo, la valenza educativa della disciplina musicale. In diverse scuole italiane, infatti, l’Educazione Musicale q stata ampliata ed integrata con l’introduzione dell’insegnamento dello strumento e ciò q stato possibile grazie ad un’evoluzione del quadro normativo proprio a favore della musica.

Prima di approfondire gli aspetti sociali e didattici relativi all’insegnamento dello strumento musicale nella Scuola Secondaria Superiore di I grado, è opportuno ricostruire sinteticamente il percorso normativo che ha determinato l’attuale ordinamento delle Scuole a Indirizzo Musicale.

Le SMIM1 sono il prodotto di un’evoluzione normativa e progettuale che abbraccia l’arco di un trentennio, dal primo decreto del 1975, ai successivi decreti del 1979 e del 1996, fino al Decreto Ministeriale 201/99, attualmente in vigore.

Tale percorso ha avuto un procedere disarmonico a causa delle diverse esigenze di riforma dell’intero assetto scolastico e dei Conservatori stessi e di una non sempre adeguata copertura finanziaria.

Parallelamente all’evolversi della normativa, si sono succeduti convegni di studio e sono state stilate pubblicazioni che hanno dato importanza pedagogica e didattica alla “pratica strumentale”, sviluppando l’idea di una “scuola formativa”, che non esclude né il proseguimento professionalizzante, né il diletto nel suonare.

La concezione di uno studio dello strumento musicale integrato programmaticamente con lo studio delle altre discipline si è man mano delineata nelle scuole italiane, anche se in maniera disordinata sul territorio: da poche decine di scuole si è giunti, oggi, a quasi un migliaio, grazie ai docenti che hanno diffuso questo insegnamento, ai dirigenti scolastici che hanno compreso l’aspetto formativo della musica, ai genitori degli allievi che hanno spinto per l’apertura di tali scuole e grazie anche agli allievi stessi che hanno riportato all’esterno la loro positiva esperienza.

I Corsi, denominati inizialmente ad “Orientamento Musicale” e successivamente a “Indirizzo Musicale”, hanno rappresentato soprattutto un ampliamento dell’offerta formativa della scuola: oggi si sottolinea l’importanza di dare ampio spazio non ad un generico e teorico apprendimento musicale, quanto piuttosto ad una diffusa pratica della musica in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Ne consegue che tale apprendimento è da considerarsi elemento indispensabile che può offrire a tutti i ragazzi la possibilità di sviluppare oltre al proprio “talento”, anche il sentire artistico quale componente essenziale della propria esperienza e della propria identità.

Si riporteranno, di seguito, i vari provvedimenti normativi che hanno sancito la nascita e la riforma delle Istituzioni scolastiche in questione, alle quali si q demandato il compito dell’insegnamento della Musica, dalla nascita della scuola media unica alla successiva obbligatorietà dell’Educazione Musicale, alla sperimentazione, istituzionalizzazione e distribuzione, più o meno omogenea su tutto il territorio nazionale, dell’indirizzo strumentale.

Si attende, allo stato attuale, la normativa che consenta la consequenziale e naturale prosecuzione dello studio musicale nei Licei Coreutici e Musicali e lo sbocco nei Conservatori, a conclusione e completamento di questo ampio panorama legislativo.

1.2 Quadro legislativo di riferimento

Il punto di riferimento legislativo fondamentale per le SMIM è il DM 201/99 che evidenzia i tratti essenziali della struttura didattica -organizzativa dei corsi a Indirizzo Musicale, delineando le indicazioni metodologiche e i programmi relativi all’insegnamento dello strumento.2

Tuttavia, prima di analizzare il DM 201/99, bisogna far riferimento a quanto previsto nei precedenti decreti: il DM 8 settembre 1975 e il DM 3 agosto 1979, che hanno sancito la nascita delle sperimentazioni; il DM 13 febbraio 1996 che ha dato loro una prima riorganizzazione.

DM 8 settembre 1975

Istituisce la sperimentazione solo in alcune scuole medie della regione Lombardia, evidenziando l’importanza formativa ed orientativa della musica. Si riferisce, infatti, ad “una sperimentazione in cui l’insegnamento dell’Educazione musicale connesso con lo studio di strumenti musicali sia integrato nel contesto delle altre discipline, al fine di evidenziare la capacità formativa e orientativa della musica attraverso uno studio non strettamente tecnicistico e nozionistico, ma principalmente culturale, propedeutico per eventuali prosecuzioni nello studio della musica”.

