Le figure retoriche nell’Orlando Furioso di Ariosto


Essay, 2012
15 Pages, Grade: 13

Excerpt

Indice

Introduzione

Parte teorica
I. Le figure retoriche
II. Significazione, significato e senso
III. Il concetto di conceptual blending

Parte pratica
Il chiasmo
L’antonomasia
L’ironia

Conclusione

Bibliografia

Introduzione

Ogni testo è aperto e permette un numero indefinito di analisi e interpretazioni possibili (Maeder, 2008). In questo lavoro, si possono identificare differenti figure di stile attraverso il famoso romanzo dell’ Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, ben conoscuito per un uso eccessivo di figure di stile. Le figure preferite di Ariosto nel suo poema sono, per esempio, l’ossimoro e l’ironia. In effetti, le figure di stile sono anche una forma di interpretazione: grazie a queste, un nuovo senso, una nuova significazione ed una nuova possibile interpretazione del testo sono possibili.

Questo lavoro si occuperà di identificare alcune figure retoriche del romanzo, di analizzarle e sopratutto di scoprire in che maniera l’utilizzazione di queste figure di stile porta un nuovo senso e nuove potenziali interpretazioni alla frase ed al racconto, e questo grazie al concetto del conceptual blending. Si identificheranno anche quali sono gli effetti che producono il nuovo senso o la nuova interpretazione delle figure teoriche sul lettore.

Si svilupperá il concetto di conceptual blending in una prima parte teorica dopo una breve definizione e spiegazione delle figure retoriche e della differenza tra significazione, significato e senso, dato che questo lavoro sarà confrontato a questi tre termini. La seconda parte di questo lavoro, più pratica, sará centrata sull’analisi concreta delle figure di stile scelte nei capitoli dell’ Orlando Furioso.

Parte teorica

I. Le figure retoriche

“Le figure retoriche sono accorgimenti stilistici e linguistici utilizzati dai poeti per rendere più viva ed efficace una descrizione, un’immagine, una sensazione, un’ emozione, ecc.” (Poetare, 2011)[1]. Ci sono tanti tipi di figure retoriche come la metafora, l’iperbole, la metonimia, la personificazione o ancora la similitudine. Non si descriverà qui tutte queste forme che sono tante numerose ma si spiegherà brevemente nella parte pratica in che consistono quelle che si incontreranno nel romanzo di Ariosto.

II. Significazione, significato e senso

Prima di sviluppare il concetto di conceptual blending, sembra importante fare la differenza tra significazione, significato e senso. Questi elementi sono mezzi che servono a descrivere ed a capire come un testo è organizzato. Permette a un lettore di capire un testo e di sapere cosa può significare un testo.

Secondo Maeder (2008), “la significazione permette di trovare insiemi di significati, cioè interpretazioni coerenti deducibili dalla significazione.” Accanto, i significati di un testo sono illimitati perché dipendono dall’interazione del testo con il contesto culturale e storico e dall’imprecisione del linguaggio naturale. In più, è importante notare che, secondo Grice (citato in Bianchi, 2003), c’è una differenza tra il significato e l’intenzione, che è quello che vuole fare capire l’autore di un testo ma che non è necessariamente quello che significa il testo. In pragmatica si tende a fare distinzione tra significato dell’enunciato e intenzione del parlante. Il significato dell’enunciato è il suo significato letterale, mentre l’intenzione del parlante è il concetto che il parlante tenta di trasmettere (Maeder, 2011-2012).

Invece, il senso di un testo rimane una chimera cui si tenta di avvicinarsi. “Il senso è una nozione ambigua e complessa, che dipende anche dalla psicologia del lettore, dal suo stato d’animo e dalle sue esperienze. Il senso è soggettivo, una costruzione personale” (Maeder, 2008).

Finalmente, si trova una contraddizione tra questi concetti: si dice bene che di ogni testo letterario esiste potenzialmente un numero illimitato di interpretazioni possibili. Però, dall’altro canto, non ogni interpretazione è legittima dal testo, cioè dalla significazione (Maeder, 2008). Nella parte pratica di questo lavoro, si vedrà dunque quali sono le interpretazioni possibile del testo attraverso le figure retoriche scelte però anche quali sono le interpretazioni le più legittime in quanto alla significazione.

III. Il concetto del conceptual blending

Conceptual blending, o conceptual integration, è come una fusione concettuale. È un’operazione mentale semplice che porta un nuovo significato, a favorire un approfondimento conoscitivo globale e compressioni concettuali utili alla memoria e la manipolazione di campi semantici, altrimenti diffusi. Gioca un ruolo fondamentale nella costruzione di un senso nella vita di tutti giorni, nell’arte e le scienze e sopratutto nelle scienze sociali e comportamentali. L’oggettivo del conceptual blending è costruire un’unione parziale tra due apporti per proggettare selettivamente questi apporti in un nuovo spazio mescolato che farà dopo uscire dinamicamente una struttura emergente. Questo concetto è spiegato semplicemente nel grafico seguente (Fauconnier, 2000):

Grafico 1: Conceptual blending

Abbildung in dieser Leseprobe nicht enthalten

[...]


[1] Figure retoriche. (2011). Estratto il 29 di marzo 2012 da http://www.poetare.it/figure.html 4

Excerpt out of 15 pages

Details

Title
Le figure retoriche nell’Orlando Furioso di Ariosto
College
University of Louvain
Grade
13
Author
Year
2012
Pages
15
Catalog Number
V267395
ISBN (eBook)
9783656588856
ISBN (Book)
9783656588801
File size
448 KB
Language
Italian
Tags
furioso, ariosto
Quote paper
master en langues et littératures modernes, orientation générale, finalité langues des affaires Sophie Bertrand (Author), 2012, Le figure retoriche nell’Orlando Furioso di Ariosto, Munich, GRIN Verlag, https://www.grin.com/document/267395

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