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La relazione fra papato e Carlo Magno considerando il Constitutum Constantini

Title: La relazione fra papato e Carlo Magno considerando il Constitutum Constantini

Term Paper (Advanced seminar) , 2005 , 22 Pages , Grade: 1,0

Autor:in: Sandra Lachmann (Author)

History of Europe - Middle Ages, Early Modern Age
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Summary Excerpt Details

„Die Datierung des Constitutum Constantini in die Zeit vor 800 ist unmöglich, solange nicht der Nachweis erbracht ist, dass bei der Kaiserkrönung Karls die Konstantinische Schenkung irgendeine Rolle gespielt hat.“ A questa dichiarazione giunse Ohnsorge in un articolo del 1951 richiamando l’attenzione su un desideratum delle ricerche. Sfortunatamente questo campo non era stato considerato fino ad allora – la possibilità di un rapporto fra l’incoronazione di Carlo Magno e il Constitutum Constantini non era stata ancora analizzata. Forse la causa sta nel fatto che la ricerca si fosse impegnata troppo nella scoperta della data esatta di stesura del Constitutum Constantini, cercando paralleli formali in altri testi, invece di analizzare come i temi centrali si rispecchiassero nel rapporto fra papato e Impero Occidentale. Un’altra causa potrebbe essere l’opinione di Fuhrmann, uno degli esperti più famosi riguardo al Constitutum Constantini, che dice che gli effetti del testo possono essere provati solo dopo la prima metà del secolo XI. Tuttavia il desideratum è ovvio e l’incoronazione di Carlo come imperatore a Roma, per mano del Papa, apre una nuova dialettica nel campo dei rapporti fra Stato e Chiesa.

Durante il secolo VIII, il rapporto fra Carolingi e papato divenne più intimo; contemporaneamente il rapporto fra papato e Bisanzio si sciolse. L’avvicinamento è da collegarsi all’espansione longobarda, che rappresentò un grande problema per Roma e per il Pontefice; in conseguenza di ciò i Papi chiesero aiuto ai Carolingi. All’inizio i Franchi non assunsero una posizione a favore del papato. Quando Gregorio III pregò Carlo Martello per avere aiuto offrendogli dominazione protettrice su Roma (739/749), Carlo preferì un’alleanza con Liutprando. Forse temette di irritare l’imperatore bizantino che a quei tempi era responsabile di Roma. Comunque, l’offerta di Gregorio III mostrò come il papato ritenesse Carlo Martello più influente del re, Teodorico IV.

Dopo la morte di Carlo Martello, i suoi figli, Carlomanno e Pipino, rinforzarono la collaborazione fra la Chiesa franca e la Chiesa romana.

Excerpt


Indice dei contenuti

1. Introduzione

2. Il rapporto tra papato e Carlo – guardato attraverso esempi

2.1 Il rinnovo della Donazione di Pipino (774)

2.2 Il consiglio di Nikaia (787)

2.3 La protezione a Leone III dopo gli attacchi ostili

3. Constitutum Constantini

4. Risultati

5. Riferimenti bibliografici

Obiettivi e tematiche della ricerca

Lo studio analizza l'evoluzione della relazione politica e di potere tra il papato e Carlo Magno, esaminando se tale dinamica sia stata influenzata o giustificata dalla conoscenza della Donazione di Costantino. L'obiettivo primario è ricostruire il legame di interdipendenza tra le due autorità durante il periodo precedente e contemporaneo all'incoronazione imperiale dell'800.

  • Analisi del patto di amicizia e della protezione papale offerta dai Carolingi.
  • Esame delle tensioni e delle negoziazioni diplomatiche tra Roma e Bisanzio.
  • Valutazione del peso del documento Constitutum Constantini nelle dinamiche di potere.
  • Riconsiderazione del ruolo di Carlo Magno come "rector populi christiani" e della sua autorità religiosa e politica.

Auszug aus dem Buch

2.1 La Rinnovazione della Donazione Pipino

Stefano II e Pipino si incontrarono a Quierzy nella Pasqua dell’anno 754. In questa occasione, i Franchi non solo concordarono aiuto militare contro i longobardi, ma promisero che dopo la vittoria tutte le regioni dell’Italia bizantina dominate dai longobardi sarebbero state poste sotto dominazione papale. Dopo la sconfitta del re longobardo Astolfo, Pipino mantenne realmente la promessa cedendo al Papa Ravenna e altri territori sottratti ai Bizantini. Nei decenni precedenti i Papi avevano più volte rivendicato la sovranità su questo territorio. Nella stessa occasione si stabilì tra Stefano II e Pipino un patto d’amicizia reciproca. La Donazione di Pipino fu ricambiata dal Pontefice con il titolo di “Patrizio dei romani”, vale a dire il re fu eletto protettore della Chiesa Romana. Si sottolineava così che da quel momento il re franco avrebbe risposto della protezione di Roma - non più il Regno d’Oriente. La dignità di patrizio non era limitata solo a Pipino, ma si allargava a tutta la sua famiglia: Stefano aveva simbolicamente ripetuto l’unzione con olio santo anche su Carlo e Carlomanno e dato la benedizione alla regina Bertrada. Nelle fonti è possibile leggere che Stefano aveva assicurato ai Franchi che non avrebbe eletto un re che non discendesse da loro. Questo accordo del 754 ebbe due vantaggi per il papato: la speranza di ricevere territori in Italia centrale e la creazione di un forte legane tra Roma e i Carolingi. È importante porre l’accento sul fatto che il patto fu fatto solo per interessi papali legati alla città di Roma (per questo l’aggiunta Romanorum) e non in generale al regno bizantino. Questo sembra più chiaro se ci si chiede che cosa Stefano II avesse inteso come “protezione della città”. Soltanto aiuto militare in caso di attacco? Il termine manca di definizione esatta.

