La tecnologia blockchain e il suo utilizzo nel settore finanziario: il caso JP Morgan Chase


Master's Thesis, 2019
150 Pages

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INDICE

CAPITOLO 1 - LA TECNOLOGIA BLOCKCHAIN
1.1 Contesto storico e culturale di riferimento: la quarta rivoluzione industriale
1.2 Rischi ed opportunità nel sistema economico odierno
1.3 Rischi e problematiche di lungo termine
1.4 Nuove ed emergenti sfide
1.5 La nascita del FinTech: connubio perfetto tra Finanza e Tecnologia
1.6 Strategie di adozione
1.7 Aree prioritarie di cooperazione internazionale
1.8 Blockchain: descrizione della tecnologia
1.9 Il processo che descrive il ciclo di vita di una transazione sulla Blockchain
1.10 Le tipologie di protocollo del consenso distribuito
1.11 Classificazione delle DLT: Distributed Ledger Technologies
1.12 Tipologie di blockchain
1.13 Punti di forza e di debolezza della tecnologia Blockchain
1.14 Soluzioni alternative alla blockchain
1.15 Criptovalute: monete o asset digitali?
1.16 Bitcoin, la criptovaluta più conosciuta
1.17 Le ICO: Initial Coin Offering

CAPITOLO 2 – GLI AMBITI DI APPLICAZIONE DELLA TECNOLOGIA BLOCKCHAIN
2.1 La rivoluzione nel settore finanziario
2.2 Blockchain, criptovalute e servizi finanziari: panorama normativo e sfide future per la sua applicazione commerciale
2.3 Casi di applicazione reale della tecnologia Blockchain nel settore finanziario
2.4 Il consorzio R3 e il progetto Hyperledger
2.5 La tecnologia Blockchain nella Supply Chain
2.6 La tecnologia Blockchain nel settore energetico
2.7 La tecnologia Blockchain nell’ IoT
2.8 Il progetto IOTA

CAPITOLO 3 – JP MORGAN CHASE E L’UTILIZZO DELLA BLOCKCHAIN DI ETHEREUM IN AMBITO FINANZIARIO
3.1 Il progetto Ethereum
3.2 Ethereum Virtual Machine
3.3 Il funzionamento di Ethereum
3.4 Gli Smart Contracts
3.5 Vantaggi e svantaggi derivanti dall’utilizzo degli Smart Contracts
3.6 Le applicazioni di Ethereum
3.7 EEA: Ethereum Enterprise Alliance
3.8 JP Morgan Chase: presentazione della società
3.9 Aree di business di JP Morgan
3.10 Strategia di business
3.11 Risultati finanziari dell’anno fiscale
3.12 Analisi strategica di settore: benchmark di mercato di JP Morgan
3.13 Analisi SWOT di JP Morgan
3.14 JP Morgan e la tecnologia Blockchain
3.15 I benefici della tecnologia Blockchain in JP Morgan e nel settore dell’Investment Banking

CAPITOLO 1 - LA TECNOLOGIA BLOCKCHAIN

1.1 Contesto storico e culturale di riferimento: la quarta rivoluzione industriale

Con l’avvento della quarta rivoluzione industriale e l’industria 4.0, paesi ed aziende hanno l’opportunità di evolvere e adottare le nuove tecnologie nascenti, creando valore per i loro clienti, persone, organizzazioni e per la società. Quello che si sta delineando è un insieme di opportunità e sfide in un mondo che sta cambiando velocemente, tra speranza ed ambiguità.

L’ industria 4.0 avrà il compito di riprogettare e trasformare economie, lavori e la società stessa in cui viviamo, attraverso l’introduzione di nuovi paradigmi tecnologici. Il cambiamento a cui questa rivoluzione porterà vede nel proprio nucleo centrale l’unione di tecnologie fisiche e digitali come Big Data, AI (Intelligenza Artificiale), Machine Learning e IoT (Internet delle cose). Questo collegamento renderà possibile la creazione di imprese sempre più digitali che non saranno solamente interconnesse, ma anche capaci di prendere decisioni in maniera più dinamica, informata e globale e soprattutto autonoma. L’opportunità che si va a delineare è quella di creare nuovi prodotti e servizi, modi migliori di servire i clienti, nuovi tipi di lavoro e dei modelli di business totalmente innovativi.1

Come già successo nelle precedenti rivoluzioni industriali, l’impatto di questi cambiamenti avranno effetto non solo sul modo di lavorare, ma anche sul nostro stile di vita e sulle relazioni che instauriamo con gli altri.

Soprattutto negli ultimi anni però, la rivoluzione sta avanzando a una velocità incessante, guidata da uno sviluppo esponenziale delle nuove tecnologie, che porteranno a grandi opportunità, ma anche a grandi rischi.

È molto importante che la comprensione delle capacità di queste nuove tecnologie sia condivisa dal maggior numero di persone, in modo da formare una società consapevole ed informata che rifletta obiettivi e principi comuni: avere una visione globale e condivisa di come la tecnologia possa cambiare le nostre vite e quelle delle prossime generazioni, come possa rimodellare l’economia, il contesto sociale, culturale e umano in cui viviamo.

La quarta rivoluzione industriale rappresenta quindi un punto di svolta per lo sviluppo umano, poiché la velocità con cui questi cambiamenti stanno avvenendo richiederanno risposte coraggiose per promuovere l’innovazione, una politica economica efficace e un contesto normativo che promuova lo sviluppo delle nuove tecnologie. I progressi relativi al mondo fisico, digitale e biologico si stanno fondendo come mai prima d’ ora e presuppongono la necessità di ripensare al modo in cui i paesi si sviluppano.

Secondo la società di ricerche di mercato Gartner, il numero totale di dispositivi connessi raggiungerà il numero di 20.4 miliardi entro il 2020, in confronto agli 8.4 miliardi del 2017.2 Se da un lato le nuove tecnologie offriranno la possibilità di generare crescita economica, dall’altro potranno stimolare anche profondi cambiamenti, ridistribuendo la ricchezza e le opportunità.

Non è un caso infatti che le economie emergenti siano più ricche e sviluppate rispetto ai paesi Occidentali. In seguito alla crisi finanziaria che ha colpito l’occidente nel 2008, i paesi emergenti e quelli in via di sviluppo possiedono una quota maggiore del prodotto interno lordo globale (Figura 1.1)

Ad oggi, centinaia di milioni di persone hanno raggiunto la classe media in termini di sviluppo e ricchezza. Una ricerca dell’OCSE nel 2012 spiega come, entro il 2030, per la prima volta nella storia, più della metà della popolazione globale apparterrà alla classe media: 4,9 miliardi di persone su 8,7 miliardi. Sulla base delle tendenze attuali, nel 2030 i due-terzi della classe media globale- circa 3 miliardi di persone- vivranno in Asia. Le classi medie nord-americane ed europee saranno presenti in questa classe in misura minore di un-terzo.3

Figura 1.1. Quota Prodotto Interno Lordo globale

Abbildung in dieser Leseprobe nicht enthalten

Fonte: Vox EU, (2018), “On the prosperity of countries”

Nei primi anni Novanta, Cina, India ed Est Europa hanno iniziato un processo di sviluppo che li ha portati a cambiamenti notevoli.

Cina ed India hanno reindirizzato le loro economie verso l’esterno, in modo da integrarsi con le altre potenze economiche mondiali, mentre l’Europa dell’Est ha abbandonato i vecchi regimi comunisti ed ha adottato un’economia di mercato aperta agli scambi commerciali. Il risultato del cambiamento deriva dal fallimento delle vecchie istituzioni e dei vecchi sistemi politici ed economici che erano stati instaurati in questi paesi, per aprirsi a politiche economiche di maggior successo.

La Cina, paese che ha visto ridurre maggiormente la quota di povertà della popolazione dal 1990, ha intrapreso una politica di apertura ed integrazione verso i meccanismi produttivi e commerciali globali. Queste politiche hanno aumentato la concorrenza all’interno della propria economia, dominata per la maggior parte dei casi da imprese statali.

L’ India, allo stesso modo, ha abbandonato le politiche protezionistiche aprendosi al mercato delle esportazioni in misura maggiore.

In Europa, molti paesi hanno abbandonato il comunismo per aprirsi al sistema capitalistico, adottando istituzioni più moderne, che hanno indirizzato le economie verso il libero mercato e molti paesi hanno aderito all’UE.

Uno dei maggiori impatti riguarderà l’attuale sistema economico in cui viviamo, con particolari effetti su tutte le macro-variabili che ne fanno parte: PIL, investimenti, consumi, occupazione e commercio. Inoltre, i cambiamenti influenzeranno tutte le organizzazioni ed avranno un grande impatto su come queste verranno guidate e organizzate. Una conseguenza di questo fenomeno è la riduzione della durata media della vita di un’impresa: nell’indice americano S&P 500, questa è scesa da 60 anni a 18.31. Un altro cambiamento riguarderà il tempo necessario per le imprese emergenti su nuovi mercati a raggiungere obiettivi economici positivi in termini di ricavi e quota di mercato.

