L'emigrazione italiana


Term Paper, 2011
6 Pages

Excerpt

I. Introduzione

Oggi l’Italia è un paese d’immigrazione per molte personne del centro dell’ Europa e d’Africa. Pero prima l’Italia fu, durante più di un secolo, una terra d’imigrazione importante [1]. E per quello che, adesso, ci sono degli Italiani dappertutto nel mondo. La storia dell’emigrazione dell’Italia riguarda principalmente il periodo fra 1875 e 1985. L’inizio cambia un poco secondo gli autori pero sono d’accordo sul fatto che l’emigrazione commincia dopo l’unità dell’Italia (1861) e anche sulle cause che hanno fatto che gli Italiani dovevano partire in altri paesi piuttostto che rimanere sulla loro terra natale. Per capire perché tanti Italiani furono nei paesi industrializati dell’Europa e degli Stati Uniti principalmente, si deve analizzare prima di tutto la situazione del paese e le condizioni di vita dei suoi abitanti. Verremo anche le conseguenze che le emigrazioni hanno implicate nei paesi di accoglienza e anche nel loro proprio paese.

II. Contesto prima dell’emigrazione

Con l’unità dell’Italia, il nuovo Regno, come altre potenze europee, ha conosciuto una rivoluzione industriale pero non poteva raggiungere il livello della Francia e della Germania. Il paese rimaneva economicamente più scarso. In effetti, l’Italia e l’ultimo paese a tenere il valore della produzione industriale più alto della produzione agricola ed uno degli ultimi paesi a tenere più lavoratori nell’industria che nell’agricoltura, E anche associata a questa rivoluzione una transizione demografica che ebbe come conseguenze una sorpopolazione nelle campagne. E per quello che l’Italia conoscera delle grandi ondate di emigrazione.

Secondo Francois Cipollone[2], ci sono due ondate lunghe, una fra 1876 e 1930 e l’altra fra 1930 e la meta degli anni 1980. La primera, la più lunga, é quella che ci interessa. Con l’unificazione di 1861 ebbe una ridistribuzione delle terre pero non erano sufficienti per vivere bene. Aveva altri problemi che questo economico, come problemi di salute. Ebbe una reale crisi al iino degli anni 1880. Le sue cause sono la ruptura commerciale con la Francia, la crisi agricola, la crisi immobiliare e bancaria. In questo contesto economico, molti Italiani sono partiti dall’Italia all’estero. Cipollone afferma che gli uomini che partivano dall’Italia conoscevano solamente il lavoro dei campi e che potevano unicamente essere presi in lavoro senza formazione professionale (lavori publicci, ferrovie, miniere, edilizia...). Da un’altra parte, lo scritore Ercole Sori, nel suo libro “L’emigrazione italiana dall’unità alla seconda guerra mondiale”[3], parla di Grande Emigrazione fra il periodo tra 1861 (unificazione italiana) e 1915. Sori spiega che lo sviluppo di un’emigrazione importante in Italia è “Una crisi che viene da lontano”[4]. In elfetti, prima dell’emigrazione aveva una caduta dei redditi agricoli, una domanda insufliciente di lavoro nei settori extra-agricoli ed altri problemi di questo genere come abbiamo gia visto prima.

III. Destinazioni e condizioni di vita degli emigranti

Tra il gran numero di emigranti italiani, molti furono a lavorare in miniere di carbone ed industrie dei paesi industrializzati di Europa (Francia, Belgio, Germania, Svizzera, Lussemburgo) che non avevano manodopera. Fra il periodo di 1846 e 1932 dieci millioni di italiani hanno lasciato l’Italia per gli Stati Uniti ed il Canada principalmente, pero dopo sono anche andati in Europa ed in America Latina [5]. Sori afferma che il flusso di emigrazione tra i paesi transoceaniche e europeo-mediterranee era più o meno lo stesso. Il sito di wikipedia da il numero di 220000 partenze ogni anno fra 1876 e 1900 [6]. Sori spiega che gli paesi di accoglienza preferivano prendere degli uomini non troppo vecchi pero con una famiglia perché se aveva un problema il paese non voleva aiutare Vemigrante: “... che evitassero il rischio di una loro caduta sulle spalle della pubblica carita”[7].

Per migliorare le condizione di vita degli emigranti, ebbe una legge al principio del XX secolo che domandava la sorveglianza della salute dei giovani, l’ubicazione degli ostelli della gioventu... Pero le condizioni di lavoro erano sempre difficili perché la gente non era con la sua famiglia e doveva lavorare molto per guadagnare denaro per la famiglia ed il paese. Inoltre, questo fenomeno di emigrazione ha provocato un’ondata di violenza tra gli Americani. In effetti, c’era un fenomeno d’italofobia soprattutto negli Stati Uniti ed in Europa settentrionale dove Vimmigrazione fu molto importante.

[...]


1 Résumé de la conférence du 10 novembre 2007 par Marie-Christine Michaud, L’émigration italienne, http://www.italiamorbihan.org, 2009/04/ 15.

2 Cipollone, F., L’émigration italienne : hier et aujourd’hui. L’émigration historique. « Un Ulisse collettivo”, http://fig-st-die.education.fr, 2009/04/15.

3 Sori, Ercole, L ’emigrazione italiana dal! ’unita alla secanda guerra mondiale, Bologna, Il Mulino, 1979.

4 Sori, Ercole, L ’emigrazione italiana dal! ’unita alla seconda guerra mondiale, Bologna, ll Mulino, 1979, p. 1 1.

5 Katerinov K., Clotilde M., Katerinov B., Bravissirno! Corso multimediale di lingua e civilta italiana per stranieri, Edizioni Scolastiche Bruno Mondadoli.

6 Emigration et immigration italienne, http://www.wikipedia.org, 2009/04/15.

7 Sori, Ercole, L ’emigrazi0ne italiana dal1’unita alla seconda guerra mondiale, Bologna, ll Mulino, 1979, p. 189.

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Details

Title
L'emigrazione italiana
College
University of Louvain
Author
Year
2011
Pages
6
Catalog Number
V267396
ISBN (eBook)
9783656588849
ISBN (Book)
9783656588818
File size
358 KB
Language
Italian
Quote paper
master en langues et littératures modernes, orientation générale, finalité langues des affaires Sophie Bertrand (Author), 2011, L'emigrazione italiana, Munich, GRIN Verlag, https://www.grin.com/document/267396

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