Die nonverbale Kommunikation im interkulturellen Vergleich. Italiener vs. Deutsche

La comunicazione non verbale in confronto interculturale – italiani vs. tedeschi


Seminararbeit, 2016

23 Seiten, Note: 2,7


Leseprobe

Inhaltsverzeichnis

Inhaltsverzeichnis

Abbildungsverzeichnis

1 Einleitung

2 La comunicazione nonverbale
2.1 Definizione e funzioni della comunicazione nonverbale
2.2 Le forme della comunicazione nonverbale
2.2.1 Mimica
2.2.2 Gestualitá

3 Kulturelle Unterschiede in der nonverbalen Kommunikation

4 Kulturelle Stereotypisierung: italienische und deutsche Gestik im Vergleich.. .
4.1 Typisch italienische Gesten
4.2 Typisch deutsche Gesten

5 Zusammenfassung und Schlussfolgerungen für internationale Unternehmenskommunikation

Quellen- und Literaturverzeichnis / Anhang

Abbildungsverzeichnis

Abb.1: Typisch italienische Gesten - Die B ü ndelhand

Abb.2: Typisch italienische Gesten - Die Chin-flick-Geste

Abb.3: Typisch deutsche Gesten - Die Spottgeste

Abb.4: Typisch deutsche Gesten - Die Verr ü cktheitsgeste

1 Einleitung

In Zeiten fortschreitender Globalisierung eröffnen sich aus Unternehmenssicht zuneh- mend innovativere, moderne Wege wirtschaftlicher Zusammenarbeit hinweg der eige- nen Landesgrenzen. Doch jedes Land hat seine eigenen Ansichten, Denkweisen und Verhaltensmuster, die kulturell unterschiedlich geprägt sind und eine Kooperation zweier Länder daher erheblich erschweren können. Gerade im Bereich der verbalen Kommuni- kation gilt es im Rahmen internationaler Zusammenarbeit oft sprachliche Hürden zu überwinden. Dies ist jedoch an die Voraussetzung geknüpft, sich in einer fremden Spra- che verständigen zu können. Dies geschieht zu meist in der häufig angewandten Welt- sprache „Englisch“. Aber auch besonders im Bereich der nonverbalen Kommunikation lassen sich erhebliche Verständigungsschwierigkeiten feststellen. Unterschiede im non- verbalen Kommunikationsverhalten können besonders im interkulturellen Ge- sprächsaustausch zu Missverständnissen führen, was im weiteren Verlauf der Arbeit verdeutlicht wird.1

Doch wie ist es trotz dieser Gegebenheiten möglich, sich angemessen im interkulturellen Kontext zu verständigen?

Um Antworten auf diese Frage zu erhalten, ist es wichtig, sich zunächst mit den theore- tischen Grundlagen der nonverbalen Kommunikation auseinander zu setzen. Wichtiger Inhalt dieser Arbeit ist es daher, die unterschiedlichen Formen und die Funktionen der nonverbalen Kommunikation herauszuarbeiten, sowie diese zur verbalen Kommunika- tion abzugrenzen. Hier lassen sich auch ganz spezielle kulturelle Unterschiede im Kom- munikationsstil feststellen. Diese theoretischen Grundlagen dienen dann im weiteren Verlauf der Arbeit dazu, die Besonderheiten der nonverbalen Kommunikation der Italie- ner herausarbeiten zu können und diese mit anderen Kulturkreisen, vor allem mit den Deutschen, zu vergleichen. Dem folgt dann am Ende der Arbeit eine Schlussfolgerung für das nonverbale Kommunikationsverhalten in internationalen Unternehmen, insbe- sondere für die deutsch-italienische Unternehmenskommunikation.

Auf diesem Wege können wichtige Erkenntnisse zur Optimierung der gegenseitigen Ver- ständigung gewonnen werden. Diese können dann in der internationalen Wirtschaft und interkulturellen Zusammenarbeit eingesetzt werden, um mögliche kulturelle Missverständnisse in der Kommunikation zu vermeiden und das jeweilige Gegenüber in seiner Art, sich nonverbal auszudrücken, besser zu verstehen.

Diese Arbeit beschränkt sich ausschließlich auf die verschiedenen Teilbereiche der nonverbalen Kommunikation, vor allem auf den Bereich der Gestik.

