Nishimura Kyōtarō e il suo 'Mystery del viaggio'


Term Paper, 2015
31 Pages, Grade: 30/30

Excerpt

Contenuto

1- La vita e l’attività letteraria

2 - Totsugawa e il mystery del viaggio

3 - Note sulla scrittura dell'autore

4 – Conclusioni

5 – Bibliografia

1- La vita e l’attività letteraria

Ellery Queen, nell’introduzione della sua raccolta di storie d’investigazione giapponesi, spiega che la popolarità del mystery in Giappone nell’epoca contemporanea è dovuta alla capacità del genere di “fornire una scappatoia dalla nervosa vita urbana”[1] propria del paese. Non è un caso che la maggior parte dei giapponesi ami leggere durante i viaggi, in metropolitana o in treno dal luogo di lavoro verso casa e viceversa, e che ci siano non pochi giapponesi a cimentarsi nella scrittura di tali storie. Gli scrittori che possono essere definiti autori di mystery, di successo o meno, sono effettivamente molti, come conferma l’alto numero di vendite di simili racconti. Gli autori che acquistano fama e riconoscimenti, ottenendo un posto tra i grandi nomi della letteratura poliziesca, sono in continua crescita.

Il mystery dagli anni sessanta, periodo che vide il suo più grande maestro Matsumoto Seichō (松本清張, 1909-1992) definirne la sua dimensione sociale,[2] ha subito un profondo cambiamento ed è proprio da quello che ha continuato ad evolversi, fino a giungere all’attuale era del racconto d’investigazione definita come Neo-sociale,[3] dove la corruzione del governo, lo spionaggio industriale e il crimine organizzato sono i temi più trattati. Due particolarità che da sempre differenziano il mystery giapponese da quello occidentale permangono: raramente si fa uso di armi da fuoco e la famiglia e l’onore sono spesso i motivi per cui si commette un omicidio, nel tentativo di proteggere la propria reputazione o quella dei familiari,[4] caratteristiche presenti nei lavori delle personalità più note nel campo e quasi sconosciute in occidente, come il più giovane Kitakata Kenzo (北方謙三, n. 1947). Ci sono però dei racconti che condividono solo in parte le proprietà attribuite ai lavori di questi autori e si tratta di quelli realizzati da un altro nome molto conosciuto in Giappone e poco diffuso all’estero: Nishimura Kyōtarō (西村京太郎, n. 1930), esempio davvero interessante dello sviluppo del mystery. La sua popolarità è in parte dovuta alla creazione di vari personaggi, uno in particolare, che possono essere seguiti nella loro evoluzione durante i racconti. La fama dell'autore è attestata dall’uso di alcune sue storie come trame dei giochi della Nintendo DS: basta navigare su internet per rendersene conto.

Il vero nome di Nishimura Kyōtarō, soprannome usato dal 1958, è Yajima Kihachirō 矢島喜八郎: dopo essersi fatto chiamare per qualche tempo Kurokawa Shunsuke 黒川俊介, opta per quello definitivo di Nishimura Kyōtarō, nato dalla combinazione del cognome di una persona anziana di sua conoscenza e per la quale aveva molto rispetto, un tale Nishimura, con il nome Kyōtarō, scelto esclusivamente per il riferimento esplicito con Tōkyō 東京, a lui cara.[5] L’autore, infatti, è nato il 6 Settembre del 1930 nella città di Oyamachō小山町 nel distretto di Ebara荏原 (ora Shinagawa品川) dell’area metropolitana di Tōkyō.[6] Sul finire della guerra si iscrive alla Tōkyō rikugun jōnen gakkō (東京陸軍幼年学校, Scuola dei cadetti militari di Tōkyō), poi prende la laurea alla Toritsu kōgyō senmon gakkō (都立工業専門学校, Scuola Specialistica Industriale Metropolitana, ora Tōkyō toritsu sangyō gijutsu kōtō senmon gakkō, 東京都立産業技術高等専門学校, Scuola Specialistica Superiore dell’Industria Tecnologica di Tōkyō). Dopodiché, passati ben dieci anni al servizio del Jinjiin (人事院), l’Ente Nazionale del Personale, si dimette dall’impiego per dedicarsi alla scrittura. Nel frattempo svolge varie mansioni: autista di camion, investigatore privato, vigilante all’ippodromo, agente assicurativo. Il lavoro da investigatore privato gli sarà molto d’aiuto, sebbene abbia una considerazione poco positiva dei suoi colleghi: “Gli investigatori privati dei romanzi sono brave persone. Quelli veri ho capito quanto siano loschi (…) visto che non hanno bisogno di possedere grandi capacità sembra più un ritrovo per falliti. Quindi in genere diventano degli affamati di soldi”.[7]