Facebook ha impiegato sei anni a raggiungere un fatturato di $1 Miliardo e Google solo cinque anni. Senza dubbio, le tecnologie emergenti diminuiranno il tempo necessario a raggiungere questi obiettivi, aumentando la velocità del cambiamento dei modelli di business.4

Con l’emergere di queste nuove tecnologie, sarà fondamentale il ruolo dei CEOs delle singole società: la quantità d’informazioni disponibili oggi, la velocità con cui queste si sviluppano e accelerano le innovazioni, sono difficili da anticipare e da comprendere totalmente. In questo contesto, sarà fondamentale la capacità e l’abilità di apprendere costantemente, adattandosi e sfidando i vecchi modelli concettuali di successo.

La quarta rivoluzione industriale avrà quattro effetti principali sul business delle aziende:

- Le aspettative dei clienti stanno cambiando: i clienti, sia come individui che come società, avranno un ruolo ancora più fondamentale nell’ economia digitale. Tutto si basa sulle loro percezioni e le loro aspettative saranno definite non solo da semplici oggetti, ma da esperienze vere e proprie. Il caso Apple da questo punto di vista è emblematico: Apple propone un’esperienza, che non riguarda solamente l’utilizzo del prodotto, ma anche il packaging, il marchio, lo store e l’assistenza ai clienti. È così che Apple ha ridefinito il concetto di “Customer Experience”, arrivando ad una capitalizzazione di mercato da $1000 Miliardi nell’agosto 2018.

È stata la prima società a raggiungere questo livello di mercato e il suo successo è ancora più ragguardevole se confrontato alla situazione in cui si trovava più di venti anni fa, quando sull’orlo del fallimento Steve Jobs riprese in mano il gruppo, dopo esserne stato allontanato negli anni 80.5

La maggior parte delle aziende ritiene di avere al centro del proprio business il cliente, ma queste affermazioni verranno testate attraverso dati in tempo reale ed analisi applicate al modo in cui queste società effettivamente targhetizzano e soddisfano i propri clienti. Attraverso questo accesso ai dati, l’obiettivo è quindi quello di perfezionare i prodotti trasformandoli in vere e proprie esperienze, attraverso un una percezione di miglioramento e soddisfazione continua da parte del cliente, che risulta di fondamentale importanza.

I dati forniscono informazioni fondamentali quasi in tempo reale su quelle che sono le esigenze ed i comportamenti dei clienti, che guidano poi le strategie di marketing e le decisioni sulle vendite.

- La grande mole di dati disponibili permette di migliorare costantemente i prodotti, e con essi anche la produttività delle persone. Le nuove tecnologie stanno trasformando il modo in cui le società gestiscono i propri asset e sviluppano le proprie strategie. Tesla ad esempio, sta dimostrando, attraverso aggiornamenti del software “Over the Air” e la connettività, come il prodotto possa migliorare anche dopo la fase di acquisto, piuttosto che deprezzarsi nel corso del tempo6. I sensori posti all’interno della macchina permettono inoltre di attuare una manutenzione proattiva, monitorando e massimizzando la sua performance. Questo permette, oltre a un livello di manutenzione superiore, di stabilire nuovi modelli di business. Misurando e monitorando le prestazioni infatti, è possibile effettuare un’analisi puntuale sui difetti operativi e fornire dati precisi per un’eventuale esternalizzazione della produzione di questi elementi.

- Nuove forme di partnership e collaborazione: un mondo basato sull’esperienza del cliente, sull’analisi approfondita dei dati e sulla gestione degli asset rende necessarie nuove forme di collaborazione, soprattutto per la velocità con cui queste innovazioni si stanno succedendo. Questo vale sia per le società mature, sia per le società emergenti. Le prime devono affrontare un problema di mancanza di competenze innovative e rischiano di essere meno proattivi di fronte alle richieste del cliente. Le seconde, invece, molto spesso hanno mancanze importanti in termini di capitali da investire e i dati generati non derivano da un’esperienza pratica acquisita nel settore.

Queste forme di collaborazione però, richiedono investimenti importanti da entrambe le parti, per poter sviluppare una strategia solida, ricercare partner adatti alle proprie richieste, condividere i canali di comunicazione, allineare i processi, rispondendo in maniera veloce ed efficace ai cambiamenti del mercato. Dall’ altro lato però, queste collaborazioni possono portare alla nascita di nuovi modelli di business, come avviene per esempio nel “Car sharing”, dove aziende di settori differenti uniscono le proprie competenze e capacità per fornire un servizio integrato e completo al cliente.

- Trasformazione dei vecchi modelli operativi in nuovi modelli digitali: l’aggiornamento continuo delle tecnologie costringe le società a ripensare completamente i propri modelli operativi. I piani strategici moderni si basano su due condizioni necessarie: operare più velocemente e più agilmente. La terza rivoluzione industriale ha visto nascere piattaforme digitali, mentre la quarta rivoluzione industriale svilupperà il collegamento tra le piattaforme globali ed il mondo fisico.

Queste nuove strategie, nate con l’obiettivo di essere più incentrate sul cliente e migliorare il prodotto attraverso l’utilizzo dei dati, stanno spostando il focus di molte società dalla vendita del prodotto alla fornitura di un servizio. Questo avviene perché molti consumatori non acquistano più oggetti presso negozi fisici, ma piuttosto preferiscono pagare la consegna del servizio a cui accedono tramite piattaforme digitale.

Uno degli esempi principali è “Spotify”, servizio musicale che offre streaming on demand di brani di varie case discografiche ed etichette indipendenti. Creata nell’Ottobre 2008 dalla Start-up svedese “Spotify AB”, il servizio comprende più di 70 milioni di abbonati nel Gennaio 2018.7

Come sta già avvenendo, le società si sposteranno da strutture chiuse e gerarchiche verso modelli organizzativi sempre più interconnessi tra di loro. La motivazione ad emergere in questo contesto di fervore tecnologico spingerà all’adozione di team eterogenei e distribuiti, lavoratori in remoto e team dinamici, con continui scambi di dati ed approfondimenti sui vari progetti. Gli scenari di lavoro muteranno irreversibilmente verso spazi sempre più verdi, aperti e dinamici. Le nuove tecnologie, in particolare l’IoT, permetteranno alle aziende di fondere il digitale con esperienze fisiche a beneficio dei lavoratori e dei consumatori.8

1.2 Rischi ed opportunità nel sistema economico odierno

Gli indicatori economici principali suggeriscono che il mondo ha finalmente superato la fase di profonda crisi finanziaria scoppiata nel 2008. I tassi del PIL sono in crescita, i mercati azionari hanno mai raggiunto un livello di capitalizzazione mai così elevato e le principali banche mondiali si stanno preparando cautamente ad abbandonare le politiche monetarie espansionistiche (Quantitative Easing) attuate negli anni post crisi.

Dietro a queste premesse così positive però, si nascondono delle preoccupazioni evidenti. Oltre ad essere stata la più debole fra le riprese economiche post crisi, la crescita della produttività è ancora ad un livello molto basso, così come la crescita degli investimenti è risultata molto contenuta.

I rischi principali nel sistema finanziario possono essere ricondotti a due categorie principali:9

- Vulnerabilità già affrontate che sono cresciute, si sono sviluppate e sono mutate nel tempo;
- Nuove fragilità emerse nel corso degli ultimi anni.

1.3 Rischi e problematiche di lungo termine

- Insostenibilità dei prezzi degli Asset finanziari: il mercato azionario è in una fase di crescita incessante da otto anni consecutivi. Continuano a registrarsi massimi storici continui anno dopo anno. Una crescita che non può essere considerata sana, ma figlia di un’euforia irrazionale che guida da sempre e ciclicamente il mercato azionario. Da ciò il timore che le passate lezioni non siano state recepite fino in fondo.

Dal 2009, anno in cui sono stati toccati i minimi a causa della crisi, ad Agosto 2018, il Dow Jones ha registrato una performance del 135.09%, lo S&P 500 del 144.66 %, il Nikkei in Giappone del 98.03%.10

Solamente due volte nella storia passata gli USA hanno registrato dei massimi più alti di quelli attuali: nel 1929 e nel 2000 con la bolla delle Dot.com.

Se da una parte la situazione nel mercato azionario sembra sempre più problematica, quella del mercato delle obbligazioni è ancora peggiore. A metà 2017, circa 9 trilioni di obbligazioni in dollari venivano scambiate con un rendimento negativo, il che significava per gli investitori pagare per detenere strumenti finanziari e non guadagnare sul loro possesso. Questa anomalia è una delle conseguenze delle politiche monetarie che le banche centrali hanno attuato in periodo post crisi, separando i prezzi delle attività dal rischio sottostante.11

Non solo azioni ed obbligazioni, ma anche il valore degli immobili ha registrato una spinta inflazionistica raggiungendo di nuovo i picchi precedenti alla crisi.

I numeri di questi mercati sono però nulla se paragonati a quello che nel 2017 ha rappresentato l’asset più speculativo: il Bitcoin, la criptovaluta che lo scorso anno ha raggiunto un incremento di prezzo del 1200%.

