Filippo Barattani è certamente un drammaturgo e un poeta lirico controverso, ma egli non può essere liquidato – come certa critica ha fatto finora – con una scrollata di spalle e una tacita “damnatio memoriae”. Se infatti le creazioni drammatiche e poetiche dello scrittore marchigiano fossero state del tutto prive di valore, non si comprenderebbe allora l'iniziale assenso che ad esse volle dare il giovane Carducci, che probabilmente si ritrovava nello spirito classicistico di quest'ultimo, come emerge con tutta chiarezza dai riferimenti poc'anzi menzionati.
Barattani, visto da questa prospettiva, fu essenzialmente poeta, al punto che che la prevalenza quasi totale del fatto metrico all'interno dei paradigmi creazionali ai quali egli faceva riferimento non può non condurre l'esegeta sul sentiero della versificazione. Il dramma storico fu il suo ambito d'elezione, ma strutturato in modo da ricalcare le definizioni librettistiche (per intenderci, catene di versi che vanno dal settenario al decasillabo), piuttosto che la versatile riproducibilità epica dell'endecasillabo manzoniano, che tanto avrebbe influenzato epigoni della drammaturgia storica come il D'Agnillo).
Indice
PREMESSA
CLASSICISMO, PATRIOTTISMO E TEMPERIE ROMANTICA NEL BARATTANI DRAMMATURGO
I.
II.
III.
IV.
V.
VI.
UN CASO DI CARDUCCIANESIMO “ANTE LITTERAM”: FILIPPO BARATTANI POETA LIRICO
I.
II.
BARATTANI E LA CRITICA MILITANTE: QUALCHE CONSIDERAZIONE ESEGETICA
I.
II.
III.
IV.
V.
UNA TRAGEDIA SOTTO LA LENTE D'INGRANDIMENTO: IL CASO DEL “CONTE UGO”
I.
II.
III.
IV.
V.
VI.
VII.
VIII.
IX.
X.
XI.
XII.
XIII.
XIV.
XV.
XVI.
XVII.
XVIII.
XIX.
XX.
XXI.
XXII.
XXIII.
Obiettivi e Tematiche
L'opera si propone di rivalutare la figura di Filippo Barattani, drammaturgo e poeta lirico dell'Ottocento, analizzando criticamente la sua produzione tra classicismo, patriottismo e temperie romantica, con un focus particolare sulle sue fonti letterarie e il suo impegno politico risorgimentale.
- Analisi del classicismo e del patriottismo nelle opere drammatiche di Barattani.
- Indagine sulle influenze dantesche e petrarchesche nella sua produzione lirica.
- Studio della ricezione del Barattani da parte della critica militante coeva.
- Esame approfondito della tragedia "Conte Ugo" come punto focale della sua poetica.
- Esplorazione del nesso tra teatro storico, pedagogia civile e ideologia risorgimentale.
Auszug aus dem Buch
CLASSICISMO, PATRIOTTISMO E TEMPERIE ROMANTICA NEL BARATTANI DRAMMATURGO
Barattani, talvolta, aveva definito “tragedie liriche” i suoi drammi5. Questo termine, come peraltro appare del tutto evidente, non può in alcun modo essere collegato con la conlimitanea e omonima produzione d’oltralpe6, se non presupponendo che i testi composti da Barattani potessero trovare – come auspicio del medesimo – una parziale collocazione nell’ambito del panorama operistico italiano dell’epoca (e anche così, a dire il vero, il termine risulterebbe almeno cronologicamente ultroneo). Si potrebbe dunque pensare che, unificando parte poetica e parte drammaturgica, lo scrittore marchigiano intendesse generare una sorta di “pastiche”, posto in essere soltanto a fini di pubblicazione in volume dei suoi testi, ma in realtà questa prima impressione appare errata. Il dramma a cui essa si commette (I Legati di Clemente VII e gli Anconitani del 1533) descrive in realtà (uso le parole del Pariset) “l'inganno con cui Clemente VII nel 1532 pigliò e sottomise alla sedia apostolica la città di Ancona”7.
Anche nel testo or ora citato, che a torto – come vedremo – viene considerato il più riuscito del Barattani, sono reperibili spunti lirici di non volgare fattura, come questa canzone modulata dal cavalier Benincasa, uno dei personaggi principali8:
[…]
O pescator, che solchi l’onda bruna,
Solo, ramingo nel silenzio vai:
Come in cielo lassù la bianca luna
Che varca i monti, e non s'arresta mai.
