Dopo aver definito l’espressione "lingue speciali" e averne illustrato le caratteristiche principali, in questo lavoro verranno analizzati i vari aspetti del politichese, con uno sguardo generale sul linguaggio politico dall’epoca fascista all’ascesa di Berlusconi fino ad arrivare ai giorni nostri, soffermandosi sul linguaggio usato da Matteo Renzi nei suoi discorsi politici.
Ne saranno analizzati in particolare alcuni aspetti, come l’utilizzo di un registro basso e popolare, la frequenza di anglicismi e giovanilismi, le metafore estratte dal mondo Scout e il linguaggio utilizzato su Internet. Successivamente questi elementi verranno confrontati con il politichese della prima e della seconda Repubblica per metterne in luce le eventuali somiglianze e differenze.
Si concluderà infine cercando di stabilire se, alla luce di queste ricerche, sia ancora possibile parlare di politichese o se il nuovo modo di fare politica porti inevitabilmente al cambiamento del registro linguistico.
Indice dei contenuti
1. Introduzione
2. Lingue speciali
3. Il politichese
4. Linguaggio politico della prima e della seconda Repubblica
Il lessico nella seconda Repubblica: i neologismi
5. Matteo Renzi. Brevi cenni biografici
6. Analisi della lingua di Renzi
6.1 Il lessico
6.2 La sintassi
6.3 Il campo semantico dello scoutismo
6.4 I giochi di parole
6.5 I forestierismi
6.6 I giovanilismi
7. Conclusioni
Obiettivi e temi principali
L'obiettivo principale di questo lavoro è analizzare l'evoluzione del discorso politico italiano, confrontando le dinamiche linguistiche della prima e della seconda Repubblica, con un focus specifico sullo stile comunicativo di Matteo Renzi. La ricerca indaga se sia ancora corretto parlare di "politichese" o se si sia assistito a un cambiamento irreversibile del registro linguistico verso forme più dirette e popolari.
- Analisi del concetto di "lingue speciali" e del loro impatto nel discorso pubblico.
- Evoluzione storica del linguaggio politico italiano, dall'epoca fascista all'ascesa di Berlusconi.
- Studio delle tecniche comunicative di Matteo Renzi: semplicità, uso di neologismi e giovanilismi.
- Influenza del mondo dello scoutismo e dei social network sulla retorica politica contemporanea.
- Confronto tra il politico-istituzionale della prima Repubblica e il politico-personaggio mediatico.
Auszug aus dem Buch
6.3 Il campo semantico dello scoutismo
Lo scoutismo, il movimento in cui Renzi ha fatto parte fin da bambino, è caratterizzato da un metodo educativo e un codice comportamentale il cui fine è quello di dare la possibilità ai giovani di diventare “buoni cittadini”, impegnati nella vita del loro Paese e preparati per essere futuri «cittadini del mondo». Di questa esperienza, di cui Renzi si porterà dietro la voglia di «lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato» (Baden Powell), possiamo trovare tracce nel lessico del presidente e nel suo modo di affrontare i temi della politica, a partire dai valori di bellezza e amicizia, di unione, di onestà, di aiuto reciproco. Inoltre, la strategia di toccare le corde emotive di chi ascolta è un valido strumento per tentare di aumentare l’efficacia dei discorsi.
L’aggettivo “bello” e il sostantivo “bellezza” vengono ripetutamente utilizzati da Renzi in ogni circostanza: «Il futuro è un luogo bellissimo, andiamoci insieme», «[...] perché noi siamo l’Italia, figlia di anni di bellezza e con una bellezza che non può essere sprecata», «Chi di noi tutti i giorni ha incontrato cittadini, insegnanti, educatori e mamme sa perfettamente che c’è una bellissima e straordinaria richiesta che è duplice», «[...] tra me e lui [Napolitano] ci sono esattamente cinquant’anni [...] quindi quanti mondi, quante storie diverse, quante esperienze diverse, quanta anche ricchezza e bellezza nella vita di ciascuno di noi». Come mostrato dagli esempi, l’aggettivo si presta a una molteplicità di significati, si adatta a una moltitudine di situazioni in quanto vuoto di obiettività e di specificità.
Sintesi dei capitoli
1. Introduzione: L'autore espone le motivazioni della ricerca, nate da una riflessione di Luca Serianni sulla crisi della marcatezza ideologica nel linguaggio politico.
2. Lingue speciali: Definizione teorica delle lingue speciali come varietà funzionali di una lingua, caratterizzate da monosemia e precise regole morfosintattiche.