Figura 1.2. Performance a 10 anni (2009-2018) dei tre fra i maggiori indici azionari mondiali: S&P 500 in blu, Dow Jones in rosso e Nikkei in arancione

Abbildung in dieser Leseprobe nicht enthalten

Fonte: www.Investing.com

Un’ ulteriore fonte di preoccupazione e potenziale rischio è data da nuove tipologie di attività finanziarie, tra i quali gli ETF (Ecxhange Traded Fund), una particolare tipologia di fondo d’investimento con due caratteristiche fondamentali: viene negoziato in Borsa come se fosse un’azione ed ha come obiettivo la replica dell’indice al quale si riferisce, con una conseguente gestione totalmente passiva.12

Dal 2008, gli ETF sono cresciuti del 500% e ora valgono 4 trilioni di dollari di asset e circa il 25% di tutto il mercato azionario degli USA13. Se da una parte diversi analisti affermano che in tempo di crisi gli ETF dovrebbero riuscire ad attenuare le perdite grazie ad una correlazione minore col mercato, dall’altra l’attenzione è posta sull’ effetto moltiplicativo che questi potrebbero avere in caso di perdite.

- Livello di indebitamento: elevati livelli di indebitamento (soprattutto tra le famiglie e il settore finanziario) sono state tra le cause principali della crisi del 2008 e una delle ragioni per cui il recupero dell’economia reale è stato così lento e difficoltoso. La recessione è stata accompagnata da contrazioni importanti del livello di credito emesso, con conseguenti riduzioni dei consumi e degli investimenti.

Il rischio derivante dall’alto livello di indebitamento è stato sottolineato nell’ ultimo report del Fondo Monetario Internazionale sulla stabilità finanziaria. Il FMI ha evidenziato i potenziali rischi correlati all’accumulo di debito, in particolare nei settori non finanziari del G20 (debiti detenuti da famiglie, governi e società non finanziarie). Nel 2016 il debito ammontava a 135 trilioni di dollari ($135.000 miliardi), quasi raddoppiato rispetto agli 80 trilioni di dollari del 2007.14

L’indebitamento è aumentato in maniera differente in base al tipo di economia. Le economie di paesi avanzati hanno registrato un accumulo enorme di debito già prima della crisi del 2008, ma il loro livello complessivo di indebitamento è rimasto relativamente costante nel decennio successivo, di cui una buona parte è rappresentato dalle spese governative.

Nei mercati emergenti, al contrario, il livello di indebitamento era relativamente basso prima della crisi, ma è aumentato notevolmente da allora. Uno dei paesi che ha visto crescere maggiormente il debito è la Cina, come conseguenza delle enormi spese che il paese ha dovuto sostenere per raggiungere il livello di crescita attuale. Il settore bancario cinese si è gonfiato enormemente, detenendo asset valutati in totale 33 trilioni di dollari, 3.1 volte la produzione annuale del paese. Spesso, le figure preposte al controllo del sistema minimizzano la portata di numeri così elevati e la potenziale fragilità del paese, sottovalutando pericolosamente la rapida crescita dello Shadow Banking, il settore bancario ombra15. La Cina ha la possibilità di gestire diverse risorse per proteggere la propria economia, ma la maggior parte delle economie emergenti non ha questa opportunità ed è direttamente esposta a qualsiasi peggioramento delle condizioni economiche e finanziarie globali. Tra queste vanno sottolineate l’aumento dei tassi di interesse ed il peggioramento dei tassi di cambio, che andrebbe ad aumentare il costo del prestito di dollari statunitensi o altre monete straniere.

- Il sistema finanziario globale: il terzo rischio a lungo termine è la salute e l’efficienza del sistema finanziario nel suo complesso. Molto è stato fatto per ricostruire la stabilità del sistema bancario dopo il collasso del 2008: aumento dei coefficienti patrimoniali per garantire la stabilità delle banche, regole più stringenti, l’“Unione bancaria” nell’ Eurozona.

La questione delle banche “too big to fail”, però, non è ancora stata risolta del tutto: gli asset detenuti dalle trenta maggiori banche mondiali sono cresciuti da poco meno di $ 30 trilioni nel 2006 a $ 43 trilioni, aumentando la concentrazione dei beni nelle mani dei principali istituti finanziari.16

1.4 Nuove ed emergenti sfide

I rischi descritti precedentemente si aggiungono a delle nuove fragilità che si sono rafforzate in seguito alla crisi:17

- Contesto politico e monetario: uno degli interrogativi principali è quello riguardante la capacità delle autorità politiche di far fronte ad un'altra crisi attraverso politiche fiscali e monetarie efficaci. Le economie occidentali al centro della crisi hanno ricevuto un supporto dalle Banca Centrali attraverso l’acquisto di asset, aiutando i governi ad alleviare la pressione fiscale e mantenendo bassi i costi del debito.

Con la stretta delle politiche monetarie dell’ultimo decennio, molti temono il crollo dei prezzi dei titoli azionari con conseguente implosione del sistema finanziario. Dopo anni contraddistinti da tassi d’interesse pari (se non sotto) lo zero, le Banche Centrali stanno attuando manovre di “normalizzazione” della politica monetaria: la Federal Reserve ha aumentato i tassi cinque volte, da 0,25% a 1,5%; la Bank of England è tornata allo 0,5%. Perfino la BCE sta pensando di ridurre gli stimoli monetari prima del previsto. La motivazione è data dalla forte ripresa che l’economia globale sta attraversando dopo anni di crisi.

Le conseguenze di questa normalizzazione, con i rendimenti reali e nominali sulle obbligazioni molto bassi e, di conseguenza, i prezzi dei titoli azionari eccezionalmente alti allo stato attuale e legati ad un livello di debito molto alto, potrebbero scatenare il caos finanziario.

La Fed, la prima a muoversi, ha smesso di acquistare titoli tre anni fa e i tassi hanno cominciato ad aumentare solo due anni fa. Per adesso, questo non ha avuto nessun effetto negativo sul prezzo dei titoli azionari o sul sistema finanziario, ma è plausibile prevedere un crollo significativo dei titoli rispetto alle quotazioni record attuali, a fronte di un ulteriore aumento dei tassi d’ interesse.18

- Rivoluzione tecnologica: una seconda fonte emergente di rischio è rappresentata dall’innovazione tecnologica successiva alla crisi del 2008, che andrà a modificare gli equilibri economici mondiali nei prossimi anni. Non sono pochi gli analisti che affermano come questa rivoluzione possa avere sia effetti positivi che negativi, ben più gravi. La fase più delicata sarà l’adattamento a queste nuove tecnologie. Se affrontata correttamente, potrà sicuramente portare a dei benefici e ad un conseguente aumento del benessere collettivo. Storicamente però, accanto a questi aspetti positivi, si sono affiancate turbolenze sociali ed economiche prolungate, lasciando spazio a nuove tipologie di politica, spesso rivoluzionarie quanto populiste. Uno dei rischi maggiori riguarda sicuramente la correlazione tra livello di disoccupazione ed impatti del progresso tecnologico. Un rischio, ma anche un’opportunità. L’innovazione tecnologica viene spesso accusata di aver sostituito il lavoro degli uomini con le macchine. Il punto fondamentatale è quello di riuscire a capire che il lavoro si trasforma e non viene perso. A fronte dell’aumento della produttività garantito dalle macchine, bisognerebbe investire in maggiore ricerca e sviluppo, strategie di marketing, pubblicità, distribuzione e soddisfazione del cliente, trasferendo le risorse verso i settori più strategici: ricerca, trasporti, logistica, sviluppo software, design.

Nei quarant’anni tra il 1970 e il 2009 - anni di profondo progresso tecnologico- l’industria italiana e l’agricoltura hanno perso circa 2 milioni di posti di lavoro, ma i servizi ne hanno creati 5 milioni.

Appare evidente quindi che, più che una scomparsa totale del lavoro, il progresso tecnologico ed il cambiamento innovativo creino altre tipologie di posti di lavoro, che si vanno a sostituire a quelli obsoleti, andando a creare nuove opportunità piuttosto che problemi di disoccupazione e non avendo mai comportato conseguenze negative sul tasso occupazionale nel lungo periodo.

Il problema riguarda semmai le qualifiche e le competenze necessarie per riallocarsi facilmente nel mondo lavorativo: la scarsità di manodopera qualificata porta a maggiori retribuzioni per questa fascia di lavoratori a fronte di un calo degli stipendi e dell’occupazione degli altri, aumentando le disuguaglianze nel breve termine. Gli elementi che risultano quindi di fondamentale importanza sono l’istruzione e la formazione, unici fattori in grado di attutire gli effetti dell’innovazione tecnologica sui lavoratori.19

- Politiche e protezionismo: il report sui rischi globali del 2018 ha evidenziato i due paesi in cui sono state attuate politiche “disruptive”: Regno Unito e USA. Il primo è in procinto di abbandonare l’Unione Europea, mentre gli Stai Uniti si sono ritirati dalla Trans-Pacific Partnership (TPP) e stanno cercando una rinegoziazione dell’Accordo di libero scambio del Nord Atlantico (NAFTA).