All’art. 1 “La sperimentazione prevede l’insegnamento dell’educazione musicale per tre ore settimanali per classi integrato dallo studio di uno strumento musicale”.

L’art. 2 specifica che “il corso deve essere composto da 15 alunni, a cui viene impartito l’insegnamento di uno strumento musicale, sulla base di due lezioni individuali ciascuna di mezz’ora settimanali”..

L’art. 4 fa riferimento ai programmi e alle metodologie di studio, che devono essere stabiliti dal Comitato Tecnico Scientifico (istituito presso il Conservatorio di musica “G. Verdi” di Milano e presieduto dal Provveditore agli studi di Milano) e ai docenti per l’insegnamento dello strumento che verranno scelti, in prima istanza, tra il personale di ruolo o incaricato e successivamente dalla graduatoria provinciale di Educazione Musicale.

DM 3 agosto 1979 - Corsi sperimentali ad orientamento musicale

Estende la sperimentazione strumentale a tutto il territorio nazionale. L’attivazione o la conferma dei nuovi corsi sperimentali doveva avvenire tramite la presentazione di un progetto al Ministero della Pubblica Istruzione che riportasse anche il motivato parere dei Provveditorati.

L’art. 1 specifica che i corsi devono comprendere “da un minimo di tre a un massimo di cinque specialità strumentali, sulla base di quelle previste nel quadro dei corsi principali dei Conservatori di musica e precisamente: pianoforte, violino, violoncello, oboe, clarinetto, flauto, corno e tromba… q ammesso anche lo studio della chitarra classica (che all’epoca era ancora un corso sperimentale in Conservatorio)…si richiede che le varie specialità strumentali, escluso il pianoforte, siano costituite da un minimo di cinque alunni fino ad un massimo di sei…La sperimentazione musicale prevede quattro ore di insegnamento di materie musicali alla settimana, così suddivise: tre ore di Educazione Musicale (teoria - solfeggio e dettato musicale comprensive delle ore di Educazione Musicale curriculari); un’ora di strumento musicale, impartita in due mezze ore individuali da effettuare, a distanza di giorni, due volte alla settimana. Alla lezione di strumento musicale prenderanno parte due alunni per volta, che saranno impegnati per mezz’ora in lezione individuale, per un’altra mezza ora in ascolto partecipativo”.

L’art. 2 permette la costituzione di apposite graduatorie di nuovi aspiranti per le supplenze di Educazione Musicale (oltre a quelli già inclusi nelle graduatorie provinciali) che sarebbero state stilate tenendo conto di requisiti artistico - didattico - professionali e del diploma specifico per l’insegnamento dello strumento musicale.

L’art. 6 definisce la “prova orientativa - fisico - attitudinale” per l’accertamento del senso ritmico, dell’intonazione della voce e delle caratteristiche fisiche in relazione allo strumento prescelto dall’alunno.

Il DM del 1979 risulta essere molto più articolato e completo rispetto al precedente decreto del 1975, poiché prende in considerazione, in modo più dettagliato, tutti gli aspetti relativi all’assetto organizzativo e didattico dei corsi sperimentali, dalla sistemazione degli orari di lezione, alla prova attitudinale, alla formazione delle classi, alla commissione di valutazione dei titoli artistico - professionali dei docenti, ai costi relativi agli acquisti degli strumenti e delle attrezzature ed inserisce finalmente la musica a pieno titolo fra gli elementi imprescindibili del curricolo formativo.

DM 13 febbraio 1996 - Nuova disciplina della sperimentazione nelle scuole medie ad indirizzo musicale Dà una prima riorganizzazione alla sperimentazione, evolutasi nell’arco del precedente ventennio:

- considera i Corsi a Indirizzo musicale parte integrante della programmazione educativo - didattica, ritenendoli propedeutici alla prosecuzione degli studi musicali;
- ritiene l’apprendimento strumentale mezzo di espressione e comunicazione;
- definisce l’apprendimento strumentale, per la sua valenza espressiva e comunicativa, occasione di integrazione e di crescita anche per gli alunni in situazione di svantaggio;
- prevede spazio per la musica d’insieme;
- inserisce la prova di strumento negli esami di licenza media e prevede l’attestazione della frequenza;
- stabilisce che la commissione che predispone e svolge la prova orientativo - attitudinale deve essere formata dai docenti di strumento e di educazione musicale del corso e presieduta dal Preside, svincolando quindi la sperimentazione dal conservatorio.

