Le donne nel Controrisorgimento filoestense


Research Paper (undergraduate), 2010
7 Pages, Grade: scientific article

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1. Il rapporto tra donne e politica in Italia

Se oggi in Italia si dibatte sul tema del rapporto tra donne e politica, è perché la presenza femminile all’interno dei luoghi della politica, dai partiti alle istituzioni locali e nazionali, è così platealmente scarsa da non poter essere non percepita come un problema[1]. In Italia rispetto ad altri paesi europei la presenza femminile in parlamento e nei governi locali è particolarmente fragile: vi è un deficit nel rapporto tra donne e politica che appare come una vera e propria anomalia del nostro paese. L'acquisizione per le donne di una piena cittadinanza politica è un obiettivo ancora in larga parte disatteso, a fronte di processi di lunga durata che le discriminano nell'accesso alle cariche elettive e nell'esercizio delle responsabilità di governo[2]. Se i cinque stati nordici (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia) hanno a lungo dominato incontrastati le graduatorie mondiali sulla presenza femminile nei parlamenti nazionali, giova anche far notare come la rappresentanza femminile sia incentivata anche nelle commissioni pubbliche, per le quali, Danimarca, Finlandia e Norvegia, si sono dotate di una legislazione che assicura la rappresentanza equilibrata dei sessi[3]. È, dunque, giusto che in Italia si siano diffuse analisi storiche, sociali e politiche atte a cercare una spiegazione al problema della carente presenza femminile nei luoghi della politica e che ciò abbia portato ad una maggiore attenzione editoriale su una problematica tanto rilevante[4].

Discutere la varietà di interpretazioni di un fenomeno complesso e di non facile lettura non è obiettivo del presente scritto che si pone, invece, una finalità diversa, sfatare il falso mito che la partecipazione della donna alla politica nazionale sia tradizionalmente debole e che il ruolo politico delle donne italiane sia limitato a causa della “timidezza” con cui in Italia le donne ancora oggi affrontano i luoghi della politica con conseguente difficoltà a introdurre e sostenere nelle scelte amministrative le politiche di genere[5].

Metodo per sfatare il falso mito della “timidezza” femminile nel contesto politico è quello di consentire che, a livello di ricostruzione di storia culturale, in Italia possano finalmente emergere ricerche che portino alla luce il ruolo della donna nelle vicende politiche nazionali, fatto fino ad oggi ristretto per lo più al solo fenomeno della Resistenza[6]. Nelle vicinanze delle commemorazioni del centocinquantesimo anniversario dell’unità nazionale sarebbe, ad esempio, auspicabile che si tentasse di ricostruire e comprendere il ruolo che le donne ebbero nelle dinamiche politiche sia nel Risorgimento sia nei differenti movimenti che ad esso si opposero. Di alcune figure femminili, la cui opera si intreccia con il processo risorgimentale e vi contribuisce, è stato scritto, anche in forma romanzata, tuttavia non esiste una ricerca storica che superi una visione di genere neppure per le donne che contribuirono all’unificazione nazionale[7] ed appare ancora difficile smascherare la rappresentazione tutta maschile dell’unificazione nazionale[8]. Proprio la ricostruzione del ruolo della donna nelle vicende politiche della storia nazionale potrebbe rappresentare un primo passo verso una corretta prospettiva del ruolo femminile in politica. Mi focalizzerò, dunque, nel presente scritto, sul ruolo della donna nel controrisorgimento filoestense, della donna che parteggiò coi vinti, di quella figura storica che è stata due volte sconfitta, dagli eventi e dalle ricostruzioni storiche.

Sul fenomeno del Controrisorgimento apuano e lunigianese durante la seconda guerra d’indipendenza ho avuto modo di condurre approfonditi studi e di redigere una monografia ed alcuni articoli sia sugli eventi[9] sia sulle implicazioni che essi hanno ancor oggi a tanti anni di distanza nel dibattito in corso sulla nascita e morte della nazione italiana[10].

[...]