Le pressioni commerciali e le politiche protezioniste sono state adottate in molti paesi da diversi anni. I nuovi massimi sono stati registrati nel 2016, quando il Global Trade Alert ha classificato come discriminatori 571 dei 771 scambi commerciali monitorati. I primi dati del 2017 sottolineano un rafforzamento di questa tendenza e in particolare negli Stati Uniti, dove nei primi 6 mesi dell’anno si è registrato un +26% di azioni commerciali contro i partner del G20.20 I rischi di danni economici non sono legati solamente al protezionismo commerciale, ma potrebbero innescare un deterioramento globale interconnesso. Le nuove tecnologie aggiungono poi un elemento maggiore di vulnerabilità geopolitica, con rischi di guerre economiche emergenti che comprendono attacchi informaticiin grado di bloccare temporaneamente la complessa struttura finanziaria, portando il mondo intero nel caos.

Tabella 1.3. Descrizione rischi globali in ambito economico

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Fonte: World Economic Forum (2018), “The Global Risks Report 2018 13th Edition”

1.5 La nascita del FinTech: connubio perfetto tra Finanza e Tecnologia

Tra la fine degli anni 90 e i primi anni 2000 si è sviluppata una rivoluzione attraverso il “World Wide Web”. Ad oggi questa rivoluzione sembra essere arrivata ad uno degli ultimi stadi: la nascita del “FinTech”, l’unione tra finanza digitale e tecnologia, l’innovazione finanziaria resa possibile dall’innovazione tecnologica.

Il cambiamento che è in atto è complesso ma sfidante: va dal risparmio, alla gestione del denaro, fino all’utilizzo di nuovi servizi finanziari. Nei prossimi anni assisteremo ad una trasformazione radicale nei modelli di business, nella riprogettazione dei processi e dei prodotti in ambito finanziario, con conseguenze importanti su tutto il sistema e le componenti che ne fanno parte.

La finanza è un settore governato dall’informazione e strettamente correlata all’IT (information technology). Oltre ad essere uno dei mercati mondiali più complessi, è anche uno dei più redditizi, ma in cui sono presenti ancora tante inefficienze. Ciò in parte è dettato da una regolamentazione che si è fatta ancora più stringente dopo la crisi del 2008 e da uno sviluppo molto lento anche nelle principali economie, che vanno ad originare anomalie e insoddisfazione dei bisogni sociali. Le aziende FinTech possono sfruttare queste anomalie, disintermediando gli operatori finanziari storici, che propongono ancora offerte dei servizi cartacee e fisiche.

Anche nei paesi in via di sviluppo, i servizi finanziari sono spesso insufficienti per soddisfare i bisogni dei clienti, fornendo alle nuove start-up un oceano blu di opportunità in cui potersi insediare e cercare di raggiungere il vantaggio competitivo.

Le innovazioni in ambito FinTech comprendono sia servizi finanziari che tecnologie informatiche ed investono i settori di intermediari bancari e finanziari:21

- Tecnologie di validazione decentralizzata delle transazioni (Blockchain o DLT): le società FinTech basate su Blockchain o DLT (basate su un registro pubblico distribuito) offrono servizi sicuri ed efficienti tramite l’utilizzo di smart contracts, la crittografia e l’utilizzo di libri contabili digitali che permette di registrare le transazioni finanziarie senza la necessità di affidarsi ad un intermediario o autorità centrale come una banca, evitando tempi di attesa spesso molto lunghi e costi di commissione non sempre contenuti. La tecnologia offre trasparenza, velocità ed una maggiore sicurezza e permette di creare, registrare e gestire asset digitali e non, tenere traccia delle singole transazioni, tracciare e codificare le diverse copie in modo da garantire la sicurezza e il rispetto automatico di tutte le condizioni (ad esempio pagamento di commissioni totalmente automatico al verificarsi di avvenimenti prestabiliti).

Le transazioni DLT sono a prova di manomissione, in tempo reale e non richiedono alcuna supervisione o controllo centralizzato, il che garantisce totale trasparenza. Con la diffusione del FinTech, la tecnologia Blockchain non è associata solamente all’utilizzo delle criptovalute, ma ha creato soluzioni innovative per diversi settori, in particolare nei servizi finanziari (banche, pagamenti, assicurazioni ed accordi commerciali) per facilitare l’utilizzo di strumenti più convenienti, più economici ed innovativi.

Sebbene i casi di utilizzo della tecnologia siano in crescita in tutti i settori, lo sviluppo dell’ecosistema DLT deve affrontare sfide quali il basso livello di interoperabilità ed attuazione condivisa dei diversi protocolli Blockchain (Ethereum, HyperLedger Fabric, ecc.) e la governance delle piattaforme distribuite basate su DLT.

Pertanto, nonostante molte aziende e consorzi stiano lavorando a soluzioni totalmente implementabili, il settore dei servizi finanziari potrebbe non realizzare i benefici della DLT ancora per alcuni anni.

- Erogazione di servizi (big data e analytics): alcune società FinTech utilizzano algoritmi per navigare attraverso i canali online e rilevare schemi di comportamento frequenti, in modo da poter segmentare più facilmente le richieste dei clienti ed anticipare i loro bisogni. Queste aziende operano nelle aree di credit scoring, acquisizione e fidelizzazione dei clienti, gestione del rischio, trading e gestione degli investimenti. Nei mercati azionari, i trader algoritmici cercano di trarre profitto dall’andamento dei prezzi, dai volumi e dalla volatilità presente ed attesa futura.

- Credito (P2P lending e crowd-funding):

- P2P lending: il credito viene raccolto da individui ed organizzazioni attraverso un processo pubblico, sotto forma di prestiti per uso personale o progetti di business. A differenza degli istituti di credito tradizionali, la piattaforma P2P non prende posizioni nel prestito stesso o assicura il rimborso. Si pone invece come strumento di contatto tra chi presta dei soldi e chi ha bisogno di ricevere un credito (come peers, dei pari), eseguendo un servizio di intermediazione molto più efficiente ed efficace dei servizi tradizionali, raggruppando insieme gli importi di piccoli prestiti per soddisfare le esigenze di entrambe le parti. Le piattaforme, che necessitano di capitali spesso esigui e non presuppongono la presenza fisica dei soggetti, possono fornire anche un servizio di supporto continuo.
- Crowdfunding: la raccolta di piccole somme di denaro da parte di individui ed organizzazioni. Può assumere due forme principali: investimento basato sulla retribuzione futura o partecipazione nelle società attraverso equity (quote di capitale). Il primo comporta un acquisto anticipato di beni e servizi, mentre il secondo comporta investimenti nel capitale azionario da parte di individui ed organizzazioni, attraverso un processo di acquisto pubblico o privato. La piattaforma in sé non fornisce contributi di capitale, né garantisce o sottoscrive l’offerta, ma fissa dei requisiti minimi che entrambe le parti devono rispettare, supportando continuamente l’ente che riceve il capitale e gli investitori. L’ equity crowdfunding può essere utilizzato per finanziare progetti di modesta dimensione e soprattutto start-up. Spesso aiuta a colmare le lacune lasciate dall’attuale sistema finanziario, che tende a finanziare soprattutto aziende mature, con maggiore esperienza nel settore e stabilità patrimoniale e finanziaria.

- Servizi di pagamento e regolamento (instant payment & settlement): i pagamenti elettronici e la regolamentazione sono due settori in cui le aziende FinTech stanno investendo molto. Dal lato pagamenti, le società forniscono una infrastruttura che supporta singoli individui ed organizzazioni che vogliano effettuare pagamenti o trasferimenti di denaro. Esistono tre modelli di pagamento, a seconda del tipo di libro mastro e del metodo di registrazione utilizzato: registri separati, registri centralizzati e registri decentralizzati. Il servizio proposto è molto più semplice dei canali tradizionali e per poterne usufruire è spesso richiesta una semplice registrazione tramite carta d’identità e indirizzo mail.

- Sicurezza informatica (cybersecurity): la sicurezza informatica è una delle maggiori preoccupazioni del settore finanziario, con frodi online e attacchi verso le maggiori istituzioni finanziarie sempre più frequenti, e che sostituiscono i vecchi furti di lingotti d’oro e banconote. Le diverse dimensioni della cybersecurity vanno dalla comprensione delle possibili minacce, la protezione dello spazio cloud, la gestione delle identità e degli accessi, la sicurezza mobile, la sicurezza Web e la prevenzione delle frodi. Le aziende FinTech in questo ambito lavorano per lo più come consulenti degli operatori tradizionali, ma stanno nascendo anche società molto giovani che hanno come obiettivo quello di creare una maggiore cultura sulla tematica della sicurezza informatica.