Per ciò che concerne, in maniera specifica, l’organizzazione del corso sperimentale, esso:

“…si articola sull’insegnamento di non meno di tre strumenti, scelti fra almeno tre dei seguenti gruppi: strumenti a tastiera, strumenti a corda, strumenti a fiato, strumenti a percussione. All’interno delle classi del corso sperimentale deve costituirsi un gruppo di almeno cinque o sei alunni per ciascuno strumento prescelto…Nel corso sperimentale sono assegnate alle discipline musicali quattro ore settimanali così suddivise. Tre ore di Educazione Musicale, di cui una di solfeggio; un’ora individuale di strumento musicale…Nell’ambito del monte ore complessivo dell’insegnamento strumentale il Collegio dei docenti individua una quota non superiore al 20% nella quale, al fine di favorire momenti e processi interattivi ed associativi, gli alunni dei corsi sperimentali, con la compresenza dei docenti delle varie specialità musicali, svolgono attività di musica d’insieme”.

In riferimento al reclutamento dei docenti, inoltre:

“L’insegnamento di strumento nei corsi sperimentali q conferito a docenti di Educazione Musicale a tempo indeterminato…ovvero ad aspiranti a supplenze purchè i predetti siano in possesso di particolari requisiti artistici, professionali e didattici e del diploma specifico…Per ciascuno strumento è compilato un apposito elenco prioritario, permanente ed aggiornabile ogni triennio, nel quale sono iscritti, a domanda, i docenti…graduati secondo l’ordine del punteggio a ciascuno attribuito sulla base della tabella di valutazione…Nell’ambito degli elenchi prioritari per ciascuna specialità strumentale è attribuita precedenza assoluta nella costituzione del rapporto di lavoro ai docenti di Educazione Musicale a tempo indeterminato…Oltre agli elenchi prioritari sono compilati anche degli elenchi aggiuntivi nei quali sono graduati, secondo l’ordine del punteggio attribuito, coloro che non abbiano raggiunto il punteggio minimo di idoneità… Gli elenchi aggiuntivi saranno utilizzati per la costituzione dei rapporti di lavoro qualora i candidati che abbiano conseguito l’idoneità non siano sufficienti a coprire i posti disponibili ovvero nessuno l’abbia conseguita…Nel caso di esaurimento dell’elenco prioritario e dell’annesso elenco aggiuntivo i Provveditorati agli studi faranno ricorso alla graduatoria vigente per il conferimento delle supplenze di Educazione Musicale”.

Tra i decreti sopra citati e il DM 6 agosto 1999 n. 201, il più rilevante, come già detto, in merito ai Corsi ad Indirizzo Musicale, intercorrono tre importanti norme legislative:

la L 15 marzo 1997 n. 59 - Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa; il DPR 8 marzo 1999 n. 275 - Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche ai sensi dell’art. 21 della legge 15 marzo 1997 n. 59;

la L 3 maggio 1999 n. 124 - Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico.

Le prime due attribuiscono personalità giuridica e autonomia organizzativa e didattica alle istituzioni scolastiche e ai Conservatori. In particolare il DPR n. 275/99 assegna flessibilità organizzativa alle lezioni per cui, utilizzando la flessibilità oraria, molte SMIM sono riuscite a ricavare tempi destinati alla musica d’insieme. Inoltre l’autonomia organizzativa (citata nell’art. 5) permette a tali scuole maggiore elasticità nell’impiego dei docenti, nell’orario complessivo del curricolo e nell’orario destinato alle singole discipline e attività. La terza norma, la L n. 124/99, riconduce ad ordinamento i corsi a indirizzo musicale, autorizzati in precedenza solo in via sperimentale. Il comma 9 dell’art. 11, infatti, recita: “A decorrere dall'anno scolastico 1999 - 2000, i corsi a indirizzo musicale, autorizzati in via sperimentale nella scuola media e funzionanti nell'anno scolastico 1998 - 1999, sono ricondotti a ordinamento. In tali corsi lo specifico insegnamento di strumento musicale costituisce integrazione interdisciplinare ed arricchimento dell'insegnamento obbligatorio dell'educazione musicale. Il Ministro della pubblica istruzione con proprio decreto stabilisce le tipologie di strumenti musicali insegnati, i programmi, gli orari, le prove d'esame e l'articolazione delle cattedre provvedendo anche all'istituzione di una specifica classe di concorso di strumento musicale. I docenti che hanno prestato 360 giorni di servizio effettivo nell'insegnamento sperimentale di strumento musicale nella scuola media nel periodo compreso tra l'anno scolastico 1989-1990 e la data di entrata in vigore della presente legge, di cui almeno 180 giorni a decorrere dall'anno scolastico 1994 - 1995, sono immessi in ruolo su tutti i posti annualmente disponibili a decorrere dall'anno scolastico 1999 - 2000 ai sensi della normativa vigente. A tal fine essi sono inseriti, a domanda, nelle graduatorie permanenti… da istituire per la nuova classe di concorso dopo l'espletamento della sessione riservata di cui al successivo periodo. Per i docenti che non siano in possesso dell'abilitazione all'insegnamento di educazione musicale nella scuola media l'inclusione nelle graduatorie permanenti è subordinata al superamento della sessione riservata di esami di abilitazione all'insegnamento, da indire per la nuova classe di concorso…”