[1] Sofia Ventura, Donne in politica: il "velinismo" non serve, in Ffweb Periodico della Fondazione Farefuturo del 27 aprile 2009, http://www.ffwebmagazine.it

[2] Nadia Maria Filippini e Anna Scattigno , Una democrazia incompiuta. Donne e politica in Italia dall'Ottocento ai nostri giorni, Franco Angeli 2007

[3] Giuditta Brunelli, Donne e Politica, Il Mulino 2006.

[4] Maria Teresa Silvestrini, Caterina Simiand, Simona Urso , Donne e politica. La presenza femminile nei partiti politici dell’Italia repubblicana, Franco Angeli 2005. Nadia Maria Filippini e Anna Scattigno , Una democrazia incompiuta. Donne e politica in Italia dall'Ottocento ai nostri giorni, Franco Angeli 2007. Giuditta Brunelli, Donne e Politica, Il Mulino 2006. Carlo Cavaglià, Donne e politica, Luciana Tufani Editrice 2003. Grazia Colombo, Donne nella politica, Franco Angeli 1994. Francesca Molfino, Donne, politica e stereotipi. Perché l’ovvio non cambia?, Baldini Castoldi Dalai 2006. Gabriella Cotta, Beatrice Pisa, Lorella Cedroni, Donne, politica e istituzioni, Aracne 2006.

[5] Alisa Del Re , Donne in politica: un'indagine sulle candidature femminili nel Veneto, Franco Angeli 1999.

[6] Giorgio Vecchio, Carla Bianchi Iacono, Elisabetta Salvini, La Resistenza delle donne. 1943-1945, In Dialogo 2010. Italo Scalambra e Italo Ma righelli, La scelta da fare. Dalla clandestinità alla Resistenza nel Modenese, Editori riuniti 1983. Marina Addis Saba, Partigiane. Le donne della Resistenza, Mursia 2007. Laura Seghettino e Caterina Rapetti, Al vento del nord. Una donna nella lotta di liberazione, Carocci 2006.

[7] Elvira Landò, Le donne e il Risorgimento in Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini del 25 agosto 2010, http://nuke.garibaldini.com.

[8] Le donne invisibili nell’unità d’Italia, 25 gennaio 2010, in Kila il punto di vista delle donne, http://www.kila.it.

[9] Nicola Guerra, I filoestensi apuani durante il processo di unità nazionale: condizioni sociali e fuoruscitismo, in Rassegna Storica Toscana, Leo S. Olschki 2003. Nicola Guerra, Controrisorgimento. Il movimento filoestense apuano e lunigianese, Eclettica Edizioni 2009. Nicola Guerra, Risorgimento e Controrisorgimento: una guerra civile? Il movimento di resistenza filoestense a Massa, Carrara e Lunigiana durante la Seconda guerra d’Indipendenza tra identità locale e sanfedismo in Settentrione Rivista di Studi italo-finlandesi n.21/2009, a cura della Società finlandese di Lingua e Cultura Italiana.

[10] Nicola Guerra, Morte e nascita della nazione. Lo stato nazionale è soltanto in crisi o non è mai esistito realmente? Il punto su Risorgimento e controrisorgimento nel dibattito storiografico e politico italiano degli ultimi due decenni in Storia in network Numero 165/166 – Luglio/Agosto 2010.

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Details

Title
Le donne nel Controrisorgimento filoestense
College
Turku School of Economics
Course
Italian Culture
Grade
scientific article
Author
Year
2010
Pages
7
Catalog Number
V195595
ISBN (eBook)
9783656213857
File size
437 KB
Language
Italian
Tags
Female war volunteering, Women and war, Risorgimento, Controrisorgimento, Nationalism, national unification, massa carrara, Toscana, Tuscany, Lunigiana, Estensi, Women and politics, nicola guerra, guerrilla, Italy, Italia, House of Habsburg-Este
Quote paper
Nicola Guerra (Author), 2010, Le donne nel Controrisorgimento filoestense, Munich, GRIN Verlag, https://www.grin.com/document/195595

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