- Servizi di consulenza per gli investimenti (robo-advisory): si tratta di software che gestiscono in maniera totalmente o parzialmente autonoma il portafoglio dell’investitore in base all’input che riceve da esso. Gli strumenti che permettono di gestire gli investimenti esistono da diversi anni, ma sono sempre stati confinati all’interno delle società di gestione del risparmio privato, mentre i servizi di consulenza diretta tra società e cliente erano limitati ai consigli di un consulente finanziario fisico spesso preoccupato più della commissione da ricevere che dall’effettivo ritorno dell’investimento del cliente. Ora, i robo-adviso r, sono disponibili direttamente per l’investitore. Il conflitto di interessi è sicuramente diminuito, c’è una possibilità maggiore di gestire importi non sempre elevati (cosa che non avveniva con i consulenti privati) e la gestione diretta del proprio portafoglio presuppone una conoscenza maggiore del settore finanziario. Tutto ciò permette di aumentare la conoscenza finanziaria media della materia dei singoli clienti, non sempre elevata. Oltre a ciò, questi servizi risultano molto più affidabili, accessibili e coerenti con la propensione al rischio del singolo individuo.22

Figura 1.4. Trend principali del macro-settore

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Fonte: CB Insights, “FinTech Report Q2 2018”

Servizi finanziari e bancari che potranno vedere l’ingresso dei giganti del settore tecnologico e dei social media come Facebook, Google, Apple, Amazon, Alibaba. Questo comporterà delle risposte strategiche da parte dei player già presenti.

Lo sviluppo di una fonte di credito alternativa all’attività bancaria (una delle problematiche principali del mercato dei capitali) è sicuramente uno degli elementi principali del successo di queste start-up.

Oltre a ciò, la domanda di servizi finanziari e tecnologici è in costante aumento, soprattutto da parte dei nativi digitali e dei millenials. Le tecnologie adottate semplificheranno l’utilizzo di servizi e prodotti finanziari, da sempre ritenuti troppo complessi e consentiranno ai clienti di effettuare operazioni in ogni momento e dovunque sia disponibile una connessione internet, attraverso l’utilizzo dello smartphone.

La percentuale media di consumatori che utilizzano servizi FinTech ha raggiunto il 33% in 20 mercati. Facendo un paragone con la teoria accademica sull’”adozione dell’innovazione” di Everett Rogers, possiamo affermare che l’adozione dei servizi FinTech sia arrivata a essere quasi utilizzata dalla prima maggioranza (fase di Early Majority) della popolazione.

La curva a campana di Rogers risale agli anni 60, quando lo stesso autore riprese la tipologia di Ryan e Gross, secondo i quali la diffusione dell’innovazione si presenta come un processo sociale, in cui le valutazioni che vengono fatte sulle nuove tecnologie sono puramente soggettive. Nel modello esistono cinque tipi di soggetti, suddivisi in base all’atteggiamento adottato in risposta alle innovazioni:

- Gli innovatori (innovators): alto livello d’istruzione, propensione al rischio, controllo sulle fonti finanziarie e alto livello d’informazione;
- Gli anticipatori (early adopters): alti livelli d’istruzione, funzione di leadership sociale ed esperienza alle spalle;
- La maggioranza anticipatrice (early majority): soggetti con una forte interazione con i pari e un buon livello d’istruzione;
- La maggioranza ritardataria (late maj ority): soggetti tipicamente scettici e tradizionalisti, con una posizione economica non elevata, che subiscono la pressione sociale esercitata dalle altre persone;
- I ritardatari (laggards): individui isolati, sospettosi, con scarse relazioni sociali, con processi di decisione lenti e poca disponibilità economica.23

Figura 1.5. Curva a campana di Rogers, Teoria della diffusione dell’innovazione

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Fonte: E. Rogers (1962)

Secondo il report di EY, “FinTech Adoption Index 2017”, il tasso di adozione globale delle tecnologie FinTech si è attestato sul 33%, mentre nei mercati emergenti (Brasile, Cina, India, Messico, Sud Africa) il tasso è del 46% nel 2017. Negli stessi paesi emergenti, l’84% della popolazione è consapevole delle opportunità e dei servizi offerti dalle nuove tecnologie in ambito FinTech, rispetto al 62% del 2015.

Da una prospettiva individuale, Cina e India hanno i più alti tassi di adozione delle tecnologie, rispettivamente al 69% e al 52%.

Questa rivoluzione del FinTech è guidata dai servizi di trasferimento del denaro e dai pagamenti. Il 50% dei consumatori attivi digitalmente ha utilizzato questi servizi nei primi sei mesi del 2017, il che ci suggerisce come questa categoria abbia pienamente raggiunto la fase di early majority adoption. Anche i servizi assicurativi hanno registrato degli incrementi significativi, superando sia i risparmi che gli investimenti, che i prestiti, con il 24% di adozione.

Non sorprende che l'uso di prodotti e servizi FinTech sia più alto tra i consumatori più giovani. Quelli con l'uso più elevato, i consumatori di età compresa tra i 25 e i 34 anni, non sono solo i "nativi digitali" esperti di tecnologia, ma sono anche nell'età in cui hanno maggiore bisogno di servizi finanziari. In alcuni mercati, non hanno sviluppato molte relazioni forti con i fornitori tradizionali e sono disposti a considerare le opzioni non tradizionali come alternative.24

Si prevede che l'adozione di FinTech aumenti in tutti i 20 maggiori mercati globali, con un segmento di utenti attuali non-FinTech che proveranno i servizi FinTech in numero sempre più crescente.

Sulla base del previsto utilizzo futuro, l'adozione dei servizi FinTech potrebbe aumentare in media del 52% a livello globale, con il più alto uso previsto tra i consumatori del Sud Africa, Messico e Singapore.

Figura 1.6. Tassi di adozione servizi FinTech nei mercati principali globali al 2017

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Fonte: EY FinTech Adoption Index 2017

Le principali aziende del settore tecnologico sono entrate nel mercato dei servizi finanziari attraverso partnership e collaborazioni con aziende e Start-up FinTech, per fornire un’offerta di servizi innovativa e migliore rispetto alla concorrenza tradizionale.

Altre aziende hanno sfruttato la crescente facilità di accesso ad Internet e smartphone per offrire le prime versioni digitali di alcuni prodotti finanziari già presenti sul mercato.

Entrambi i provider hanno come obiettivo quello di offrire esperienze superiori ai clienti, per processi che altrimenti risulterebbero noiosi e complessi, come il controllo del saldo bancario e l’acquisto di un’assicurazione.

Le categorie principali dei servizi FinTech possono quindi essere raggruppate in:

- Trasferimento di denaro e pagamenti digitali
- Risparmi ed investimenti
- Pianificazione finanziaria
- Assicurazioni
- Prestiti

Figura 1.7. Confronto tra i cinque mercati principali per adozione FinTech in base al tipo di servizio offerto

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Fonte: EY FinTech Adoption Index 2017

1.6 Strategie di adozione

Fin dalla sua nascita, il FinTech ha rappresentato un’area di grande opportunità per le start-up. Per ottenere la fiducia del cliente non esistono formula segrete ma possono essere individuati dei driver di successo che supportino una crescita rapida, stabile e costante nel tempo.

Le società operanti in ambito FinTech si presentano al mercato attraverso modelli strategici e di business totalmente differenti rispetto a quelli utilizzati dai competitor tradizionali:25

- Maggiore personalizzazione dell’offerta: la possibilità di accedere piuttosto facilmente ai dati dei clienti (attraverso dati storici interni o da fonti esterne) permette di proporre servizi ed offerte personalizzate senza risultare troppo invadenti.
- Maggiore velocità di servizio: i clienti, in particolare le nuove generazioni, hanno standard molto elevati in termini di velocità del servizio. Qualsiasi ritardo può portare alla perdita del cliente stesso a favore di un competitor più efficace.
- Maggiore praticità: i servizi sono accessibili ovunque, su qualsiasi dispositivo, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
- Interazione molto intuitiva: attraverso un’interfaccia utente molto user friendly, i clienti sono guidati agevolmente durante l’utilizzo o la fruizione del servizio, potendo fare affidamento su tecnologie di realtà aumentata e reale.
- Approfondimenti proattivi: le aziende sfruttano l’analisi predittiva per comprendere in anticipo le esigenze dei clienti ed offrire nuovi servizi, che più si avvicinano alle caratteristiche di ognuno.

Ancora una volta, la soddisfazione del cliente è il parametro principale che dovrebbe guidare le azioni delle società ed essere al centro della strategia attuata. Soprattutto durante la fase di maturazione, l’attenzione al cliente deve diventare un’area chiave per aumentare il vantaggio competitivo e deve necessariamente essere accompagnata da una riduzione dei costi, per accelerare il processo di adozione della tecnologia da parte del cliente stesso.

I modelli di business che, se correttamente applicati, possono portare ad un’adozione di massa, saranno:

- Rivoluzionare l’offerta in un determinato mercato attraverso:

- servizi resi gratuitamente al cliente, con flussi di entrate alternative (monetizzazione derivanti dalla gestione ed analisi dei dati, da pubblicità o da commissioni).
- servizi decisamente più economici rispetto alla concorrenza, in mercati in cui i prodotti sono in gran parte simili e i clienti sono molto sensibili ai diversi livelli di prezzo. In questi segmenti di mercato, le aziende FinTech hanno l’opportunità, attraverso la riduzione dei prezzi e il pieno sfruttamento del potenziale tecnologico, di acquisire nuovi target di clienti inclini al processo innovativo, andando ad aumentare il vantaggio competitivo in modo sostenibile, sviluppandosi su basi solide. Ad esempio, nei mercati dei prestiti P2P (peer-to-peer), estremamente competitivo, l’automazione portata dalle tecnologie digitali è stato uno dei fattori di maggiore successo.