Sintesi dei capitoli

1. Introduzione: Viene delineato il problema storiografico relativo alla datazione del Constitutum Constantini e il contesto dei rapporti tra il papato e i Carolingi nell'VIII secolo.

2. Il rapporto tra papato e Carlo – guardato attraverso esempi: Analisi dettagliata delle alleanze politiche, del rinnovo della donazione di Pipino, del Consiglio di Nikaia e della gestione delle crisi di Leone III, che mostrano la crescente influenza franca.

3. Constitutum Constantini: Analisi critica del documento, della sua natura di falsificazione e della sua possibile influenza, pur non dichiarata, sull'assetto politico dell'epoca.

4. Risultati: Conclusione della ricerca che identifica nell'incoronazione dell'800 il culmine di un processo di interdipendenza, sottolineando come non sia necessaria una prova di conoscenza diretta del documento per comprendere la dinamica di potere instaurata.

5. Riferimenti bibliografici: Elenco completo delle fonti primarie e della letteratura critica utilizzata per la stesura del lavoro.

Parole chiave

Carlo Magno, Papa, Constitutum Constantini, Donazione di Pipino, Impero Carolingio, Bisanzio, Roma, Patrizio dei romani, Iconoclastia, Teoria delle due spade, Storia medievale, Potere temporale, Potere spirituale, Adriano I, Leone III.

Domande frequenti (FAQ)

Di cosa tratta principalmente questo lavoro di ricerca?

La tesi esplora la relazione politica tra il papato e Carlo Magno, indagando come sia nata l'alleanza tra la Chiesa romana e i Franchi e se il documento della Donazione di Costantino abbia influenzato tale rapporto.

Quali sono i principali temi trattati nel testo?

Il lavoro si concentra sulle figure di Adriano I e Leone III, sui patti di protezione dei territori papali, sulla reazione franca al Consiglio di Nikaia e sulla natura dell'autorità di Carlo come imperatore occidentale.

Qual è il principale obiettivo o domanda di ricerca?

L'obiettivo è comprendere se l'incoronazione imperiale di Carlo Magno sia stata supportata o giustificata dalla conoscenza papale della Donazione di Costantino, o se sia stata il risultato di un processo evolutivo spontaneo basato sulla necessità reciproca.

Quale metodo scientifico viene utilizzato in questo lavoro?

Il testo adotta un approccio storiografico basato sull'analisi di fonti primarie, documenti diplomatici dell'epoca (come il Liber Pontificalis e il Codex Carolinus) e il confronto critico con la letteratura accademica esistente.

Cosa viene trattato nel corpo centrale dell'opera?

Il nucleo del testo esamina tre situazioni chiave: il rinnovo della Donazione di Pipino, la disputa religiosa riguardante il Consiglio di Nikaia e le vicissitudini di Leone III, per mostrare lo spostamento del baricentro politico verso l'Occidente franco.

Quali sono le parole chiave che caratterizzano il testo?

Le parole chiave includono Carlo Magno, papato, Donazione di Costantino, impero, politica, Bisanzio e teoria delle due spade.

Quale ruolo ha giocato l'Imperatore bizantino in questa analisi?

Il ruolo bizantino è presentato come un elemento di costante confronto e allontanamento: il papato, cercando di ottenere autonomia e protezione, si è progressivamente distanziato dal regno orientale per stringere un legame indissolubile con i Carolingi.

Qual è la conclusione principale dell'autrice riguardo al Constitutum Constantini?

L'autrice conclude che, sebbene ci siano indizi che suggeriscono una possibile conoscenza del documento da parte del papato, non vi è una prova definitiva che il potere accordato da Costantino sia stato esplicitamente utilizzato come base legale nelle negoziazioni con Carlo Magno.

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Details

Title
La relazione fra papato e Carlo Magno considerando il Constitutum Constantini
College
University of Bologna  (Dipartimento di Paleografia e Medievistica)
Course
Corso: Storia del pensiero politico medievale
Grade
1,0
Author
Sandra Lachmann (Author)
Publication Year
2005
Pages
22
Catalog Number
V55382
ISBN (eBook)
9783638503396
ISBN (Book)
9783656774723
Language
Italian
Tags
Carlo Magno Constitutum Constantini Corso Storia
Product Safety
GRIN Publishing GmbH
Quote paper
Sandra Lachmann (Author), 2005, La relazione fra papato e Carlo Magno considerando il Constitutum Constantini, Munich, GRIN Verlag, https://www.grin.com/document/55382
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