2 La comunicazione nonverbale

Nell'ambito di questo lavoro ci si occuperá di paragonare tra loro le forme della comunicazione non verbale in diverse culture e di evidenziarne le differenze.

Dopo aver discusso le basi teoriche legate a questo tema, si passerá ad analizzare la comunicazione non verbale sotto l'aspetto delle sue componenti culturali e sulla base di queste premesse si paragoneranno le culture tedesca ed italiana per rivelarne differenze e affinitá.

Alcuni gesti tipici delle due culture verranno presi ad esempio ed approfonditi. Tutte queste considerazioni serviranno infine per evidenziare le differenti caratteristiche comunicative nei due ambiti culturali e a fornire un aiuto per una migliore gestione del lavoro in ambito internazionale, soprattutto nella cooperazione tedesco-italiana.

L'esperto di comunicazione austriaco Paul Watzlawick, autore di molte pubblicazioni scientifiche, espresse giá nel 1996 nella sua opera „Menschliche Kommunikation: Formen, Störungen, Paradoxien“ la teoria , che l'uomo non possa non-comunicare:

„Handeln oder Nichthandeln, Worte oder Schweigen haben alle Mitteilungscha- rakter: Sie beeinflussen andere, und diese anderen können ihrerseits nicht nicht auf diese Kommunikationen reagieren und kommunizieren damit selbst.“2

Ció significa che il rifiuto di esternarsi verbalmente non comporta per l'interlocutore l'as- senza di informazioni circa la situazione emozionale della persona che rifiuta il dialogo.

Dal punto di vista scientifico é necessario chiarire e differenziare i termini „comunicazione non verbale“ e „comunicazione verbale“. I due aspetti comunicativi possono venir definiti come segue:3

-Comunicazione verbale (piano dei contenuti)

= ital.: Scambio d'informazioni per mezzo della lingua e della parola detta (= dt.: Übermittlung des Informationsinhaltes durch das gesprochene Wort / Sprache)

- Comunicazione nonverbale (piano relazionale)

= ital.: Segnali comunicativi espressi da movimenti fisici: gestualitá, mimica, posizione del corpo, atteggiamenti (= dt.: Signale in Form körperlicher Bewegung: Gestik, Mimik, Körperhaltung /-stellung)

Nella comunicazione umana, secondo Watzlawick entrambi gli aspetti svolgono un importante ruolo: l'aspetto dei contenuti riguarda la trasmisione di dati ed informazioni, quello relazionale il come questi dati vengano recepiti ed interpretati.4

2.1 Definizione e funzioni della comunicazione nonverbale

Ora segue la definizione di comunicazione non verbale e la descrizione delle sue funzioni secondo Beck:

„Unter nonverbalen Signalen sind alle Zeichen zu verstehen, die nicht unmittelbar mit dem Sprechen selbst verbunden sind, dieses aber begleiten können: Gesichtsausdruck (Mimik), Bewegungen vor allem der Hände und Arme (Gestik), aber auch die Körperhaltung und die Stellung im Raum sowie zum Kommunikationspartner (Proxemik) und das Blickverhalten, das eine große Rolle bei der Kontaktaufnahme und beim Sprecherwechsel spielt.“5

Beck postula che tramite i segnali della comunicazione non verbale si possa desumere lo stato emozionale presunto o reale del parlante: Ció é di particolare rilevanza per il giudizio circa la sua sinceritá ed il reale significato delle sue parole, puó peró anche essere fonte di equivoci perché i segnali non sono sempre chiari e inequivocabili e por- tano cosí a travisare il significato originale di qul che viene detto.6 Questo aspetto della possibile incomprensione verrá esaminato in seguito, normalmente gli aspetti non verbali sostengono e rinforzano la parola.

