DHL Supply Chain è la prima azienda italiana ad ottenere la TÜV Certification for Credit Management. La azienda ottiene un riconoscimento di qualità per la capacità gestionale ed organizzativa del credito aziendale. È la prima azienda italiana a sottoporsi a tale certificazione che le ha consentito di raggiungere più elevati livelli di efficacia ed efficienza operativa e gestionale dal punto di vista economico finanziario.
In dettaglio, significa che DHL Supply Chain ha adottato tutti gli strumenti (tecnologici, di skill, di processi e flussi di gestione, ecc.) per gestire le scadenze, i tempi ed i modi di recupero, l’aspetto reddituale e finanziario del credito aziendale. La certificazione rilasciata da TÜV Rheinland, riconosce a DHL Supply Chain Italia la capacità e la qualità nelle operazioni di controllo della situazione creditoria globale e analitica della società, nei processi di valutazione nell’applicazione delle forme di copertura del rischio, nel coordinamento e gestione delle operazioni di recupero crediti limitando al massimo eventuali difficoltà organizzative. La certificazione è relativa al controllo di tutti i documenti economico-finanziari della società ed ha una validità di tre anni (il secondo e terzo anno verranno comunque verificate le condizioni che hanno portato a tale riconoscimento l’azienda
attraverso degli audit specifici).
Indice dei contenuti
1. INTRODUZIONE
Fig.1: Struttura del Gruppo Deutsche Post DHL
Fig.2: Ripensare la logistica nel 21mo secolo
Fig.3: Iniziative di successo del Gruppo Deutsche Post DHL
Fig.4: Project management & First Choice
Fig.5: DHL Supply Chain, servizi offerti
2. SITUAZIONE DEL CREDIT MANAGEMENT IN ITALIA
Fig.6: Giorni medi di ritardo nei pagamenti in Italia e in Europa
Fig.7: Abitudini di pagamento in Italia e Europa per classi di ritardo
Fig.8: Percentuali di aziende europee con ritardi di pagamento superiori ai 30 giorni
3. LE BASI DEL CREDIT MANAGEMENT NELL’AZIENDA
4. DEFINIZIONE DI CREDIT MANAGEMENT
5. REGOLAMENTO A MAGLIE LARGHE COME PARAMETRO DI RIFERIMENTO
6. LA TRASPARENZA PER RIDURRE AL MINIMO I RISCHI
7. UNA CERTIFICAZIONE IN SEI FASI
Fig.9: Diagramma di flusso della certificazione del CM
8. I CONTENUTI DELL’ AUDIT
Fig.10: L’obiettivo finale …
9. PREVISIONI
10. RIQUADRO 1
11. RIEPILOGO DEI FATTORI CHIAVE
12. EXECUTIVE SUMMARY
Fig.11
Obiettivi e focus tematici
L'opera esamina il ruolo strategico della certificazione del Credit Management come strumento per ottimizzare la gestione del capitale circolante e migliorare l'efficienza operativa nelle aziende, prendendo come riferimento l'esperienza concreta di DHL Supply Chain Italia.
- Analisi del contesto attuale del Credit Management nel mercato italiano ed europeo.
- Definizione dei requisiti minimi e degli standard qualitativi per un sistema di Credit Management efficace.
- Descrizione del processo di certificazione esterna (audit) in sei fasi.
- Valutazione dei vantaggi competitivi e gestionali derivanti da una corretta gestione dei crediti e del rischio.
- Integrazione dei processi di credito con le dinamiche operative e logistiche aziendali.
Auszug aus dem Buch
6. LA TRASPARENZA PER RIDURRE AL MINIMO I RISCHI
Un aspetto direttamente correlato alla definizione di un sistema di CM è il desiderio di aumentare il livello di trasparenza e di controllare i rischi nel modo più obiettivo possibile.
La tendenza è chiara: fornitori e committenti si studiano reciprocamente in maniera sempre più approfondita e, prima di stipulare un accordo che li leghi, vogliono sapere con chi hanno a che fare. Quest’atteggiamento riguarda sia i rapporti commerciali nella gestione della merce sia, sempre più frequentemente, il settore finanziario. Le banche esigono un numero sempre maggiore di informazioni sull'identità di coloro che richiedono un finanziamento e sulla motivazione alla base della richiesta presentata dal cliente; i garanti di un credito hanno bisogno di informazioni sui rischi che dovranno coprire. Per il settore finanziario il concetto di trasparenza è rispecchiato in quello di minimizzazione dei rischi.
I metodi per ridurre al minimo i rischi sono molteplici. Quello probabilmente più semplice è il classico accertamento della solvibilità di un partner commerciale. Si tratta di un metodo retrospettivo, con cui verificare il comportamento nei pagamenti effettuati nel passato dal debitore, incluso il relativo margine di incertezza; questa metodologia non fornisce però indicazioni in merito alla situazione economica attuale del soggetto e alla sua condotta futura. Un'altra possibilità sono i cosiddetti "rating", ossia quelle analisi basate su indicatori di riferimento.