- Creare un nuovo tipo di servizio: le start-up FinTech hanno la possibilità di offrire ai clienti nuove tipologie di servizio o servizi già esistenti attraverso nuovi canali, in modo da soddisfare i consumatori, non pienamente appagati dai servizi precedentemente dedicatogli. Ad esempio, la possibilità di poter controllare il proprio conto corrente direttamente dallo smartphone, può spingere il cliente a voler investire una determinata somma attraverso servizi di crowdfunding, sempre e comodamente dal proprio telefono cellulare.

- Offrire servizi a società con una base di clienti già presente o risolvere un problema per un’altra società: una start-up FinTech potrebbe aiutare un’azienda più strutturata a soddisfare le esigenze dei clienti ancora non totalmente soddisfatte, in modo da offrire un servizio migliore dal punto di vista della “customer satisfaction”. In questo modo, l’azienda consolidata ricopre il ruolo di distributore della società FinTech e i clienti dell’una diventano anche clienti dell’altra, andando a creare e sinergie che possono avere risultati positivi per entrambe. Ad esempio, in ambito bancario, un’azienda FinTech potrebbe fornire dei prestiti o collaborare all’erogazione di mutui, con una propensione diversa rispetta a quella della banca retail con cui collabora. Questo rapporto può implicare una partnership o una joint venture, oppure la banca può effettuare investimenti tramite capitale di rischio e di debito nella start up FinTech, andando a possedere quote della società stessa. Indipendentemente dalla percentuale di partecipazione nel capitale della società, è importante che le due aziende siano allineate dal punto di vista degli obiettivi, della cultura aziendale, della mission e soprattutto della vision.26

1.7 Aree prioritarie di cooperazione internazionale

L’innovazione tecnologica nei servizi finanziari si sta sviluppando sempre più velocemente. Con il suo emergere, molte saranno le opportunità ma anche i rischi da individuare e gestire. Politici, autorità di regolamentazione, supervisori ed istituzioni dovranno cooperare per diminuirne gli effetti negativi.

Le dieci aree individuate dal Financial Stability Board in un report di Giugno 2017, di cui tutti gli organismi internazionali dovrebbero cercare di aumentare la propria consapevolezza e conoscenza di FinTech includono:27

- Gestione dei rischi operativi da parte di fornitori di servizi di terze parti: le autorità dovrebbero analizzarne ed approvarne l’adeguatezza, soprattutto se le istituzioni finanziarie si affideranno in futuro agli stessi fornitori.

Questa analisi comporterebbe un maggiore coordinamento a livello globale tra le autorità finanziarie e partner non tradizionali come le autorità responsabili della sicurezza delle tecnologie informatiche

- Mitigazione dei rischi informatici: i recenti rapporti societari su attacchi informatici significativi e andati a buon fine sottolineano la difficoltà di mitigare il rischio informatico. Sono diverse le azioni che potrebbero contribuire a ridurre la probabilità di subire attacchi informatici con effetti negativi sulla stabilità finanziaria: una pianificazione ex ante delle strategie di mitigazione, una condivisione delle informazioni efficace tra i diversi attori coinvolti, un’attenzione maggiore nell’incorporazione della sicurezza informatica nella progettazione iniziale dei sistemi utilizzati, un’alfabetizzazione finanziaria e tecnologica più solida.

- Monitoraggio dei rischi macro-finanziari: attualmente non ci sono indicazioni convincenti che questi rischi che si possano materializzare, ma l'esperienza dimostra che possono emergere rapidamente se non controllati. L'importanza sistemica potrebbe emergere da una serie di fonti, compresa una maggiore concentrazione in alcuni segmenti di mercato, se i flussi di finanziamento sulle piattaforme di prestito FinTech diventassero maggiori, più complesse ed instabili.

Qualsiasi valutazione puntuale è però messa in discussione dalla limitata disponibilità di dati ufficiali e privati ​​divulgati nell'area FinTech. Le autorità dovrebbero quindi considerare di sviluppare la propria capacità di accedere a fonti di informazione esistenti e nuove, in un’era in cui il possesso e l’analisi efficace dei dati rappresentano una fonte di vantaggio competitivo significativo.

- Problematiche giuridiche e regolamentari: le innovazioni nelle operazioni transnazionali di prestito, negoziazione e pagamento, anche tramite smart contracts, sollevano molti interrogativi sulla compatibilità dei quadri giuridici nazionali, spesso poco convergenti e molto eterogenei tra di loro. La validità legale e l'applicabilità dei contratti intelligenti e di altre applicazioni della tecnologia Blockchain sono in alcuni casi incerte e dovrebbero essere oggetto di discussione ulteriore.

- Analisi dei big data: le analisi dei dati stanno guidando la trasformazione in tutti i settori, con la possibilità di condurre rapidamente analisi accurate e migliorare l'identificazione e la gestione del rischio. Simile all'utilizzo di algoritmi in altri campi, come il commercio di titoli, la complessità e l'opacità di alcuni modelli di analisi dei big data rappresentano uno scoglio difficile da superare per le autorità che vogliono valutare la robustezza degli stessi modelli o nuovi rischi imprevisti nel comportamento del mercato, per determinare se il mercato ed i partecipanti controllano effettivamente appieno i propri sistemi.

- Valutare il perimetro di regolamentazione e aggiornarlo tempestivamente: i regolatori dovrebbero essere reattivi nel rispondere ai rapidi cambiamenti dello spazio FinTech, implementando un processo di revisione periodica del perimetro normativo.

- Apprendimento condiviso con gli attori del settore privato: per sostenere i benefici dell'innovazione attraverso l'apprendimento condiviso e un maggiore accesso alle informazioni sugli sviluppi, le autorità dovrebbero continuare a migliorare i canali di comunicazione con il settore privato e condividere le loro esperienze con acceleratori e centri di innovazione, in modo da fornire informazioni fruttuose sul nuovo modello normativo emergente.

- Sviluppare ulteriormente linee di comunicazione tra le autorità competenti: data l'importanza potenzialmente crescente delle attività del settore FinTech e delle sue interconnessioni con il sistema finanziario, le autorità potrebbero voler sviluppare ulteriormente le loro linee di comunicazione per garantire una preparazione più efficace.

- Sviluppare la capacità del personale in nuove aree di competenza richiesta:i supervisori e le autorità di regolamentazione dovrebbero assicurarsi di avere le risorse e le competenze adeguate per affrontare la tematica FinTech.

- Studio di un possibile utilizzo di valute digitali: dovrebbero essere studiate le conseguenze dell’utilizzo delle valute digitali per i sistemi finanziari nazionali e il quadro monetario globale. Oltre a monitorare gli sviluppi, le autorità competenti dovrebbero analizzare le potenziali implicazioni delle valute digitali per la politica monetaria, la stabilità finanziaria e il sistema monetario globale.

Se da una parte sono molti i rischi e le aree su cui focalizzarsi in maniera prioritaria per evitare conseguenze negative sul settore, dall’altra le tecnologie innovative derivanti dall’applicazione del FinTech hanno le potenzialità per stabilizzare il sistema finanziario e mitigare i potenziali rischi.

Ciò deriva dalla possibilità che queste tecnologie possano portare a dei cambiamenti nella struttura del mercato o alla riduzione delle frizioni finanziarie. Tra i vantaggi principali includiamo:28

- Decentramento e diversificazione: l’applicazione di tecnologie FinTech può portare a un maggiore decentramento e diversificazione in diversi settori. Nel settore del credito, i progressi tecnologici, come l'elaborazione di grandi quantità di dati, hanno ridotto le barriere all'ingresso. Alcuni modelli di business in questo spazio potrebbero anche beneficiare di una regolamentazione più leggera associata alla separazione tra concessione dei prestiti dalla tradizionale attività di deposito.

Un altro esempio potrebbe essere rappresentato dai robo-advice, con cui le imprese più piccole potranno operare a fianco di imprese più grandi a fronte di barriere all'ingresso relativamente basse, compresi i costi fissi.

Nel frattempo, sulla base delle attuali esperienze ed aspettative, la probabilità di un futuro utilizzo di valute digitali private, come Bitcoin o Litecoin, che potrebbero sostituire le valute nazionali, sembra essere molto contenuta, a fronte di una tecnologia sottostante (la Blockchain) che dovrà essere ancora studiata e compresa nella sua interezza e complessità.

- Efficienza: le innovazioni nei servizi finanziari hanno il potenziale per portare sul mercato una maggiore efficienza.

L'adozione di tecnologie che migliorano la produttività, come il robo-advice o applicazioni di tecnologie che semplificano le funzioni di back-office, potrebbero rafforzare i modelli di business delle istituzioni finanziarie.

L'apprendimento automatico e l'intelligenza artificiale potrebbero facilitare i miglioramenti nei processi decisionali, ottimizzando i modelli utilizzati da istituzioni finanziarie e investitori. I futuri modelli di business dei robo-consulenti non avranno bisogno quindi di una presenza fisica rispetto alle banche tradizionali e l'uso di algoritmi per valutare il merito di credito e le opportunità di investimento potrà consentire alle piattaforme di operare con costi relativamente bassi. Le piattaforme di prestito di FinTech potrebbero anche ridurre i costi di ricerca e di transazione e portare a una migliore allocazione del capitale. Una maggiore efficienza e velocità nell'esecuzione delle transazioni promessa dai registri distribuiti potrebbe oltretutto ridurre i rischi, riducendo il tempo di liquidazione ed il tempo durante il quale un soggetto è esposto alla controparte, con conseguente ridimensionamento dei rischi.

