1 Il personaggio di Dario Fo
- Biografia
Dario Fo nasce nel 1926 a San Giano in provincia di Varese; suo padre un ferroviere, sua madre una contadina. Nasce in una famiglia proletaria, di tradizioni democratiche e antifasciste. Dai suoi compaesani, per la maggior parte contrabbandieri e pescatori di frodo, tutti individui dotati di una fantasia senza limiti, Fo impara a vedere e a leggere le cose in un certo modo.
A Milano giovanissimo, frequenta l'accademia di Brera. Si iscrive alla facoltà di architettura del Politecnico, che frequenta fino a sette esami dalla laurea. È questo un periodo di enorme entusiasmo per Fo, il quale inizia a scoprire un ambiente nuovo e in movimento, e i rapporti umani che si aprono e gli crescono intorno. Dario Fo si inserisce nella città con un profondo istinto per la partecipazione attiva e creativa nel rapporto con gli altri, un forte senso del positivo, della realtà concreta, una sana voglia di vivere che rifiuta ogni atteggiamento di introversione, di abbandono decadente.
Si porta addosso la fantasia dei "fabulatori" che giravano intorno al lago Maggiore, dove Fo è nato, raccontando nelle piazze, nelle osterie, strane storie, un poco ingenue, un poco matte. La semplicità era la loro caratteristica. Le loro storie erano semplici iperboli desunte dall'osservazione della vita quotidiana, ma al di sotto di queste storie "assurde" si nascondeva la loro amarezza; l'amarezza di una gente delusa e di una satira acerba - rivolta al mondo ufficiale - che forse pochi coglievano. Raccontavano, sempre in prima persona, di strani pescatori che, dando troppa forza al lancio della lenza pescavano dall'altra parte campanili; di strani corridori su barche, che si dimenticavano di mollare gli orrneggi e arrivavano al traguardo logicamente secondi; di strani esploratori del mondo sottomarino dove scoprivano un paese tale quale sopra, ma immobile e pulitissimo con tutti i suoi personaggi.
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Indice dei contenuti
1. Il personaggio di Dario Fo - Biografia
2. Cronologia storica dell’Italia dal 1961 al 1963
2.1 L’anno 1961
2.2 L’anno 1962
2.3 L’anno 1963
3. Le ecomafie – Le holding degli appalti
4. Il teatro di Dario Fo
5. Chi ruba un piede è fortunato in amore
6. Settimo: ruba un po’ meno
Obiettivi e temi della ricerca
L'elaborato analizza il legame intrinseco tra la produzione teatrale di Dario Fo e il contesto politico e sociale dell'Italia tra gli anni '60 e '70, esplorando l'evoluzione dell'artista da figura di satira a militante rivoluzionario. La ricerca indaga come il teatro sia diventato uno strumento di controinformazione e di critica alla gestione del potere.
- La biografia artistica di Dario Fo e le sue radici nella cultura popolare.
- La cronologia politica italiana (1961-1963) e le dinamiche del centrosinistra.
- Il rapporto tra malaffare, ecomafie e il sistema degli appalti pubblici.
- L'evoluzione del teatro di Fo verso forme di rappresentazione politica e alternativa.
- Il valore pedagogico e rivoluzionario del teatro "giullaresco" e popolare.
Estratto dal libro
Il teatro di Dario Fo
Il Sessantotto può essere definito sul piano teatrale, come l'anno zero, o meglio come il risultato della ricerca di un nuovo pubblico come destinatario, e di un rinnovato rapporto con questo stesso. Luca Ronconi mette in scena l'Orlando Furioso, il teatro italiano ritorna alle radici e ridiventa un teatro di piazza, teatrini sperimentali fioriscono in periferia di Milano e di Torino, Streheler inaugura le prime rappresentazioni al Piccolo Teatro di Milano, e Dario Fo propone un nuovo tipo di teatro più qualitativo ma nello stesso tempo libero e fruibile da tutti.