3. Il politichese: Analisi del termine "politichese" come sottocodice della lingua italiana, nato per descrivere uno stile complesso e volutamente incomprensibile.
4. Linguaggio politico della prima e della seconda Repubblica: Studio dell'evoluzione del linguaggio politico italiano, evidenziando il passaggio dalla retorica solenne alla comunicazione più diretta e populista inaugurata da Berlusconi.
Il lessico nella seconda Repubblica: i neologismi: Esame del fenomeno della creazione di nuove parole e del nuovo uso di termini esistenti nel contesto politico contemporaneo.
5. Matteo Renzi. Brevi cenni biografici: Breve profilo biografico del leader politico, focalizzato sul suo percorso e sulla sua formazione.
6. Analisi della lingua di Renzi: Capitolo centrale dedicato all'analisi delle caratteristiche comunicative di Renzi, dalla semplicità sintattica all'uso di metafore e social network.
6.1 Il lessico: Analisi dell'uso di un registro colloquiale, ripetizioni didattiche e utilizzo di perifrasi al posto di tecnicismi.
6.2 La sintassi: Esame dell'uso del "noi" e della predilezione per il tempo presente per attualizzare i messaggi.
6.3 Il campo semantico dello scoutismo: Approfondimento sull'influenza dei valori dello scoutismo nel linguaggio e nelle metafore utilizzate dal politico.
6.4 I giochi di parole: Analisi dell'uso di giochi di parole e metafore tratte dal mondo dello sport e della scuola per semplificare concetti complessi.
6.5 I forestierismi: Studio dell'uso massiccio di termini inglesi, talvolta utilizzati come sinonimi di tecnicismi, nella comunicazione politica di Renzi.
6.6 I giovanilismi: Analisi del linguaggio "fresco" e dell'uso dei social network come strumento di disintermediazione e avvicinamento al pubblico giovane.
7. Conclusioni: Riflessione finale sulla trasformazione del registro linguistico e sul superamento del "politichese" tradizionale verso la figura del politico-personaggio.
Parole chiave
Linguaggio politico, Politichese, Matteo Renzi, Lingue speciali, Neologismi, Scoutismo, Comunicazione politica, Seconda Repubblica, Mass media, Social network, Retorica, Anglicismi, Giovanilismi, Discorso politico, Populismo.
Domande frequenti (FAQ)
Di cosa tratta fondamentalmente questo studio?
Lo studio analizza l'evoluzione del linguaggio politico in Italia, concentrandosi sul cambiamento di stile comunicativo tra la prima e la seconda Repubblica e l'attuale impatto del linguaggio di Matteo Renzi.
Quali sono i temi centrali affrontati?
I temi principali includono le caratteristiche delle "lingue speciali", la nascita del politichese, l'influenza della televisione e dei social media, e l'impatto dei background personali (come lo scoutismo) sulla retorica politica.
Qual è l'obiettivo primario della ricerca?
L'obiettivo è determinare se il "politichese" sia ancora un concetto valido nel panorama linguistico attuale o se la politica moderna abbia adottato nuove forme espressive basate sull'immediatezza.
Quale metodologia viene utilizzata?
L'autore adotta un approccio basato sull'analisi linguistica descrittiva, confrontando discorsi pubblici, interviste e post sui social network, supportato da riferimenti teorici sulla retorica e la sociolinguistica.
Cosa viene trattato nel capitolo di analisi principale?
Il capitolo analizza specificamente lo stile di Matteo Renzi, evidenziando il ricorso a giovanilismi, metafore calcistiche e scoutistiche, oltre all'uso strategico dei social network per accorciare le distanze con gli elettori.
Quali parole chiave definiscono meglio il documento?
Le parole chiave principali ruotano attorno a: linguaggio politico, politichese, neologismi, comunicazione, social network e analisi retorica.
In che modo lo scoutismo influenza il discorso di Renzi?
Lo scoutismo fornisce a Renzi un vocabolario basato su valori come la "bellezza", l'amicizia e la speranza, utilizzati per creare un legame emotivo con l'uditorio e semplificare temi politici complessi.
Qual è la conclusione dell'autore riguardo al "politichese"?
L'autore conclude che, sebbene il "politichese" in senso stretto sia in crisi, la vaghezza degli argomenti e l'ambiguità del lessico rimangono elementi costanti, ora mascherati da uno stile più assertivo e informale.
- Citation du texte
- Eleonora Baldelli (Auteur), 2015, Il linguaggio politico della seconda Repubblica. “Giovanilese”, linguaggio figurato e forestierismi di Matteo Renzi, Munich, GRIN Verlag, https://www.grin.com/document/306064