Inoltre, una maggiore velocità potrà liberare garanzie e capitale per altri usi produttivi, con conseguenti benefici su tutto il settore macroeconomico ed il sistema finanziario.

- Trasparenza: l'utilizzo più efficiente dei dati ha il potenziale per ridurre le asimmetrie informative in molte aree del FinTech.

I dati potrebbero anche consentire la creazione di contratti intelligenti che mirano in modo più preciso ai rischi specifici che gli utenti desiderano gestire ed evitare. Il finanziamento derivante dalle tecnologie FinTech, tra cui l’equity crowdfunding, potrebbero ulteriormente rivoluzionare l’accesso ai capitali di credito per le famiglie e le imprese.

- Accesso a servizi finanziari: chiaramente, il potenziale per un migliore accesso a una gamma di servizi finanziari in tutte le funzioni economiche è maggiore per quelle regioni dove il sistema finanziario è ancora in fase di sviluppo. In alcuni fra questi paesi, il numero di telefoni cellulari per persona è uguale o maggiore al numero delle persone con accesso a un conto bancario, in particolare nelle zone rurali con accesso limitato o nullo alle banche fisiche.

Il mobile banking consente ai consumatori di ottenere credito ed effettuare acquisti in modo rapido ed efficiente. Innovazioni come l'identità digitale e le applicazioni basate su DLT potrebbero supportare una migliore qualità e accessibilità generale ai servizi finanziari per gli utenti finali.

Più in generale, i servizi di robo-consulenza aumentano l'accesso alla gestione patrimoniale per le famiglie a cui fino ad ora quell’accesso non è stato consentito, per la presenza ad esempio di soglie di investimento minime o commissioni elevate.

Le innovazioni nel settore assicurativo stanno inoltre aumentando l’offerta di prodotti assicurativi per una più ampia gamma di clienti.

Tra il 2010 ed il 2015 sono stati investiti 160 miliardi di dollari nello sviluppo di Start-up FinTech: IPO, fondi di venture capitalist, fusioni, acquisizioni e finanziamenti. L’obiettivo di queste nuove realtà è quello di riprogettare totalmente i servizi finanziari, portando nel mondo il rinnovo digitale.

Figura 1.8. Numero di accordi e totale finanziamenti ($mln) globali di Venture Capital nel settore FinTech nel Q2 2018 e nei quarter precedenti

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Fonte: CB Insights, “FinTech Report Q2 2018”

1.8 Blockchain: descrizione della tecnologia

Le trasformazioni in atto in ambito finanziario possono essere paragonate alla scoperta della partita doppia in Italia nel quattordicesimo secolo o alla nascita della prima banca, sempre in Italia, nel 1407 in Toscana. Il concetto moderno di banca nasce infatti in Toscana: sono italiane le prime lettere di credito, gli assegni e i primi buoni del tesoro e la prima banca ufficialmente riconosciuta è il Banco di San Giorgio nel 1407.29

La tecnologia Blockchain ha la possibilità di cambiare drasticamente la tracciabilità delle transazioni finanziarie e la proprietà dei dati, mettendo in discussione il concetto di proprietà stessa. Tradizionalmente, le autorità centrali sono sempre state responsabili del mantenimento e tracciamento delle transazioni. Un intermediario centralizzato implementa delle regole per gestire i suoi registri in modo da ricavarne profitto, attraverso dei costi economici significativi imposti dallo stesso. Questi intermediari hanno inoltre il monopolio di tutte le informazioni presenti sul libro mastro, impedendo molto spesso il controllo delle varie transazioni a soggetti non autorizzati.

L’industria emergente del FinTech ci ha fornito però un’alternativa radicale per poter registrare e verificare le informazioni: la blockchain, un libro mastro decentralizzato.

La tecnologia ha come obiettivo quello di sfidare lo status quo in maniera radicale, andando ad eliminare le inefficienze derivanti dall’applicazione di sistemi centralizzati, attraverso l’utilizzo congiunto di matematica e crittografia, creando un database aperto, decentralizzato e distribuito di tutte le transazioni che possono includere o generare valore: soldi, beni, proprietà, lavoro e addirittura voti.

Prima di entrare nel dettaglio del funzionamento della tecnologia, è necessario fare una distinzione: con il termine blockchain (iniziale minuscola) si descrive la tecnologia che può essere utilizzata in diversi settori e con altre criptovalute oltre a Bitcoin. Con il termine Blockchain (iniziale maiuscola) ci riferiamo invece alla tecnologia sottostante il Bitcoin.

Fatta questa premessa, in questo elaborato verrà analizzata e discussa la tecnologia Blockchain. Ma cos’è esattamente?

Il World Economic Forum definisce la tecnologia come segue: la Blockchain o DLT (distributed ledger technology) è un protocollo tecnologico che consente lo scambio diretto di dati tra diversi soggetti all'interno di una rete senza la necessità di intermediari. I partecipanti alla rete interagiscono tra di loro con identità crittografate (anonimamente); ogni transazione viene quindi aggiunta a una catena di transazioni immutabile e distribuita a tutti i nodi della rete.30

Una Blockchain è quindi un registro pubblico decentralizzato di tutte le transazioni di un asset digitale, la criptovaluta Bitcoin. Quest’ultimo non è presente in forma fisica da qualche parte come ad esempio l’oro, ma esiste solo come transazione digitale registrata appunto sulla Blockchain, che è condivisa P2P tra i nodi di una stessa rete. Questo database di transazioni viene validato dalla rete stessa ed è formato da un insieme di blocchi, che a loro volta contengono più transazioni al loro interno. Quando tutte le transazioni dello stesso blocco vengono validate, questo viene registrato ed aggiunto agli altri blocchi presenti nel database in ordine cronologico, consentendo ai diversi operatori di tenere traccia delle transazioni in valuta digitale senza aver bisogno del controllo di un’autorità centrale (ad esempio un governo o un’istituzione finanziaria).

L’innovazione tecnologica si presenta come cambiamento del paradigma del concetto di fiducia. La Blockchain ha le potenzialità per offrire una tecnologia ben funzionante solamente in un contesto democratico, in grado di garantire a tutti i partecipanti il controllo più totale e trasparente di tutte le transazioni, essendo queste registrate nel libro mastro distribuito immutabile ed inalterabile da terze parti.

Le caratteristiche di questo database possono essere riassunte in:

- decentralizzazione
- tracciabilità di tutti i partecipanti alla rete
- immutabilità totale delle transazioni
- maggiore sicurezza delle transazioni tramite l’utilizzo della crittografia
- maggiore trasparenza

Prima di descrivere puntualmente il funzionamento della Blockchain è utile analizzare e dare un significato ai vari concetti presenti nell’elaborato:

- Database: una collezione organizzata di informazioni e dati.31

Nel mondo attuale, è presente un flusso continuo di informazioni e la sfida principale è quella di poterle archiviare in maniera efficace ed utilizzarle ogni qualvolta se ne abbia bisogno.

I database possono essere di tre tipi e seguono la classificazione derivante dagli studi di Paul Baran, ingegnere polacco che nel 1964 suggerì l’esistenza di tre architetture possibili per una rete come quella di Internet, evidenziando come l’architettura centralizzata e quella decentralizzata fossero vulnerabili agli attacchi informatici e presentando la rete distribuita come l’unica davvero in grado di mantenere alti livelli di sicurezza. I tre tipi di database possono quindi essere centralizzato, decentralizzato e distribuito:32

1. Database centralizzato: i dati sono organizzati come un corpo unificato memorizzato su un singolo processore (CPU). Per ottenere le informazioni è necessario collegarsi al computer principale, il server. Questo può essere definito come un nodo privilegiato e distinto in quanto serve tutti i client. Questo server può essere di proprietà di una società o un terzo soggetto che lo gestisce totalmente ed è considerato come unico punto di fallimento (point of failure) del sistema: se il server viene manomesso o subisce dei danni, tutto il sistema ne subirà le conseguenze. Classici esempi di server centralizzati sono i siti web.

Nel database centralizzato, la fiducia è nell’autorità centrale che lo gestisce e ne rappresenta l’unico punto centrale.

2. Database decentralizzato: non è presente nessun archivio centralizzato, ma alcuni server hanno la responsabilità di fornire le informazioni ai clienti, qualora ne avessero bisogno. Non è quindi presente quindi un solo grande soggetto centrale, ma ci sono tanti soggetti centrali. Questi possono svolgere il proprio lavoro in maniera indipendente da quello degli altri. In questo caso, i punti di fallimento sono maggiori rispetto al database centralizzato, ma presenti in numero finito. La fiducia in questo tipo di database è delegata ad una fra le tante autorità centrali presenti nel sistema, di solito la più vicina.