La sua passione per i libri è precedente alla maturità: già alle elementari, l’autore racconta di essere rimasto affascinato dai racconti polizieschi di Edogawa Ranpo (江戸川乱歩, 1894-1965) e di aver letto, da allora in avanti, tutti i mystery pubblicati dalla Editrice Hayakawa e dalla Tōkyō Pubblicazioni come quelli di Dickson Carr o Ellery Queen, ad esempio. Ricorda l’attrazione che il mystery esercitava su di lui: “Il cosiddetto piacere del mystery risiede tutto nel leggerlo con la massima attenzione pensando e ripensando a chi può essere il colpevole? Si, penso proprio che sia così e quando questo viene svelato all’ultimo minuto è come uno choc: mi piace quella sensazione. Mi fa sentire trepidante (…)”; nei racconti di mystery “credi di sapere chi sia il colpevole ma la verità è un’altra: questo è davvero un programma interessante”.[8]

A circa vent’anni, fondò con un suo compagno il giornale di un gruppo letterario dal nome Papirusu (パピルス, Il papiro). Allora non aveva cominciato ancora a scrivere racconti d’investigazione, ma disegnava semplicemente illustrazioni per libri in ciclostile. Poi “volli diventare uno scrittore e mentre svolgevo il mio lavoro da funzionario pubblico mi iscrissi a premi di varie riviste di fiction, ma senza risultato. Fu all’età di trentuno anni che il mio racconto kuro no kioku (黒の記憶, Memorie del sospetto) fu pubblicato per la prima volta sulla rivista specializzata nel genere investigativo Hōseki 宝石 nel 1961. Nei due anni seguenti circa, Yuganda asa (歪んだ朝, Il mattino deforme) si è qualificato al premio esordienti Hōru yomimono (オール讀物, Letture di rottura). Questo mi ha dato subito la speranza che avrei potuto vivere da scrittore”.[9] Se è a trentatré anni che ha la prima soddisfazione con una seconda qualifica al suddetto premio esordienti, è nel 1965, due anni dopo, che ottiene il primo vero successo: la vittoria al decimo Premio Edogawa Ranpo (Edogawa Ranpo-sho, 江戸川乱歩賞) con Tenshi no shoukon (天使の傷痕, La cicatrice ad angelo). A quei tempi la maggior parte delle storie mystery erano a sfondo sociale, ma Nishimura passa con disinvoltura da una tipologia ad un’altra: “Proprio quando avevo appena debuttato, non sapendo cosa fosse meglio scrivere, ho composto vari tipi d’opere. Se è vero che al tempo esistevano lavori in cui si trattava di seri problemi sociali, c’erano pure i mystery detti ‘della costa’ basati sul tema del mare e della nave, ma erano presenti anche quelli parodistici in cui comparivano gli eroi di lavori famosi, come l’ispettore Maigret di Georges Simenon o del grande detective Poirot di Agatha Christie”.[10] L’ampio stile letterario comprende: il racconto di spy a trentasei anni, D-kikanjouhou (D機関情報, Il sistema informativo D); il classico genere investigativo a quarantun’anni con Koroshi no soukyokusen (殺しの双曲線,L’iperbole dell’assassino); il genere investigativo sentimentale a quarantatré con Kijomen satsujin jiken (鬼女面殺人事件, Il caso dell’omicidio della maschera teatrale della demonessa); il racconto futuristico con Nijū seiki burūsu (21世紀ブルース, Blues del 21° secolo). Molti dei suoi primi racconti sono su sciagure marittime, a causa dell’amore dell’autore per il mare, e sui sequestri di persona, scelti perché Nishimura credeva che proprio tali crimini fossero più adatti alle storie d’investigazione per le grandi capacità intellettive richieste. A quarantatré anni, scoppiò il grande boom di vendite: la fama raggiunta dallo scrittore fu dovuta alla creazione di un particolare tipo di mystery, quello di viaggio. Dopo aver vinto nel 1967 il Monbu daini shō (文部大臣賞, Premio del Ministero dell’educazione) con il racconto Taiyō to suna (太陽と砂, Sole e Sabbia), nel 1981 vince il trentaquattresimo Nihon suiri sakka kyōkaishō 日本推理作家協会賞 (Premio degli scrittori d’investigazione del Giappone) con Shuchakuesa satsujin jiken (終着駅殺人事件, L’omicidio al capolinea). Da questo momento in poi si raffinerà nella serie di mystery con protagonista Totsugawa十津川, continuando le sue ricerche nell’attività letteraria.