Il suo gruppo di attori La Nuova Scena, divulga nei propri spettacoli una dialettica precisa, non cerca di strappare i plausi del pubblico attraverso la magnificenza di una scenografia o il pathos dell'interpretazione, ma attraverso un dialogo, abbastanza provocatorio, aperto, e senza mediazioni tra la Compagnia ed il pubblico. Lo spettacolo stesso il più delle volte non avviene all'interno di un teatro tradizionale, ma in zone cittadine pubbliche, come circoli politici, giardini pubblici, palestre e stadi di calcio addirittura chiese. Quasi sempre gli spettatori non pagano un biglietto di entrata, è cioè un tipo di teatro aperto a tutte le classi sociali, anche quelle più povere e gli spettacoli sono sovvenzionati da volontari e dai Soci del Circolo dell'ARCI.
Un teatro interamente aperto al pubblico che ritrova le proprie origini nell'essere recepito dall'utente senza mediazioni esterne.
Riassunto dei capitoli
Il personaggio di Dario Fo - Biografia: Viene ripercorso il vissuto dell'autore, dall'infanzia proletaria alla formazione architettonica, evidenziando le influenze che hanno plasmato il suo spirito critico.
Cronologia storica dell’Italia dal 1961 al 1963: Analisi dettagliata del clima politico italiano, concentrandosi sull'ascesa del centrosinistra e sulle contraddizioni della classe dirigente dell'epoca.
Le ecomafie – Le holding degli appalti: Esame del legame tra criminalità organizzata, politica e speculazione edilizia, che ha trasformato il territorio in un bene da saccheggiare.
Il teatro di Dario Fo: Approfondimento sulla svolta teatrale degli anni '60 e '70, volta a creare un rapporto diretto e provocatorio con un nuovo pubblico proletario.
Chi ruba un piede è fortunato in amore: Contestualizzazione dell'opera all'interno del periodo "borghese" dell'autore e della sua ricerca teatrale.
Settimo: ruba un po’ meno: Analisi dell'impegno politico dell'opera in linea con la militanza culturale dell'autore in quegli anni.
Parole chiave
Dario Fo, Teatro popolare, Politica, Centrosinistra, Ecomafie, Speculazione edilizia, Cultura di classe, Giullare, Controinformazione, Lotta politica, Storia contemporanea, Italia anni sessanta, Teatro di piazza, Critica sociale.
Domande frequenti
Di cosa tratta principalmente questo lavoro?
Il lavoro esamina il rapporto profondo e conflittuale tra l'opera teatrale di Dario Fo e la storia politica e sociale italiana tra il 1960 e il 1980.
Quali sono i temi centrali affrontati?
I temi principali includono il teatro come strumento di lotta politica, il malaffare nel settore edilizio, la censura e la ricerca di un pubblico popolare.
Qual è l'obiettivo principale della tesi?
L'obiettivo è comprendere come Fo abbia trasformato il teatro in un'arma di controinformazione rivolta alle masse, distaccandosi dai circuiti borghesi.
Quale metodo scientifico viene utilizzato?
Si utilizza un metodo storico-analitico che intreccia l'evoluzione delle cronache politiche italiane con l'evoluzione drammaturgica e tematica delle opere di Fo.
Cosa viene trattato nel corpo centrale dell'opera?
Il corpo centrale esplora le diverse fasi artistiche di Fo, il suo impegno con l'associazione "La Comune" e la critica serrata contro le istituzioni e la speculazione.
Quali sono le parole chiave che definiscono lo studio?
Le parole chiave includono teatro, politica, cultura popolare, lotta di classe, ecomafie e Dario Fo.
In che modo l'urbanizzazione ha influenzato la critica politica di Fo?
La speculazione edilizia e la gestione clientelare degli appalti descritte nel capitolo 3 forniscono il substrato economico-politico che Fo denuncia aspramente nei suoi spettacoli.
Qual è il ruolo del "giullare" secondo l'autore?
Fo reinterpreta la figura del giullare medievale come un moderno erede che utilizza il grottesco e la satira per accusare i potenti e dare voce alle classi oppresse.
- Quote paper
- Elisabetta D'Amato (Author), 2000, La politica nel Teatro di Dario Fo, Munich, GRIN Verlag, https://www.grin.com/document/621