3. Database distribuito: non esiste un archivio di dati completamente centralizzato, con la conseguenza che tutti i nodi contengono le informazioni, i clienti sono considerati uguali e hanno tutti gli stessi diritti degli altri. Tutti i soggetti che ne fanno parte sono quindi interconnessi tra di loro. La governance si basa quindi su un nuovo concetto di fiducia presente tra tutti i partecipanti. Se da una parte questo ledger risulta molto più stabile (un singolo punto di fallimento non avrà conseguenze negative sull’intero network come nei due sistemi precendenti), il mantenimento del sistema è molto più complesso perché ogni singola decisione deve passare attraverso il consenso di tutti i partecipanti, cosa spesso non facile.33

Figura 1.9. Descrizione dei tre tipi di database: centralizzato, decentralizzato e distribuito

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Fonte: Paul Baran (1964), Medium.com

- Nodo: sono tutti i soggetti partecipanti alla Blockchain e sono costituiti fisicamente dai server di ciascun soggetto.

- Transazione: formate dai diversi dati che rappresentano i valori oggetto di scambio che devono essere verificate, approvate ed in seguito archiviate sul ledger.

- Ledger: è il registro pubblico distribuito (Distributed Ledger) nel quale sono registrate tutte le transazioni in maniera ordinata, precisa e sequenziale. Il registro si compone di vari blocchi, collegati tra loro tramite crittografia e l’uso di Hash. La tecnologia che gestisce il ledger è la “Distributed Ledger Technology” (DLT) e non va confusa con la Blockchain stessa. La Blockchain è infatti la realizzazione del Distributed Ledger, come evoluzione del database centralizzato e decentralizzato.

- Blocco: è formato da un insieme di transazioni che vengono unite, verificate e poi in seguito archiviate dai partecipanti nello stesso blocco. Questo andrà ad aggiungersi agli altri blocchi formati da transazioni precedentemente verificate ed approvate, creando una catena di blocchi (Blockchain appunto).

- Crittografia: la crittografia asimmetrica è ciò che rende possibile l’utilizzo della Blockchain e di bitcoin.

È proprio grazie alla crittografia (e al suo utilizzo in una rete peer-to-peer) che si devono le caratteristiche per cui queste due tecnologie sono apprezzate: immutabilità ed autenticità dei dati. Oltre che per le criptovalute, la crittografia asimmetrica può essere utilizzata anche per la verifica attraverso firme digitali e, all’interno di una rete P2P, per creare altri tipi di registri distribuiti che potrebbero in un futuro anche sostituirsi a Blockchain.34

- Hash: sistema matematico che non può essere invertito e che consente di convertire un messaggio di lunghezza arbitraria in un codice alfanumerico di lunghezza determinata chiamata Digest o impronta digitale. L’ hash identifica in maniera totalmente sicura ogni blocco, rendendo i blocchi stessi immutabili e verificabili allo stesso tempo. Registrando tutte le informazioni relative al blocco e attraverso l’hash del blocco precedente, è possibile creare la catena e legare un blocco a quello successivo.

[...]


1 Deloitte, (2017), “The Fourth Industrial Revolution is here—are you ready?”, https://www2.deloitte.com/content/dam/Deloitte/tr/Documents/manufacturing/Industry4-0_Are-you-ready_Report.pdf

2 World Economic Forum, https://toplink.weforum.org/knowledge/insight/a1Gb0000001hXcwEAE/explore/dimension/a1G0X000004fPFFUA2/summary

3 Yueh L. (2018), “On the prosperity of countries”, https://voxeu.org/article/prosperity-countries

4 Schwab K. (2016), “The fourth industrial revolution” https://luminariaz.files.wordpress.com/2017/11/the-fourth-industrial-revolution-2016-21.pdf

5 Valsania M., Il Sole 24 Ore, (2018), “Apple oltre i mille miliardi di capitalizzazione. Ecco perché può crescere ancora”, http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-08-03/apple-oltre-mille-miliardi-capitalizzazione-e-puo-crescere-ancora-064656.shtml?uuid=AESQTbWF

6 O'Kane S., The Verge (2018) “Tesla can change so much with over-the-air updates that it’s messing with some owners’ heads”, https://www.theverge.com/2018/6/2/17413732/tesla-over-the-air-software-updates-brakes

7 https://it.wikipedia.org/wiki/Spotify

8 Schwab K. (2016), “The fourth industrial revolution” https://luminariaz.files.wordpress.com/2017/11/the-fourth-industrial-revolution-2016-21.pdf

9 World Economic Forum (2018), “The Global Risks Report 2018 13th Edition”, http://www3.weforum.org/docs/WEF_GRR18_Report.pdf

10 https://www.investing.com

11 Gilbert M., Ashworth M., Bloomberg, (2017), “Euro High-Yield Looks Frothy”, https://www.bloomberg.com/gadfly/articles/2017-08-07/euro-high-yield-looks-frothy

12 https://www.borsaitaliana.it/etf/formazione/cosaeunetf/coseunetf.htm

13 Wigglesworth R., Financial Times, (2017), “Global ETF assets reach $4tn”, https://www.ft.com/content/89c18106-3591-11e7-bce4-9023f8c0fd2e

14 International Monetary Fund, (2017),” Global Financial Stability Report October 2017: Is Growth at Risk?”, https://www.imf.org/en/Publications/GFSR/Issues/2017/09/27/global-financial-stability-report-october-2017

15 Elliott D., Qiao Y., (2015), “Reforming Shadow Banking in China”, https://www.brookings.edu/wp-content/uploads/2016/06/Elliott-Shadow-Banking-2.pdf

16 Schwab K., World Economic Forum, (2017), “The Global Competitiveness Report 2017-2018”, http://www3.weforum.org/docs/GCR2017-2018/05FullReport/TheGlobalCompetitivenessReport2017%E2%80%932018.pdf

17 World Economic Forum (2018), “The Global Risks Report 2018 13th Edition”, http://www3.weforum.org/docs/WEF_GRR18_Report.pdf

18 Wolf M., Il Sole 24 Ore, (2018), “Il ritorno alla normalità delle politiche monetarie”, http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2018-01-24/il-ritorno-normalita-politiche-monetarie-214640.shtml?uuid=AEeBcZoD

19 Cazzola G., (2017), “Il progresso tecnologico non uccide il lavoro ma lo trasforma”, https://www.firstonline.info/il-progresso-tecnologico-non-uccide-il-lavoro-ma-lo-trasforma/

20 Global Trade Alert, (2017), “Global Dynamics”, https://www.globaltradealert.org/global_dynamics

21 Banca d’Italia, (2017), “FinTech in Italia”, https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/analisi-sistema/stat-banche-intermediari/FinTech_in_Italia_2017.pdf

22 FSDC (Financial Services Development Council), Paper No.29, (2017), “The Future of FinTech in Hong Kong”, www.fsdc.org.hk/sites/default/files/FSDC%20Paper_FinTech_E.pdf

23 https://investirebitcoin.forumfree.it/?t=71009693

24 EY, (2017), “EY FinTech Adoption Index 2017”, https://www.ey.com/Publication/vwLUAssets/ey-fintech-adoption-index-2017/$FILE/ey-fintech-adoption-index-2017.pdf

25 Capgemini, (2018), “World fintech report 2018”, https://www.capgemini.com/wp-content/uploads/2018/02/world-fintech-report-wftr-2018.pdf

26 EY, (2017), “EY FinTech Adoption Index 2017”, op. cit.

27 Financial Stability Board, (2017), “Financial Stability Implications from FinTech”, http://www.fsb.org/wp-content/uploads/R270617.pdf

28 Financial Stability Board, (2017), “Financial Stability Implications from FinTech”, op.cit.

29 Ferrari, R. (2016), “L’era del Fintech”, Franco Angeli

30 Deloitte, (2017), “The Blockchain (R)evolution – The Swiss Perspective”, https://www2.deloitte.com/content/dam/Deloitte/ch/Documents/innovation/ch-en-innovation-blockchain-revolution.pdf

31 Tar A., Cointelegraph, (2017), “Decentralized and Distributed Databases, Explained”, https://cointelegraph.com/explained/decentralized-and-distributed-databases-explained

32 www.Blockchain4innovation.it

33 Goyal S., Medium, (2015), “Centralized vs Decentralized vs Distributed”, https://medium.com/delta-exchange/centralized-vs-decentralized-vs-distributed-41d92d463868

34 Cavicchioli M., Il Bitcoin, (2018), “La vera rivoluzione non è la Blockchain, ma la crittografia”, https://www.ilbitcoin.news/la-vera-rivoluzione-non-e-la-Blockchain-ma-la-crittografia/

Excerpt out of 150 pages

Details

Title
La tecnologia blockchain e il suo utilizzo nel settore finanziario: il caso JP Morgan Chase
College
University of Rome "La Sapienza"  (Economics)
Course
Business Management
Author
Year
2019
Pages
150
Catalog Number
V455013
ISBN (eBook)
9783668954175
Language
Italian
Tags
blockchain, case, morgan
Quote paper
Andrea Giacoia (Author), 2019, La tecnologia blockchain e il suo utilizzo nel settore finanziario: il caso JP Morgan Chase, Munich, GRIN Verlag, https://www.grin.com/document/455013

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