Beck evidenzia ben sei diverse funzioni svolte da segnali non verbali all'interno della comunicazione interpersonale:7

-Sostituzione (in maniera minore) => al posto della parola -Rindondanza => Informazione superflua
-Completamento => il linguaggio del corpo lascia trapelare piú significato di quanto espresso a voce
-Accentuazione / chiarimento
-Coordinazione (fasi e ritmo della conversazione)
-Contraddizione => i gesti segnalano contenuti differenti da quelli espressi dalle frasi dette Prescott rileva come proprio la contraddizione sia la funzione piú significativa del lingu- aggio corporeo. Secondo lei a volte ci contraddiciamo da soli. In questo caso il com- portamento non verbale segnala cose diverse da quelle dette. Questi messaggi contradditori aiutano ad esempio a dire cose spiacevoli in maniera decisa, ma educata.8

2.2 Le forme della comunicazione nonverbale

Beck sostiene che, nel corso della comunicazione faccia a faccia, parallelamente al parlato, i dialoganti possono osservare ed interpretare vicendevolmente il comportamento del rispettivo interlocutore.9

Come giá accennato si distinguono a questo proposito diverse forme di comunicazione non verbale: la mimica, la gestualitá, gli atteggiamenti e la posizione del corpo. In questo trattato ci si occuperá di analizzare accuratamente solo i termini „mimica“ e „gestualitá“.

2.2.1 Mimica

La mimica descrive i movimenti muscolari facciali e viene anche chiamata „linguaggio del volto“:

Durante i processi comunicativi e grazie alla complessitá della muscolatura del viso, l'uomo é in grado di usufruire di un enorme numero di espressioni facciali.10 „So können mittels der Mimik Emotionen abgeschwächt, verstärkt, neutralisiert oder auch maskiert werden.“11

Al di lá delle differenze sociali e culturali, si possono riconoscere delle affinitá universali riguardanti un certo numero di espressioni mimiche che riguardano le cosiddette emozioni primarie. Queste espressioni umane innate ed indipendenti dagli influssi culturali mostrano stati d'animo come per esempoi la felicitá, la tristezza, la paura.12

Si puó quindi affermare che la mimica sia il mezzo di comunicazione per eccellenza e che i suoi segnali vengano riconosciuti persino giá dai neonati nei primi mesi di vita. „Im Laufe der Sozialisation des Kindes und dem Bewußtwerden (sic!) der eigenen Signalwirkung wird die Mimik allerdings verstärkt kontrolliert […].“13

Un significato particolare ha la mimica soprattutto nella fase antecedente all''inizio del processo comunicativo verbale in quanto, come Beck osserva, questa rende possibile la nascita stessa della conversazione. Infatti, ancora prima che sia stata detta una sola parola, si segnala con il contatto tra gli sguardi, i sorrisi, la vicinanza del corpo, la disponibilitá al parlare con il partner della comunicazione. Nella quotidianitá questi segnali vengono interpretati come comportamenti intenzionali il cui significato viene attribuito in base alla qualitá del rapporto personale trai comunicanti e dalla opinione personale di chi li raccoglie nei confronti dell'interlocutore.14

[...]

1 Vgl. Argyle 2005, S.97

2 Watzlawick et al. 2011, S.59

3 Vgl. www.dessaunet.de, Zugriff v. 27.07.2016

4 Vgl. Watzlawick et al. 2011, S.63

5 Beck 2007, S.39

6 Vgl. Beck 2007, S.39

7 Vgl. Beck 2007, S.41

8 Vgl. Prescott 2002, S.144

9 Vgl. Beck 2007, S.38

10 Vgl. Wirtschaftslexikon24, www.wirtschaftslexikon24.com, Zugriff v. 08.09.2016

11 Wirtschaftslexikon24, www.wirtschaftslexikon24.com, Zugriff v. 08.09.2016

12 Vgl. www.dessaunet.de, Zugriff v. 27.07.2016

13 www.dessaunet.de, Zugriff v. 27.07.2016

14 Vgl. Beck 2007, S.38f.

Ende der Leseprobe aus 23 Seiten

Details

Titel
Die nonverbale Kommunikation im interkulturellen Vergleich. Italiener vs. Deutsche
Untertitel
La comunicazione non verbale in confronto interculturale – italiani vs. tedeschi
Hochschule
Sprachen & Dolmetscher Institut München
Note
2,7
Autor
Jahr
2016
Seiten
23
Katalognummer
V378827
ISBN (eBook)
9783668561335
ISBN (Buch)
9783668561342
Dateigröße
693 KB
Sprache
Deutsch
Schlagworte
nonverbal, Kommunikation, Kultur, Vergleich, Deutschland, Italien, Mimik, Gestik, Deutsch, Italienisch
Arbeit zitieren
Franzi Friedl (Autor), 2016, Die nonverbale Kommunikation im interkulturellen Vergleich. Italiener vs. Deutsche, München, GRIN Verlag, https://www.grin.com/document/378827

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