Il riformismo austriaco nella Lombardia settecentesca: Maria Teresa e Giuseppe II (La Salubrità dell'aria, L'Innesto del vaiuolo)


Term Paper (Advanced seminar), 2003
23 Pages, Grade: 2,0

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INDICE

1. Introduzione

2. Il riformismo asburgico e il ruolo dell´illuminismo lombardo
2.1. Il riformismo asburgico
2.2. Il ruolo dell´illuminismo lombardo

3. La poesia civile di Giuseppe Parini
3.1. La Salubrità dell´aria
3.2. L´Innesto del vaiuolo

4. Conclusione

Bibliografia

1. Introduzione:

Dopo un Secesimo caratterizzato da una grave crisi demografica, data alla pestilenza del 1630, e da una recessione economica, agricola e manifattureria, la Lombardia viene scuotata dal 1701 al 1714 dalla guerra di successione spagnola. Con il trattato di Rastatt, concluso tra la Spagna e la Francia nel 1714, Carlo VI d´Asburgo rinuncia in favore del Borbone Filippo V alla corona spagnola, ottenendo in cambio fra l´altro il Milanese e Mantua: Così la Lombardia scambia la dominazione spagnola, sotto la quale si trova dal 1535, contro l´annessione all´impero asburgico. Dopo la morte di Carlo VI nel 1740, sua figlia Maria Teresa sale sul trono dell´impero asburgico, resistendo alla guerra di successione austriaca. Cercando di porre rimedio al disordine finanziario ed amministrativo dell´impero, Maria Teresa apre nel 1748 un periodo di riformismo prudente, il quale favorisce il progresso economico e la formazione di una borghesia imprenditoriale; questo riformismo prudente diventa più ardente quando, dopo la sua morte nel 1780, il primogenito Giuseppe II succede a Maria Teresa.

Questo riformismo che caratterizza il regno degli Asburgo Maria Teresa e Giuseppe II viene indubbiamente influenzato dalla penetrazione in Italia di nuovi correnti, l´enciclopedismo francese e l´imperismo inglese, motivati dal tentativo di fondare una cultura moderna poggiata sulle scienze e sull´economia: La scuola filosofica e giuridica dei Lumi, la quale riunisce questi correnti sotto il vessillo del progresso, della libertà, della tolleranza e dell´uguaglianza, propugna l´applicazione del lume della ragione al governo e all´economia, incitando i reggenti europei a liberare lo Stato dalla preponderanza della Chiesa e ad iniziare delle riforme. In Lombardia, i concetti progressisti dei Lumi si trovano in relativa armonia con le riforme del governo, gli intellettuali locali e i reggenti stranieri congiugendosi per modernizzare il Milanese.

Fra questi intellettuali locali si trova il poeta Giuseppe Parini, nato nel 1729 a Bosisio e morto nel 1799 a Milano: la sua vita segue un secolo non affatto immobile, ma che si apre con la guerra du successione spagnola e si chiude con la rivoluzione francese e le guerre napoleoniche, vedendo un capovolgimento radicale della vita sociale e politica. Testimonio del suo tempo, la posizione del Parini dinanzi ai problemi vitali del Settecento riflette bene la nuova cultura lombarda: animato da ideali umanitari ma paternalisti, il Parini rimane una delle figure più rappresentative dei Lumi lombardi, dai quali incarna le virtù, ma anche i limiti.

2. Il riformismo asburgico e il ruolo dell´illuminismo lombardo

2.1. Il riformismo asburgico

Dopo la morte nel 1740 di Carlo VI d´Asburgo, il quale non lascia eredi maschili, sua figlia Maria Teresa, nata nel 1717 a Vienna e sposata dal 1736 a Francesco Stefano di Lorena, viene intronizzata; ma sarà soltanto a partire del 1748, dopo la fine della guerra di successione austriaca, che Maria Teresa potrà impegnarsi nella riorganizzazione degli suoi Stati, secondata dai ministri F.W. Haugwitz e W.A. von Kaunitz. Preposto dal 1756 al diretto controllo dello Stato di Milano, dove promotte numerose riforme nel campo economico e sociale, il cancelliere Kaunitz diventerà la personalità dominante dell´assolutismo illuminato, rappresentando il principale legame tra i regni di Maria Teresa e di Giuseppe II.