Sintesi dei capitoli
1. INTRODUZIONE: Presenta il Gruppo Deutsche Post DHL e sottolinea l'importanza dell'innovazione logistica e dell'adozione di standard elevati di gestione.
2. SITUAZIONE DEL CREDIT MANAGEMENT IN ITALIA: Analizza i dati relativi ai ritardi nei pagamenti in Italia in confronto con il resto d'Europa, evidenziando le criticità specifiche.
3. LE BASI DEL CREDIT MANAGEMENT NELL’AZIENDA: Esplora l'importanza della gestione del credito come funzione strategica per evitare insoluti e ridurre i costi di capitale.
4. DEFINIZIONE DI CREDIT MANAGEMENT: Fornisce una definizione operativa del Credit Management, sottolineando il collegamento essenziale tra gestione dei crediti e successo commerciale.
5. REGOLAMENTO A MAGLIE LARGHE COME PARAMETRO DI RIFERIMENTO: Introduce il concetto di "requisiti minimi" come strumento di supporto volontario ma essenziale per una gestione efficiente.
6. LA TRASPARENZA PER RIDURRE AL MINIMO I RISCHI: Approfondisce le metodologie disponibili per migliorare la trasparenza e ridurre i rischi finanziari nelle relazioni commerciali.
7. UNA CERTIFICAZIONE IN SEI FASI: Delinea il percorso operativo necessario per ottenere la certificazione di un sistema di Credit Management da parte di un ente terzo.
8. I CONTENUTI DELL’ AUDIT: Analizza le aree tecniche e operative coperte dall'audit di certificazione, dal "order-to-cash" alla gestione dei reclami.
9. PREVISIONI: Offre una visione prospettica sull'evoluzione del ruolo del Credit Management come elemento chiave di sicurezza e fiducia per i partner commerciali.
10. RIQUADRO 1: Elenca i 13 punti chiave che costituiscono i requisiti minimi per un corretto Credit Management.
11. RIEPILOGO DEI FATTORI CHIAVE: Sintetizza i concetti fondamentali trattati nell'opera per una rapida consultazione.
12. EXECUTIVE SUMMARY: Riassume in lingua originale il caso di successo di DHL Supply Chain Italia e le lezioni apprese sull'implementazione strategica del CM.
Parole chiave
Credit Management, gestione del capitale circolante, certificazione TÜV, rischio di credito, insolvenza, solvibilità, audit, flussi finanziari, supply chain, pagamenti, rischio finanziario, trasparenza, ordine, fatturazione, insoluti.
Domande frequenti (FAQ)
Di cosa tratta principalmente questo lavoro?
Il documento descrive il processo di implementazione di un sistema di Credit Management certificato, analizzando come tale scelta strategica possa migliorare la liquidità e la gestione operativa in una realtà aziendale complessa come DHL Supply Chain Italia.
Quali sono i principali temi trattati?
I temi centrali includono l'analisi del rischio di credito, l'importanza della trasparenza nei processi finanziari, la metodologia di audit per la certificazione e il collegamento tra Credit Management e logistica operativa.
Qual è l'obiettivo principale della ricerca?
L'obiettivo è dimostrare che il Credit Management non è solo un processo amministrativo, ma un'opportunità strategica per aumentare l'efficienza, ridurre le perdite economiche e rafforzare la fiducia nei confronti dei partner e degli stakeholder.
Quale metodo scientifico o approccio viene utilizzato?
Viene adottato un approccio empirico basato sull'esperienza pratica di DHL, integrato con i riferimenti normativi e i "requisiti minimi" definiti da associazioni di settore tedesche, analizzando il flusso di cassa e la gestione del rischio attraverso il ciclo "order-to-cash".
Cosa viene approfondito nel corpo principale del libro?
Il testo approfondisce le procedure di valutazione della solvibilità, la classificazione dei rischi, le strategie di sollecito, la gestione dei reclami e il ruolo fondamentale dei sistemi IT nel supportare un sistema di gestione del credito moderno ed efficiente.
Quali termini chiave definiscono questa pubblicazione?
Le parole cardine includono Credit Management, Certificazione, Rischio di credito, Solvibilità, Audit, Capitale Circolante e Trasparenza finanziaria.
Perché la certificazione TÜV è considerata un valore aggiunto?
La certificazione fornisce un attestato di terzietà e neutralità che garantisce ai partner commerciali, alle banche e alle assicurazioni la solidità e la correttezza dei processi interni dell'azienda, facilitando così le trattative finanziarie.
Qual è il ruolo dei dipendenti nel processo di certificazione?
Il personale è parte integrante del processo di audit; la certificazione richiede che le direttive siano comprese e applicate correttamente a tutti i livelli, trasformando la cultura aziendale in una più orientata alla qualità e alla consapevolezza del rischio.
- Quote paper
- Vater (Author), Vidali (Author), Pappacena (Author), Arnaboldi (Author), 2010, Certificazione del Credit Management, Munich, GRIN Verlag, https://www.grin.com/document/149605