Nella vita privata condividerà la passione per la letteratura con la scrittrice Yamamura Misa (山村美紗, 1934-1996) rivale sul lavoro poiché scrittrice di gialli. Nella homepage del suo sito c’è una sezione dedicata alla compagna, definita l’Agatha Christie giapponese.[11] L’incontro tra i due avviene quando la donna gli invia una cartolina illustrata dell’Hokkaidō contenente le proprie impressioni su Meitantei nanka kowakunai (名探偵なんか怖くない, Un gran detective non ha paura). I due si scambiano due promesse: “La prima, è che la persona che rimarrà in vita si farà carico del funerale di quella morta, la seconda è che finirà i racconti lasciati incompleti”.[12] Perciò Nishimura completò i due lavori Tatsuno musha gyouretsu satsujin jiken (龍野武者行列殺人事件, Il caso dell’omicidio alla parata del guerriero Tatsuno) e Ariwara Narihira satsujin jiken (在原業平殺人事件, Il caso dell’omicidio di Ariwara no Narihira). La figlia della scrittrice, Yamamura Misa,[13] reciterà poi in molti drammi tratti dalle opere di Nishimura, tra cui la serie dell’ispettore Totsugawa. Le emittenti televisive, infatti, facevano e fanno tuttora a gara per trasmettere serie Tv che sceneggiano le trame e i personaggi creati dal popolare scrittore: la Asahi Tv (テレビ朝日, Terebi Asahi), la TBS, la Tōkyō Tv (テレビ東京, Terebi Tōkyō) tra le più note. Nel 2004 è stato realizzato anche un film, Koibitoha sunaipā (恋人はスナイパー, L’amore è un cecchino), basato sul suo libro Karei naru yūkai (華麗なる誘拐 , La fusione che si fa splendore, 1982). Fu proprio la TBS a dare il titolo di Nishimura Kyōtarō sasupensu shiriizu (西村京太郎サスペンスシリーズ), ovvero Serie di suspense di Nishimura Kyōtarō, ai drammi televisivi tratti dai suoi lavori, definizione che non ha affatto infastidito l’autore: “Per me, tra i due (suspense e mystery) non è che ci sia una rigida separazione: è solo che, in confronto al mystery, nel quale spesso vengono inseriti i più svariati trucchi, nella suspense diventa principale la descrizione dell’essere umano. C’è questa differenza. E, oltre a ritrarre le persone, dà al protagonista il peso maggiore”.[14] Un esempio possiamo trovarlo in Kyōto, Atami, Zettai no kajima satsui no wana (京都-熱海-絶海の孤島殺意の罠, La trappola d’intenzione omicida a Kajima di Kyōto, Atami e Zettai), una storia che ha per protagonista un detective privato detto Arata Isshin (新一新, nome scelto dall’autore perché facilmente memorizzabile), che indaga sulla morte del padre.

Il Nishimura Kyōtarō kinenkan (西村京太郎記念館, Palazzo commemorativo di Nishimura Kyōtarō) è un altro segno della fama ottenuta dallo scrittore: questo difatti è un museo, inaugurato nel 2001, che espone vari materiali riguardanti l’autore. Si trova nella città di Yugawara湯河, nel distretto di Ashigarashimo 足柄下 della prefettura di Kanagawa神奈川.[15] Nishimura si è infatti trasferito nella città di Yugawara dopo essersi ammalato, motivo per il quale il museo è stato aperto proprio lì. Le informazioni conservate nell’edificio sono preziose e infinite, così come il numero dei suoi lavori: più di quattrocento, con oltre due milioni di copie pubblicate. Record stabilito solo da Nishimura ed un altro autore giapponese, Akagawa Jirō (赤川次郎, n. 1948).

2 - Totsugawa e il mystery del viaggio

La peculiarità di Nishimura è la precisione con la quale espone i vari dettagli delle vicende narrate, soprattutto nel caso si tratti di date e ancor di più di orari, non a caso i veri protagonisti delle sue storie. Lo scrittore ha dato il via, infatti, al cosiddetto “mystery del viaggio”, dove i casi di crimine che accadono non possono essere risolti se non dopo una approfondita conoscenza degli orari e del funzionamento del trasporto in generale. I mezzi di trasporto sono parte integrante della vita del giapponese moderno e la metropolitana, le stazioni ferroviarie, sono quelle più frequentate dal cittadino medio nella propria quotidianità: basti pensare alle figure dello oshiya (押し屋) o dello hagitoriya (はぎ取り屋)  nate in conseguenza del sovraffollamento di persone che popolano le fermate della metro.[16]