Tra il 1749 e il 1761 il nuovo governo austriaco rafforza l´amministrazione, creando una struttura burocratica centralizzata ed efficiente, uniforme per tutti i territori dell´Impero asburgico; nel 1757 si crea a Vienna un Dipartimento d´Italia, responsabile per la Lombardia. Cariche amministrative non vengono più vendute; il governo riordina le finanze statali con la fondazione di un banco pubblico e di una nuova ispezione del catasto, il nuovo metodo per la registrazione dei beni e della proprietà riassestando non soltanto il sistema fiscale lombardo, ma aiutando anche allo sviluppo dell´agricoltura, all´aumentazione della produttività e alla centralizzazione del controllo del reddito.

Dopo la morte di Francesco Stefano di Lorena nel 1765, Maria Teresa mette accanto a lei al potere il primogenito Giuseppe II, nato nel 1741 a Vienna. Il soggiorno compiuto da Giuseppe II in Lombardia nel 1769 accelera le ristrutturazioni, le 4.689 suppliche ricevute da Giuseppe II nelle varie città lombarde dando per molti anni lavoro ai responsabili del Dipartimento d´Italia a Vienna e alle autorità milanesi. Infatti, sotto la coregenza di Giuseppe II le riforme diventano più ardite: Il governo abolisce la tortura; mitiga il servaggio rurale; sopprime la libertà fiscale dell´aristocrazia e della Chiesa.

Nel suo libro Parini e l´illumismo lombardo, Giuseppe Petronio cita Pietro Verri, il quale scrive nella sua Storia dell´invasione dei francesi repubblicani nel Lombardo nel 1796:

"Sotto il regno di Maria Teresa il milanese fu tanto felice quanto è possibile esserlo sotto il potere assoluto... L´economia pubblica venne portata alla maggior perfezione, i tributi ripartiti sopra un castato ben formato. L´amministrazione delle gabelle avocata alle mani del sovrano, e liberati i popoli dal giogo de´ fermieri; i creditori della Camera esattamente soddisfatti; le comunità regolate con leggi uniformi e giuste, i loro debiti diminuiti... le cariche non più riservate all´ipocrisia o alla simulazione, ma postivi anche de´ cittadini illuminati e liberi da pregiudizi; le finanze animate con l´abolizione dell´inquisizione, con una discreta libertà della stampa e introduzione de´ libri, colla fortunata riforma delli studii e della università di Pavia... coll´accordare stipendio e onore ai cittadini che onoravano la patria senza bigottismo."[1]

Ma in fondo, Maria Teresa rimane una sovrana prudente e conservatrice: niente affatto più liberale dei suoi precedessori, essa prende soltanto le iniziative riformatrici necessarie per risanare gli Stati dell´Impero; essa non tocca ai privilegi politici dell´aristocrazia locale, non dimenticando che il potere dello Stato viene limitato da quello dell´aristocrazia. Ma benché abolisce l´inquisizione, particolarmente nel campo religioso si mostra tradizionalistica; essa rifiuta l´Illuminismo, ma i suoi consiglieri aprono la porta alle riforme ecclesiastiche di Giuseppe II.

Giuseppe II, educato lui ai principi dell´illuminsmo, aspetta la morte di Maria Teresa nel 1780 per iniziare un´opera riformatrice più intensa e audace, la quale porta oggì i nomi di despotismo illuminato e di giuseppinismo. Benché le tendenze ugualitariste e umanitarie di Giuseppe II si trovano già largamente diffuse nel governo asburgico a partire dal 1750-1760, la sua coscienza lo porta a riformare per esempio l´educazione, creando un´istruzione elementare popolare, dal 1774 già esistante in Austria; egli riforma la sanità e le istituzioni assistenziali, ma soprattutto abolisce il servaggio rurale e accorda libertà d´industria. Nel 1787 Giuseppe II promulga un nuovo codice della suo opera Dei delitti e delle pene (1764), sostenuta da Giuseppe Parini nel Bisogno (1766). Particolarmente ardite rimangono le riforme nel campo religioso: nel 1781 Giuseppe II emane un Editto di tolleranza, il quale concede la libertà di culto e favorisce il miglioramento delle condizioni degli Ebrei. Senza l´avviso dell´attuale papa Clemente XIV, Giuseppe II diffonde un cattolicesimo subordinato all´autorità statale e quasi indipendente dal papato; egli riduce il potere della Chiesa, sottraendo alle gerarchie ecclesiastiche la censura sulla stampa e l´istruzione elementare, e cerca di regolamentare la vita interna della Chiesa con l´insegnamento della teologia e con la soppressione dell´ordine dei Gesuiti, ma anche di molti conventi, giudicati inutili e di cui i beni vengono venduti. Superando l´opera di sua madre Maria Teresa, Giuseppe II crea un´amministrazione centralizzata di lingua tedesca, sopprimendo nel 1786 il vecchio sistema amministrativo e magistrale: egli sostituisce i principali organismi politici e giuridici dell´aristocrazia lombarda con degli più moderni, e annulla i privilegi accordati dal suo nono Carlo VI all´aristocrazia milanese.