1.3 Organizzazione attuale dei Corsi ad indirizzo musicale secondo la normativa vigente

Il DM 6 agosto 1999 n. 201 - Corsi ad Indirizzo Musicale nella scuola media - Riconduzione e ordinamento - Istituzione classe di concorso di “strumento musicale” nella scuola media costituisce il punto di appoggio fondamentale per le SMIM poiché non solo ne approfondisce gli aspetti organizzativi e a didattici, ma fornisce anche le indicazioni metodologiche di insegnamento, evidenziando i programmi relativi a ciascuno strumento musicale.3

L’art. 1, ripreso nelle indicazioni generali dell’allegato A, definisce l’insegnamento dello strumento musicale “integrazione interdisciplinare ed arricchimento dell’insegnamento obbligatorio dell’educazione musicale”; lo inserisce “nell’ambito della programmazione educativo -didattica dei Consigli di classe e del Collegio Docenti”; ne definisce le finalità principali.

L’art. 2 fissa solo in 4 il numero di strumenti per ogni corso.

L’art. 3 non impone più il solfeggio, ma parla di “teoria e lettura della musica”, per un ora settimanale, permettendo, nel quadro dell’autonomia, altre forme organizzative finalizzate all’ottimizzazione delle risorse.

L’art. 8 prevede la verifica delle competenze esecutive individuali e/o d’insieme in sede di colloquio pluridisciplinare dell’esame di licenza media.

Nell’allegato A, per la prima volta, vengono fornite delucidazioni approfondite, seppur non ancora dettagliate in livelli e competenze, sull’insegnamento strumentale.4

Nel paragrafo 1. -Indicazioni generali- si rileva che l’insegnamento strumentale aderisce alle finalità della scuola media e del progetto complessivo della formazione della persona; le finalità dell’Educazione Musicale vengono orientate verso quelle dell’insegnamento strumentale. L’apprendimento musicale viene inteso come capacità di lettura critica della realtà e di conoscenza ed espressione emotiva da parte dell’alunno; viene data importanza alla musica corale e strumentale d’insieme, che pongono l’alunno in relazione attiva con altri soggetti.

Nel paragrafo 2. -Orientamenti formativi- sono delineate le finalità principali dell’insegnamento strumentale:

- formazione globale dell’individuo , come occasione di maturazione logica, espressiva e comunicativa;
- sviluppo nell’alunno oltre che della dimensione cognitiva, anche di quella pratico - operativa, estetico - emotiva, improvvisativo - compositiva;
- orientamento delle potenzialità dell’alunno, maggiore coscienza di sé e maggiore capacità di rapportarsi al sociale;
- integrazione e crescita per gli alunni in situazione di svantaggio.
- La pratica strumentale, in particolare:
- sviluppa l’organizzazione della gestualità in rapporto al sistema operativo dello strumento, concorrendo allo sviluppo delle abilità senso - motorie;
- permette all’alunno di accedere al linguaggio simbolico;
- sviluppa la capacità di valutazione critico - estetica;
- sviluppa la dimensione creativa.

Nel paragrafo 3. -Obiettivi di apprendimento- sono stabiliti gli obiettivi generali dell’insegnamento strumentale:

- dominio tecnico del proprio strumento;
- produzione di autonome elaborazioni di materiali sonori;
- lettura ritmica e intonata e conoscenze di teoria musicale;
- consapevolezza del rapporto tra l’attività senso - motoria legata allo strumento e i propri stati emotivi;
- controllo del proprio stato emotivo in funzione dell’efficacia della comunicazione.

Nel paragrafo 4. -Contenuti fondamentali- sono delineati i contenuti delle singole specificità strumentali: postura, capacità di decodificazione, padronanza dello strumento, esecuzione consapevole, acquisizione del metodo di studio, promozione della dimensione socializzante.

