La "città-anticittà" dell’ultimo simbolista russo: note sul "Rasskaz o Gospodine Prosto" di A. Skaldin


Essay, 2012

11 Pages, Grade: none


Excerpt

Torresin L.

La “città-anticittà” dell’ultimo simbolista russo:

note sulRasskaz o Gospodine Prostodi A. Skaldin

IlRasskaz o Gospodine Prosto[Racconto del Signor Semplice] (1919-1924)[1]

è certamente l’opera di Skaldin che più si accosta alle esperienze dell’Avanguardia.

Questa «prosa complessa, sperimentale, estremamente vicina alla letteratura

di maniera OBĖRIU»[2], abbraccia un frammento temporale ben preciso (22 luglio 1917)[3], ma «con il luogo d’azione l’autore getta apposta la polvere negli occhi al lettore»[4], ambientando la vicenda in uno spazio dai contorni indefiniti e mobili, in una città reale e immaginaria che è al tempo stesso un’“anticittà” – come vedremo.

«Bisogna immaginarsi fin dall’inizio alcuni oggetti e situazioni […]»[5].

La città in cui si svolge il racconto viene intesa da Skaldin sia come

«oggetto» (predmet) che come «situazione» (položenie), in uno sdoppiamento identitario che sottrae all’urbsla sua natura integrale – classica – dihólōno totalità, e la presenta come insieme di oggetti e contemporaneamente teatro dell’azione.

Gli elementi che costituiscono la “città-oggetto” sono la gonna della

diciannovenne di cui è invaghito il protagonista e i suoi riccioli d’oro[6].

La «situazione» o contesto locativo della città è data dalle strade pavimentate

«di sampietrino irregolare o pietre piatte», completamente «deserte»[7], e dalbel étagedel Signor Semplice, immerso in un’atmosfera dal sapore medievale.

L’appartamento del Signor Semplice si trova nel piano nobile. Davanti alle finestre

si erge il muro del giardino botanico, vecchio muro monasteriale di un monastero non russo. La strada è stretta, e da dietro la recinzione, attraversandola fino a raggiungere la casa di fronte, si protende il grasso ramo di un albero pluricentenario. A volte su di esso si vede la sagoma leggera di un impiccato che dondola – un contadino dalle rozze scarpe con la suola di legno –, e l’ombra del cavallo di un cavaliere. Il tintinnio degli speroni o lo scalpitio degli zoccoli per ora non si possono ancora sentire,

ma poi forse si sentiranno[8].

Il «monastero non russo» (nerusskij monastyr’) che confina con l’abitazione

del protagonista del racconto è un piccolo segnale che ci induce a pensare che la variante “russicità” – “non-russicità” non sia un parametro utile alla definizione della città skaldiniana, che, risultando simultaneamente “russa” per alcuni aspetti e “non-russa” per altri, è unaborder town, uno spazio liminare extraetnico e universale in

cui indigeno e allogeno,svoë(proprio) ečužoe(altrui)[9]si intrecciano.

Il Signor Semplice è davvero un Signor Semplice: non ha segni distintivi eccetto la

sua posizione. E difficilmente è stato in Russia. È tanto più sorprendente che la vecchietta che deve comparire se ne stia seduta nella sua veranda indubbiamente russa, e che suo figlio, militare, presti servizio nell’armata russa. L’armata non è ancora divisa in base al colore.

Certamente non si può provare con l’aiuto della veranda e del servizio militare, ma il gatto

parla solo russo. All’estero sarebbe impossibile, anche se fosse un gatto di emigrati: i gatti non hanno principi nazionali, e la vicinanza con i tedeschi, i francesi, i cechi o i serbi influirebbe pur sempre

sullo sviluppo della capacità locutoria di un animale[10].

Alzatosi tardi – come sua abitudine –, dopo latoilettemattutina il Signor

Semplice beve il caffè e intanto rievoca nella sua mente l’immagine dell’innamorata Mary – la nipote diciannovenne con la quale ha fissato un appuntamento per quel giorno –, o meglio, della sua gonna «quotidiana, di cotone, a grandi righe, e i toni sul rosso e sul blu delle righe, su uno sfondo grigio scuro, non danno l’impressione, mescolandosi, di un colore definito»[11]: si tratta di un capo dal taglio particolare, con tasche ai fianchi che permettono a chi lo indossa di sollevarlo agli angoli.

[...]