Le ferrovie giapponesi sono solo in parte nazionalizzate: molte compagnie private possiedono le linee che collegano il centro alle periferie delle diverse zone. Data la brevità del percorso queste piccole compagnie sono fruttuose e riescono a portare avanti il lavoro con ottimi risultati. Le stazioni sono delle piccole comunità da cui si sviluppano veri e propri centri commerciali e possono essere definite come strutture completamente funzionali. Ci sono rare eccezioni, come la labirintica stazione dello Shinjuku che il critico architettonico Peter Popham definisce come una “straordinaria mega struttura … centri commerciali multipiano che sormontano ristoranti, passeggiate senza fine, squallide piazze sotterranee, una stazione usata da un milione e mezzo di gente ogni giorno, casa di centinaia di barboni, luogo di appuntamenti…e pervertiti…”.[17] Il viaggio in treno è pure un contatto con la propria cultura che ci si lascia alle spalle o verso cui si fa ritorno, un passaggio tra le due civiltà, come descritto da Kawabata Yasunari (川端康成, 1899-1972) in Yukiguni (雪国, Il Paese delle nevi), o un’introduzione ad un altro mondo, come nella storia del 1927 di Miyazawa Kenji (宮沢賢治, 1896-1933), Gingatetsudō no yoru (銀河鉄道の夜, Una notte sul treno della Via Lattea).

[...]


[1] Cfr. Ellery QUEEN (ed.), Ellery Queen’s Japanese golden dozen: the detective story world in Japan, Tokyo: Tuttle, 1978, p. 10.

[2] Cfr. Daniela, VERZARO, Il Mystery in Giappone: dai precursori a Matsumoto Seichō, GRIN Verlag, Munich, 2015, pp. 177-198.

[3] Cfr. Ellery QUEEN (ed.), Ellery Queen’s Japanese golden dozen, cit., p. 10.

[4] Cfr. John L APOLOSTOU. – Martin GREENBERG (edd.), Murder in Japan: Japanese stories of crime and detection, New York: Dembner Books, dist. by W.W. Norton, 1987, pp. xii-xiii.

[5] Il primo ideogramma di cui è composto il nome Kyōtarō, ovvero kyō, si riferisce al secondo ideogramma di cui è composto il nome della città e che significa appunto capitale, metropoli.

[6] Kōshikihoomupeeji, 2004, http://www.i-younet.ne.jp/~kyotaro/, 15-01-2011.

[7] Takeji, YOSOKAWA, Nishimura Kyoōtarō, 2010, http://tdcac.co.jp/m/interview/vol1nishimura.php, 15-01-2011.

[8] Nishimura Kyōtarō interview, 2005, http://www.creatorsvoice.co.jp/~ nishimura kyotaro/, 15-01-2011.

[9] Nishimura Kyōtarō interview, cit. a nota 8.

[10] Nishimura Kyōtarō interview, cit. a nota 8.

[11] Kōshikihoomupeeji, cit. a nota 6.

[12] Kōshikihoomupeeji, cit. a nota 6.

[13] Il cognome usato è lo stesso per volere della figlia, che lo scelse una volta adulta.

[14] Nishimura Kyōtarō interview, cit. a nota 8.

[15] Kōshikihoomupeeji, cit. a nota 6.

[16] L’ oshiya è colui che si occupa di spingere le persone sul vagone della metropolitana in modo che non ci sia il rischio che possano essere spinti fuori alla chiusura delle porte, mentre lo hagitoriya impedisce il passaggio alle persone che tentano di salire nonostante il vagone sia già colmo. Cfr. Paul H., NOGUCHI, Delayed departures, overdue arrivals: industrial familialism and the Japanese national railways, Honolulu: Univerity of Hawaii Press, 1990, cit., p. 41.

[17] Cfr. Lawrence ROGERS (ed.), Tokyo stories: a literary stroll. Traduzione dal giapponese di L. ROGERS, Berkeley: University of California Press, 2002, cit., p. xii.

Excerpt out of 31 pages

Details

Title
Nishimura Kyōtarō e il suo 'Mystery del viaggio'
Grade
30/30
Author
Year
2015
Pages
31
Catalog Number
V335193
ISBN (eBook)
9783668250741
ISBN (Book)
9783668250758
File size
677 KB
Language
Italian
Tags
giappone, nishimura, kyōtarō, mystery
Quote paper
Daniela Verzaro (Author), 2015, Nishimura Kyōtarō e il suo 'Mystery del viaggio', Munich, GRIN Verlag, https://www.grin.com/document/335193

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