Giuseppe II giustifica il suo intransigente assolutismo con la necessità di una visione unitaria dei problemi e di una capacità decisionale non condizionata da considerazioni e riguardi particolari. Ma la sua opera riformatrice, la quale alcuni critici qualificano di inopportuna e di pericolosa, incontra non soltanto l´opposizione della Chiesa e della nobiltà, ma anche delle masse popolari, ostile all´assolutismo e ai ristrettamenti in materia di libertà, accompagnati dal rafforzamento della polizia nel 1789.

Alla morte di Giuseppe II nel 1790, tutto pare sul punto di crollare e tante riforme vengono ricavate: le ultime sconfitte nella guerra contro l´Impero osmano (1787-1791) e le sue ripercussioni interne, gli inasprimenti fiscali, l´aumento dei prezzi e le difficoltà economiche suscitano un vasto malcontento. Suo fratello Leopoldo II, il quale regna dal 1790 al 1792, non riesce a superare la resistenza del popolo, rafforzata dalla Rivoluzione francese; e il suo successore Francesco II si preoccupa di più dalla guerra contro la Francia napoleonesca e dall´occupazione della Lombardia nel 1796 che di riformismo.

2.2. Il ruolo dell´illuminismo lombardo

Sotto Maria Teresa, ma anche all´inizio del regno di Giuseppe II, la giovane cultura lombarda applaudisce al tentativo degli Asburgo di risanire la struttura economica e sociale del paese: nelle loro opere gli intellettuali illuministi lombardi infatti non soltanto sviluppano teorie progressiste, ma commentano anche le riforme intraprese o progettate dal governo asburgico, pubblicazioni esempiali del Settecento essendo Della Moneta (1750) del Galiani, Il vero fine delle lettere e delle scienze (1753) del Genovesi, Dei delitti e delle pene (1764) del Beccaria e Di una riforma d´Italia (1768) del Pilati. Dalla sua parte, il governo, aperto alle loro idee di rinnovamento, favorisce gli illuministi milanesi; particolarmente il ministro K.J. Firmian, dal 1759 al 1782 plenipotenziario dello stato di Milano, coopta gli intellettuali locali alla realizzazione dei programmi riformistici nel campo economico, giuridico e scolastico, integrandogli in poi ampiamente nella burocrazia statale: esempi famosi ne sono le carriere amministrative di Cesare Beccaria, Pietro Verri e Giuseppe Parini.

Giuseppe Parini per esempio, nato da un´umile famiglia, viene avviato giovanissimo al sacerdozio, ma dopo i suoi studi di teologia entra nei cerchi aristocratici milanesi dal 1754 come precettore in casa del Duca Serbelloni e dal 1763 in casa del Conte Imbonati; nel 1769 egli riceve l´incarico di redigere il foglio semiufficiale La Gazzetta di Milano, promossa dal ministro Firmian, il quale lo chiamerà alla riforma dell´insegnamento: dal 1769 il Parini riceve la cattedra delle belle lettere alle Scuole palatine di Milano, dirette dai Gesuiti, e, dopo la dissoluzione nel 1773 dell´ordine, viene nominato professore di principi generali di belle lettere applicati alle belle arti nel nuovo Gimnasio di Brera e ne diviene sovrintendente nel 1791. I servizi resi al governo asburgico e le sue cariche amministrative ricevute in ricompensa influenzano gli scritti didattici e culturali del Parini, negli quali si trovano tanti ommaggi al governo.

[...]


[1] Giuseppe Petronio, Parini e l´illuminismo lombardo, Bari 1972, pp. 48-49.

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Details

Title
Il riformismo austriaco nella Lombardia settecentesca: Maria Teresa e Giuseppe II (La Salubrità dell'aria, L'Innesto del vaiuolo)
College
University of Frankfurt (Main)
Course
Literarische Aufklärung in Italien: Giuseppe Parini
Grade
2,0
Author
Year
2003
Pages
23
Catalog Number
V65910
ISBN (eBook)
9783638586979
File size
528 KB
Language
Italian
Tags
Lombardia, Maria, Teresa, Giuseppe, Salubrità, Innesto, Literarische, Aufklärung, Italien, Parini
Quote paper
M.A. Dominique Friedrich (Author), 2003, Il riformismo austriaco nella Lombardia settecentesca: Maria Teresa e Giuseppe II (La Salubrità dell'aria, L'Innesto del vaiuolo), Munich, GRIN Verlag, https://www.grin.com/document/65910

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