[1]Il racconto è un capitolo in quattro sezioni di una raccolta di novelle sulla rivoluzione dal doppio titolo,Večera u Mastera Cha[Le serate dal Maestro Cha] oVečera u Mastera Christofora[Le serate dal Maestro Cristoforo] (v. T.S. Car’kova,Terpenie i vernost’, in «Avrora» 10-12, 1993, p. 32; Ead.,“Čeloveka ubit‟ prosto…” (Saratovskij period žizni pisatelja A.D. Skaldina), in «Russkaja literatura» 1, 1994, p. 186; Ead.,“Skaldinovščina” (Saratovskij period žizni A.D. Skaldina), in «Lica: Biografičeskij al’manach» 5, 1994, p. 465; Ead.,“Vašim romanom ja očarovan, kak prekrasnoj vešč’ju…” Pis’ma N.V. Kuz’mina A.D. Skaldinu, in «Volga» 9-10, 1994, p. 135;A.D. Skaldin. Stichi. Proza. Stat’i. Materialy k biografii, sost., podgot. teksta, vstup. stat’ja, komment. T.S. Car’kovoj, Izdatel’stvo Ivana Limbacha, Sankt-Peterburg 2004, p. 492; A. Ackermann,Ödipus im Glück. Zur Poetik von Aleksej Skaldins Roman „Stranstvija i priključenija Nikodima staršego“ („Reisen und Abenteuer Nikodims des Älteren“), Bis, Oldenburg 2001, pp. 16-17). Iniziata nel marzo 1919 e terminata nel mese di ottobre dell’anno 1922, la raccolta è data alle stampe dalla casa editrice Kurgany, ma il manoscritto viene perso durante il primo arresto di Skaldin (cfr. A.D. Skaldin, ed. Car’kova, p. cit.). Se ne conserva solamente una minima parte, ilRasskaz o Gospodine Prosto, pubblicato integralmente per la prima volta in Car’kova,Terpenie i vernost’, cit., pp. 35-49, e riedito inA.D. Skaldin, ed. Car’kova, pp. 225-237 (farò riferimento a quest’ultima edizione).

[2]T.S. Car’kova,Stranstvija i priključenija Alekseja Skaldina, in «Sankt-Peterburgskie vedomosti», 18 aprile 1992 (qui e avanti, in assenza di altre indicazioni, la traduzione è mia). Oltre ad anticipare gliobėriuty, questo capolavoro d’originalità stilistica (cfr. Ead.,«Čeloveka ubit’ prosto…», cit., p. 181) precorre anche ilmauvisme(v. Ead,Terpenie i vernost’, cit., p. 32).

[3]È la data in cui il protagonista del racconto, il Signor Semplice, entra in un negozio per comprare una spazzola per il tavolo da gioco in betulla di Carelia (v. A.D. Skaldin, ed. Car’kova, § II, p. 228).

[4]T.S. Car’kova,… nit’ blestjaščaja tonka, inIvi, p. 16.

[5]«Нужно представить себе с самого начала несколько предметов и положений [...]» (A.D. Skaldin, ed. Car’kova, § <I>, p. 225).

[6]V. Ibidem.

[7]V. Ibidem.

[8]«Квартира Господина Просто в бельэтаже. Против окон стена ботанического сада – старая монастырская стена нерусского монастыря. Улица узка, и из-за ограды, пересекая еe до противоположного дома, тянется толстый сук многосотлетнего дерева. Иногда на нeм виден лeгкий абрис качающегося человека – повешенного, крестьянина в грубых башмаках на деревянной подошве, и тень рыцарской лошади – звона шпор или цоканьe копыт пока ещe нельзя слышать, но, возможно, потом они будут слышны» (Ibidem).

[9]Cfr. Ju. Lotman,K postroeniju teorii vzaimodejstvija kul’tur (semiotičeskij aspekt), in «Trudy po romano-germanskoj filologii», Tartu 1983.

[10]«Господин Просто – он так и есть Господин Просто – у него нет отличительных признаков, кроме его положения. И вряд ли даже он был в России. Это тем более удивительно, что старушка – а она должна появиться – сидит на своей несомненно русской веранде, и еe сын, военный, служит в русской армии. Армия ещe не делится по признакам цвета. Конечно, нельзя уличить при помощи веранды и военной службы, но кот говорит только по-русски. За границей это невозможно, если бы он был даже эмигрантским котом: национальных принципов у котов нет, соседство с немцами, французами или чехами и сербами всегда сказалось бы на развитии у животного способности речи» (A.D. Skaldin, ed. Car’kova, p. cit.). Nella città del Signor Semplice la moneta vigente non è il rublo: la scatoletta di legno di Carelia viene acquistata dal protagonista per «quindici banconote, non rubli» (pjatnadcat’ ne rublej, a bumažek) (cfr. Ivi, § II, p. 230).

[11]Ivi, § <I>, p. 226: «повседневная, из бумажной материи в крупную полоску, причем красноватые и синеватые тона полос по основному темно-серому полю, мешаясь, не дают впечатления определенного цвета».

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Details

Title
La "città-anticittà" dell’ultimo simbolista russo: note sul "Rasskaz o Gospodine Prosto" di A. Skaldin
College
University of Venice
Grade
none
Author
Year
2012
Pages
11
Catalog Number
V211827
ISBN (eBook)
9783656401674
ISBN (Book)
9783656402251
File size
582 KB
Language
Italian
Tags
rasskaz, gospodine, prosto, skaldin
Quote paper
PhD Student Linda Torresin (Author), 2012, La "città-anticittà" dell’ultimo simbolista russo: note sul "Rasskaz o Gospodine Prosto" di A. Skaldin, Munich, GRIN Verlag, https://www.grin.com/document/211827

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