Spiega la vela al vento,
Sintesi dei capitoli
PREMESSA: Introduce la controversa figura di Filippo Barattani e contesta la critica che ne ha decretato una damnatio memoriae, evidenziando l'iniziale apprezzamento del giovane Carducci.
CLASSICISMO, PATRIOTTISMO E TEMPERIE ROMANTICA NEL BARATTANI DRAMMATURGO: Esamina il genere delle tragedie liriche e le influenze del dramma storico sull'autore, soffermandosi in particolare su I Legati di Clemente VII.
UN CASO DI CARDUCCIANESIMO “ANTE LITTERAM”: FILIPPO BARATTANI POETA LIRICO: Analizza la vena poetica del Barattani, evidenziando il suo rapporto con i modelli neoclassici e la sua tensione verso un patriottismo risorgimentale.
BARATTANI E LA CRITICA MILITANTE: QUALCHE CONSIDERAZIONE ESEGETICA: Analizza come la critica del tempo, inclusi nomi come Capuana e il Catanzaro, abbia interpretato l'opera di Barattani, spesso collocandolo in una posizione di anacronismo rispetto al teatro moderno.
UNA TRAGEDIA SOTTO LA LENTE D'INGRANDIMENTO: IL CASO DEL “CONTE UGO”: Dedica un'ampia sezione all'analisi di Conte Ugo, considerata l'opera più matura del drammaturgo, esplorando le dinamiche tra potere tirannico, resistenza cittadina e influenze dantesche.
Parole chiave
Filippo Barattani, Risorgimento, teatro storico, tragedia lirica, critica militante, Giosuè Carducci, Dante Alighieri, patriottismo, drammaturgia italiana, anticlericalismo, Conte Ugo, libretto d'opera, classicismo, romanticismo, letteratura marchigiana.
Domande frequenti
Qual è l'argomento centrale dell'opera?
L'opera esplora l'attività drammaturgica e poetica di Filippo Barattani nel contesto del Risorgimento italiano, mettendone in luce le influenze letterarie, le intenzioni politiche e la ricezione da parte della critica coeva.
Quali sono i temi dominanti trattati?
I temi principali includono il rapporto tra storia e invenzione drammatica, l'anticlericalismo patriottico, la costruzione di miti nazionali e la tensione tra il genere della tragedia storica e il linguaggio del melodramma.
Quale è lo scopo principale della ricerca?
L'obiettivo è offrire un'analisi critica che vada oltre la svalutazione subita dall'autore nel tempo, studiando la complessità delle sue scelte espressive e il suo ruolo di "sopravvissuto" in un'epoca di transizione letteraria.
Quali metodi scientifici vengono impiegati?
La ricerca utilizza un metodo filologico e comparativo, analizzando i testi di Barattani alla luce di innumerevoli fonti coeve (diari, cronache, traduzioni, poesie, saggi) per ricostruire il tessuto culturale di riferimento.
Cosa viene approfondito nel corpo principale?
Viene esaminata l'intera produzione barattaniana, con un'attenzione specifica alle scelte linguistiche, ai riferimenti mitografici e alle strategie retoriche utilizzate per veicolare ideali politici.
Quali parole definiscono al meglio il lavoro?
Le parole chiave spaziano dal patriottismo e la critica militante fino alla drammaturgia storica, riflettendo la poliedricità dell'attività di Barattani.
In che modo viene analizzato il "Conte Ugo"?
Il Conte Ugo viene analizzato come l'apice della drammaturgia di Barattani, evidenziando l'intreccio tra vicende locali, istanze morali e l'influenza del modello dantesco nella costruzione del personaggio.
Come si configura il rapporto con il potere ecclesiastico nelle opere?
Barattani utilizza il potere temporale della Chiesa come bersaglio polemico, vedendolo come ostacolo all'unità nazionale, pur mantenendo accenti religiosi e sacralizzanti legati alla sua formazione iniziale.
Quale ruolo gioca il concetto di "pastiche" linguistico?
Il "pastiche" è fondamentale per comprendere la tecnica compositiva dell'autore, che fonde citazioni erudite, reminiscenze di traduttori neoclassici e stilemi patriottici per creare un linguaggio drammatico originale.
- Arbeit zitieren
- Giorgio Pannunzio (Autor:in), 2018, Filippo Barratani tra lirica e drammaturgia. "Il Rossor degli ozii ignobli", München, GRIN Verlag, https://www.grin.com/document/426769