Nel paragrafo 5. -Competenze e criteri di valutazione- sono stabilite le competenze musicali generali (conoscenza della sintassi musicale, dei generi e delle forme musicali e strumentali, capacità di interpretazione storico - stilistica e capacità di lettura ritmica e intonata) e strumentali (capacità di lettura allo strumento, competenze tecniche in relazione allo strumento e alla pratica collettiva, capacità di esecuzione e ascolto nella pratica collettiva e individuale, esecuzione e interpretazione allo strumento).

Nel paragrafo 6. -Esemplificazioni metodologiche- sono indicati gli strumenti metodologici più importanti per la pratica strumentale: musica d’insieme, pratica vocale, ascolto, utilizzo di tecnologie elettroniche.

Tali metodologie devono essere considerate anche in un’ottica di infra e interdisciplinarietà.

Nel paragrafo 7. -Strumenti musicali e indicazioni programmatichesi riportano i programmi relativi ai singoli strumenti. Ai fini del presente lavoro si riporta esclusivamente il programma di pianoforte, da svolgersi nell’arco dell’intero triennio scolastico:

“Tutte le abilità pianistiche sotto elencate vanno intese come comprensive degli aspetti dinamici, timbrici e delle varie modalità d'attacco del tasto e uso dei pedali.

- Mano chiusa (dita su gradi congiunti): scale, abbellimenti, cinque note non consecutive, note ribattute, glissandi;
- mano aperta (dita su gradi disgiunti): arpeggi, passaggi per gradi disgiunti;
- bicordi e accordi: terze, seste, ottave, altri bicordi, accordi, clusters;
- salti: note singole, bicordi, ottave, accordi, clusters.

Alla fine del triennio l'alunno dovrà saper leggere a prima vista musiche tratte dai primi metodi per pianoforte e dovrà saper eseguire con consapevolezza interpretativa almeno una composizione tratta dal repertorio solistico o d'insieme per ciascuna delle seguenti aree:

- Danza (ad esempio: F. Schubert, Ländler e Valzer; B. Bartòk, For children, ecc.)
- Pezzo di carattere (ad esempio: R. Schumann, Album per la gioventù; S. Prokofiev, Music for children; una canzone o standard jazzistico con sigle realizzate dall'alunno, ecc.)
- Forme polifoniche e forme-sonata (ad esempio: J.S.Bach, Preludi e fughette; F.J.Haydn, Divertimenti; L. van Beethoven, Sonatine ecc.)
- Variazioni (Variazioni facili di Mozart e di Beethoven, Variazioni facili di autori del '900, ecc.)”

[...]


1 La sigla SMIM sta per Scuola Media ad Indirizzo Musicale; attualmente la denominazione corretta è Scuola Secondaria di I Grado a Indirizzo Musicale, ma tale sigla, seppur obsoleta, viene oggi ampiamente utilizzata per comodità e diffusione.

2 Fiorentino C., Orlando M. (2008), L’insegnamento musicale, Carish

3 Ivi

4 Ivi

Excerpt out of 72 pages

Details

Title
Insegnare pianoforte nella Scuola Secondaria Superiore di I grado
Subtitle
Quadro normativo, sociale e metodologico - didattico
Author
Year
2011
Pages
72
Catalog Number
V172370
ISBN (eBook)
9783640922024
ISBN (Book)
9783640922031
File size
830 KB
Language
Italian
Notes
Il lavoro propone in apertura un dettagliato quadro normativo relativo all’introduzione dello studio dello strumento musicale nella Scuola Secondaria Superiore di I grado e all’organizzazione attuale dei Corsi ad Indirizzo musicale, prosegue considerando l’aspetto sociale della formazione musicale e strumentale e la sua valenza formativa, si conclude, infine, con una approfondita riflessione metodologica, condotta sulla base delle proposte avanzate dallo studioso Chuan C. Chang, teorico del "metodo contro-intuitivo".
Tags
Indirizzo musicale, SMIM, D. M. 6 agosto 1999 n.201, formazione, apprendimento strumentale, strumento, Barenboim, didattica pianistica, musica d’insieme, metodo intuitivo, metodi per pianoforte, formazione musicale, metodo contro-intuitivo, Chang, insiemi paralleli.
Quote paper
Professor Cristina Flocco (Author), 2011, Insegnare pianoforte nella Scuola Secondaria Superiore di I grado, Munich, GRIN Verlag, https://www.grin.com/document/172370

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